Quanto è bello il calcio d’agosto! Se oggi 31/8/2015, invece del mercato, si chiudesse il campionato avremmo il Chievo campione d’Italia e la Juventus salva solo perché Empoli, Frosinone e Carpi hanno una differenza reti peggiore…
Bando alle ciance, si prospetta un campionato più incerto e entusiasmante di quelli passati: la Juventus, nonostante il passo falso, prima o poi è destinata a ridestarsi, i bianconeri restano forti ma non sono più imbattibili. Dietro l’incertezza è tanta: la Roma è attesa al salto di qualità, Inter e Milan vincono ma non convincono, Lazio e Fiorentina sembrano lunatiche, il Napoli è un cantiere aperto e dietro occhio alle solite sorprese… La notizia della settimana, oltre alla seconda sconfitta consecutiva della Juventus (mai così dal 1929/30 ad oggi) però sono le convocazioni di Antonio Conte: mai nella storia del calcio italiano erano stati convocati così tanti giocatori (ben otto) da federazioni straniere, di cui una addirittura proveniente da un altro continente. In due partite insignificanti che contano come il due di danari, il nostro Conte Parrucchino, invece che cercare di lanciare qualche giovane di belle speranze (assai rari a dir il vero visto che il nostro calcio è in mano agli stranieri) probabilmente consegnerà nuovamente le chiavi del centrocampo a quello di fatto che un ex calciatore. Probabile che agli Europei venturi, Conte punterà ancora su Pirlo, poi chi vivrà vedrà, quello che è sicuro è che il movimento calcistico italiano non è stato mai così malconcio. Una vecchia profezia, scritta chissà dove, afferma che dal dopoguerra l’Italia va in finale ogni dodici anni (1970-1982-1994-2006), ricordando che nel 1958, prima e unica volta nella nostra storia, non ci qualificammo: probabile che il Tessitore, per non infrangere questa sacra legge, non ci dia i biglietti per la Russia…

BOLOGNA – SASSUOLO 0-1: i piastrellisti neroverdi, solitamente, ci aveano abituato negli scorsi due anni a partenze ad handicap, invece quest’anno l’oliata macchina di Di Francesco è partita con il vento in poppa. Bologna davvero mediocre, il problema non sembrano tanto i singoli, ma il gioco d’assieme che è letteralmente inesistente e Rossi il pugilista non azzecca una stagione manco per sbaglio dai tempi della Lazio…

MILAN – EMPOLI 2-1: prestazione imbarazzante quanto fortunata per il nuovo Milan targato Sputacchione Mihajlović che è stato letteralmente surclassato sul piano del gioco, soprattutto nel palleggio, dall’Empoli. Purtroppo per i toscani in porta disponevano di un bidone con il crestino (a proposito, in Italia non abbiamo portieri migliori?) e in attacco di “attaccanti” capaci di segnare nemmeno con le mani. Per il resto è parso di vedere il Milan d’Inzaghi, con Bacca factotum che canta e porta la croce al posto di Jimmy Menez e con un’organizzazione a centrocampo capace di far defecare gli stitici. A proposito, sento da più parti invocare il regista come salvatore della patria: credo invece che sia lo stesso Mihajlović a volere un centrocampo del genere, oppure l’Antennista è in completa malafede che pensa semplicemente a fare affari con l’amicone Preziosi… Silvio intanto incomincia a tuonare perché non vede il bel giuoco e non voglio essere nei panni del serbo!

ROMA – JUVENTUS 2-1: l’incontro di cartello della giornata. Fino alla magia su punizione di Pjanić il match è stato mediocre con una Juventus in palese difficoltà in mezzo al campo e una Roma sulla falsariga di quella vista a Verona, paludata nel possesso palla e incapace di imbeccare la sua bocca di fuoco Džeko. Per quanto riguarda la Juventus, non capisco l’incapponirsi di Allegri sul 3-5-2 che senza Pirlo e con un Evra spompo sulla sinistra sta diventando controproducente. Comunque il problema dei bianconeri, mon avis, non è la presenza degli onesti gregari Padoin (a proposito, passare da Pirlo a Padoin è come passare dalla Arcuri alla Bindi) e Sturaro in mezzo al campo o l’attacco ancora fuori fase, ma il fenomeno che tutto il globo terracqueo ci invidia Paul Pobbà. Il francesino d’ebano, infatti, giocherella, corricchia al piccolo trotto senza mai accelerare e, soprattutto, porta troppo la palla invece che giocarla velocemente, cosa in cui Pirlo era maestro indiscusso: più velocemente giochi la palla, più spazi si aprono e più fai correre gli avversari. Pogba andava venduto quest’estate per un pacco di milioni perché, a mio avviso, è un calciatore dotato di mezzi tecnici e fisici mostruosi ma che in questo momento non riesce ancora a fare la differenza (e probabilmente mai la farà!).

ATALANTA – FROSINONE 2-0: sembrava la classica partita del venerdì tra la Prima Squadra e la Primavera con l’Atalanta del vecchio Reja che sembrava la reincarnazione del Barcellona: due gol, 11 tiri in porta nello specchio avversario e percentuali bulgare di possesso palla. Il Frosinone (culone), assieme al Carpi, sembra davvero una squadra che non c’azzecca con la Serie A: spero per loro che sia solamente questione di preparazione, inesperienza, altrimenti la vedo già durissima per le nostre matricole terribili.

CARPI – INTER 1-2: sfida tra la metropoli e la provincia d’Italia, tra due tecnici decisamente agli antipodi: il ciuffo laccato dell’ex goldenboy del calcio italiano contro il panzone verace dell’unico tecnico che, in Italia, ha vinto tutti i campionati dalla Terza Categoria alla Serie B. L’Inter, lo ripeto, è stata concepita dal proprio tecnico come una squadra di basket e non di calcio: a centrocampo nessuno salta l’avversario (per giunta di modestissimo valore) mentre in attacco si spera sempre nella cappella avversaria, nella palla inattiva (tipico delle squadre muscolari e prive di fantasia) o nel rigorino. Il modestissimo Carpi ha fatto vedere le cose migliori nel finale, con l’ingresso della vecchia guardia e con l’abbandono del nuovo 3-5-2 in favore del vecchio 4-5-1, il modulo della promozione. A proposito, caro Sogliano, invece che confermare la vecchia guardia, perché hai riempito la squadra di pipponi come Matos, Wallace, Wilczeck, Brkić, Bubnjić? Come fanno codesti pipponi ad aiutarti a raggiungere la salvezza?

CHIEVO – LAZIO 4-0: la vera sorpresa e l’uomo copertina della giornata: Riccardo Meggiorini (soprannominato Peggiorini ai tempi della sua poco fortunata parentesi al Torino), l’uomo dalle reti e dagli assist impossibili. Di lui ricordo un clamoroso gol in rovesciata ingiustamente annullato per inesistente fuorigioco ai tempi del Novara, ma questa volta ha proprio esagerato con un assist di tacco volante degno del miglior Oliver Hutton. L’attacco stitico del Chievod egli ultimi anni si è trasformato in una vera e proprio valanga, che siano allucinazioni della classica canicola agostana? Sul fronte Lazio, è la peggior sconfitta della gestione Pioli per la Lazio che ha pagato la disabitudine a giocare ogni tre giorni e le ruggini di Leverkusen.

GENOA – VERONA 2-0: successo meritato per un Genoa aggressivo, verticale, decisivo è stato l’ingresso del sottovalutato Pavoletti che ha conferito il peso giusto all’attacco. Il Verona troppo passivo e remissivo, come da costume del suo tecnico, bravo a preparare le partite da dentro o fuori, ma totalmente inetto a affrontare le partite che non conferiscono pressione, porquè?

TORINO – FIORENTINA 3-1: partita schizofrenica, dai classici due volti. Nel primo tempo solo Fiorentina, nel secondo praticamente solo Torino che alla fine si è imposto con pieno merito perché nel calcio chi la dura la vince. La Fiorentina in pratica si è appisolata sul più bello e peroprio per questo motivo la rimando alla prossima giornata.

NAPOLI – SAMPDORIA 2-2: una bella sfida in altalena tra due squadre squilibrate e ancora da registrare. Sul 2-0 per il Napoli avevo immaginato che sarebbe finita in pareggio perchè questo Napoli è completamente da registrare nel pacchetto arretrato. Insomma, la solita solfa in casa Napule già vista sotto Benitez. Per quanto riguarda la Samp del duo Zenga-Cagni da salvare il carattere e il duo d’attacco, per il resto c’è molto da lavorare.

UDINESE – PALERMO 0-1: gran colpo del Palermo contro un Udinese che ha già esaurito la sculata di Torino e finisce per perdere con merito la prima nel nuovo stadio (forse dacia Stadium? Ah i dindi!). I rosaneri di Cappellino Iachini, rognosi come al solito in difesa, hanno racimolato sei punti giocando praticamente senza un attaccante di ruolo, Zamparini come al solito ha compiuto un capolavoro cedendo per un pacco di soldi Dybala e tenendosi il vero talento, Vazquez.

Francesco Scabar