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Tabellino

TORINO-INTER 2-2 (1-1)
RETI: 27′ Kondogbia (I), 33′ Baselli (T), 59′ Acquah (T), 62′ Candreva (I).
TORINO (4-3-3): Hart – Zappacosta, Rossettini, Moretti, Molinaro – Acquah, Lukic, Baselli (85′ Maxi Lopez) – Iturbe (60′ Iago Falque), Belotti, Ljajic (65′ Boyé). All. Mihajlovic.
INTER (4-2-3-1): Handanovic – D’Ambrosio, Medel (57′ Murillo), Miranda, Ansaldi – Kondogbia (76′ Brozovic), Gagliardini – Candreva, Banega (60′ Eder), Perisic – Icardi. All. Pioli.
ARBITRO: Banti.
NOTE: Spettatori 26 mila circa. Ammonito: Maxi Lopez.

La partita

Il senso di Torino-Inter, primo anticipo della 29esima giornata di Campionato, sta tutto nelle parole del tecnico nerazzurro Stefano Pioli a fine partita: “Il Toro in casa è fortissimo, ma noi abbiamo fatto tanti errori”. Ed è difficile dargli torto, perché l’ex allenatore della Lazio dice tre cose in poche battute.

La roccaforte Torino

La prima è che i granata di Sinisa Mihajlovic si confermano insuperabili tra le mura dello stadio “Grande Torino”, violato soltanto una volta in questa stagione, nel derby contro la Juventus.

Inter sprecona

La seconda è che i nerazzurri, dopo la scorpacciata di goal contro Cagliari prima e Atalanta poi (12 reti in due domeniche) ne segnano sì altri due ma recriminano per i troppi errori sotto porta – davvero clamorosi quelli di Perisic, soprattutto a fine match – e rimpiangono per una vittoria che, al netto della qualità delle occasioni create, forse meritavano.

La lunga rincorsa di Pioli all’Europa

La terza è che, dopo una rincorsa iniziata a novembre e condita da 40 punti su 48 nelle precedenti 16 partite, la banda di via Durini coglie un inutile pareggio (il secondo di Pioli dopo quello del derby, e anche quello è stato 2-2) che potrebbe significare definitivo arrivederci alla Zona Champions, soprattutto se oggi Napoli e Roma dovessero fare il proprio dovere battendo Empoli e Sassuolo.

E anche la corsa all’altra Europa, quella minore, si farebbe ancora più incerta se Lazio (impegnata a Cagliari) e Atalanta (ospita il pericolante Pescara) centrassero i tre punti.

Un match spettacolare

Al di là delle recriminazioni e delle dichiarazioni, chi ha ha assistito all’anticipo delle 18 non ha avuto rimpianti. Ha visto quattro goal tra due squadre che amano segnare (alle 17.50 il Torino aveva fatto 52 reti subendone 48, l’Inter aveva bucato le porte avversarie per 53 volte incassandone 29).

Un match ad andamento molto equilibrato, con intervalli di tempo favorevoli ai granata (nella seconda metà del primo tempo e nel primo quarto d’ora della ripresa) e ai nerazzurri (inizio di match a tutto sprint, e finale di gara all’assalto, ma in mezzo troppe palle perse a centrocampo).

Joe Hart decide la partita 

Un portiere, il 29enne Joe Hart, assoluto protagonista perché il principale responsabile di entrambe le reti meneghine (non impeccabile sul tiro di Kondogbia, uscita a farfalle sul sigillo di Candreva), ma anche autore di un paio di interventi di pregevole fattura, Icardi ed Eder su tutti.

Il titolare della nazionale inglese, quindi, è il simbolo di quelle croci e delizie che è stata Torino-Inter.

I padroni di casa hanno giocato come sanno. Il solito 4-3-3 e il tipico gioco offensivo di Sinisa Mihajlovic.

L’approccio tattico

Bravi a soffrire quando c’era da farlo (da segnalare la prova di Cristian Molinaro, al rientro dopo sei mesi di infortunio), a reagire immediatamente allo svantaggio, a passare addirittura in vantaggio a inizio ripresa con un bel contropiede concretizzato da Acquah – primo centro stagionale, il quinto in serie A – a ripartire in contropiede fino al 90′ e oltre, a finire con quattro attaccanti.

L’Inter, invece, è quella che deve mordersi di più le mani, con un pareggio inutile. Incostante durante l’intero arco del match. Incapace di mantenere il vantaggio firmato Kondogbia (la Torino granata gli porta bene, visto che è qui che ha segnato il primo centro italiano, nel novembre 2015). Troppo timida a inizio ripresa. Brava a trovare subito il 2-2. All’assalto nel fine partita, anche sfruttando la stanchezza degli avversari.

Ma risuonano le parole di Pioli. Già, l’Inter di ieri ha fatto davvero troppi errori.

Top e flop

Top

Kondogbia: il grande merito del tecnico parmigiano è di aver dato un senso all’acquisto del centrocampista francese, arrivato alla corte nerazzurra nell’estate 2015. Certo, l’ex giocatore del Monaco è ancora un po’ indisciplinato in fase difensiva, ma la strada intrapresa è quella giusta.

Acquah: prestazione di grande quantità e qualità per il centrocampista granata. Segna un gran goal, e corre per tutti i 96′ di partita.

Flop

Hart: Il portiere del Manchester City impedisce all’Inter di portarsi a casa i tre punti, ma ha sulla coscienza entrambe le reti nerazzurre. I tifosi si stanno ancora chiedendo il perché di quella uscita a vuoto sulla marcatura di Candreva.

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