Ventitré palloncini bianchi si sono librati nel cielo, alle 11,06, la stessa ora di quel tremendo impatto che un anno fa costò la vita a degli innocenti.

La gente di Puglia, sotto il sole cocente, ha pianto ancora una volta quei suoi figli strappati alla vita dagli errori umani e dai colpevoli ritardi delle istituzioni.

Il 12 luglio 2016, esattamente un anno fa, due treni della Ferrotramviaria si scontrarono al chilometro 51 della linea ferroviaria Andria-Corato sul binario unico a causa di quelli che per i magistrati sono stati “errori umani plurimi”. 23 morti e 52 feriti il bilancio dell’incidente.

I convogli erano dotati di sistemi di sicurezza obsoleti che tutte le ferrovie locali avrebbero dovuto abbandonare per legge diversi anni prima. La linea pugliese avrebbe dovuto adeguarsi entro il 2011 alle regole europee recepite dall’Italia con un decreto legislativo del 2007.

Ferrotramviaria, in base alle norme dell’Ustif, ente periferico del ministero dei Trasporti, viaggiava affidandosi ai dispacci telefonici tra i capostazione, come sistema di controllo del traffico.

La tragedia tra Andria e Corato non si sarebbe mai verificata se la linea fosse stata dotata di un sistema di sicurezza diverso dal blocco telefonico, adeguato secondo le regole allora vigenti per le concessionarie private operanti sulle tratte locali.

Qualcosa si è mosso con il decreto datato 5 agosto 2016 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 settembre. Sotto il controllo dell’Ansf, Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, sono transitate 41 linee regionali per 1.918 chilometri.

Le ferrovie ex concesse, e i loro gestori, hanno l’obbligo di adeguarsi agli standard europei in materia di sicurezza e tecnologia e raggiungere i livelli della rete gestita da Rfi. A chi non rispetta gli standard di sicurezza dell’Agenzia, è stata imposta la limitazione di velocità.

I treni regionali su rete Rfi viaggiano con i sistemi Scmt e Ssc che, in caso di problema come un malore del macchinista prima avvisano e rallentano e poi arrestato il treno. L’alta velocità è dotata invece dell’Ertms, un sistema ancora più avanzato che blocca il convoglio in caso di anomalia.

Il Cipe ha stanziato lo scorso dicembre i primi 300 milioni per i lavori d’adeguamento che interesseranno alcuni tratti lombardi e pugliesi ma sono chiaramente insufficienti.

“A un anno di distanza dal tragico incidente ferroviario sul tratto Andria-Corato della Ferrovia Nord di Bari, nella quale persero la vita 23 persone e 50 furono ferite, ha affermato il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, desidero rinnovare a tutti i familiari delle vittime i più sinceri sentimenti di vicinanza degli italiani e miei personali. Un anno fa, incontrando superstiti e soccorritori, ho potuto constatare la generosità del popolo pugliese accorso a donare il sangue per i feriti, e ho raccolto gli appelli per avere la verità su quanto accaduto e individuare i responsabili del disastro”.

“E’ stata una tragedia inammissibile, ha concluso Mattarella, sulla quale la magistratura sta indagando per accertare con accuratezza colpe ed eventuali carenze che ne sono state alla base. La incalzante domanda di giustizia che sale dalle famiglie è avvertita e fatta propria dalla intera comunità nazionale”.

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