Il 16 marzo 1869 viene brevettata la motocicletta
L'ultimo esemplare sopravvissuto di VGV, conservato in Francia.

Sono passati ormai 149 anni dal giorno in cui nacque la motocicletta. Questa macchina, eternamente giovane, ha dunque una lunga storia da vantare e da raccontare. Il “Vélocipede à Grande Vitesse” o VGV fu il primo prototipo di motocicletta a calcare la strada, e nacque dalla geniale intuizione dell’ingegnere francese Louis Guillaume Perreaux.

Il suo piccolo motore, decisamente molto rudimentale per i nostri canoni odierni, poteva essere alimentato ad alcol, petrolio o olio illuminante e le permetteva di raggiungere i 35 chilometri orari, una velocità che oggi ci fa sorridere ma che per i tempi poteva passare tutt’altro che inosservata.

Perreaux riuscì a farne un prodotto di successo perché la costruì e la vendette in circa cinquemila esemplari fra il 1871 e il 1872, al prezzo di tremila franchi. Per i tempi, tanto questi numeri produttivi quanto quel prezzo erano tutt’altro che contenuti. Di questo modello, tuttavia, ne è oggi sopravvissuto un solo esemplare, conservato presso il Musée de l’Ile-de-France di Sceaux.

Ciò che conta dire è che il progetto di Perreaux non rimase un caso isolato, ma al contrario destò un grande interesse a livello internazionale, inducendo anche imprenditori e progettisti di altri paesi a cimentarsi in realizzazioni proprie. Da quel momento la storia delle due ruote non fu più la stessa e dopo i pionieristici Benz, Hildebrand e Wolfmuller, De Dion-Bouton, Bianchi, iniziarono ad affermarsi veri e propri nomi sacri del settore, da cui sarebbero successivamente scaturiti anche dei colossi industriali.

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