Dieci giorni fa, il governo russo ha elaborato un sistema di difesa aerea missilistica congiunta con l’Armenia. In seguito, il governo di Erevan ha confermato l’imminente visita del primo ministro russo Dmitry Medvedev in Armenia per firmare ufficialmente il nuovo accordo di difesa tra i due paesi.

Il presidente russo Vladimir Putin ha effettuato una mossa brillante, prendendo due piccioni con una fava.

Prima di tutto, la Russia aumenterebbe la protezione dei suoi confini meridionali, importante sopratutto adesso che Mosca è coinvolta militarmente in Siria. La possibilità che l’ISIS s’infiltri attraverso le repubbliche islamiche meridionali è ancora una preoccupazione per la Russia.

“Mosca è pronta ad aumentare la sua capacità di monitorare i propri confini meridionali – una presenza militare in Armenia, con la sua vicinanza al Medio Oriente, è il mezzo ideale per raggiungere tale obiettivo” ha riferito Stratfor (Compagnia di intelligence americana, N.d.t.).

In secondo luogo, visto che l’aumento dell’attività della NATO in Europa orientale e in Turchia irrita Mosca, il sistema di difesa congiunta della Russia con l’Armenia mira a contrastare il rafforzamento militare occidentale in prossimità delle frontiere russe, ha spiegato Stratfor.

La cooperazione militare russo-armena nel Caucaso meridionale certamente ha sconvolto le ambizioni della Turchia nella regione.

Inoltre, la Georgia si sta avvicinando all’Occidente – il paese ha recentemente aperto un centro di addestramento della NATO e tiene regolarmente esercitazioni militari congiunte con l’esercito degli Stati Uniti – Russia ha fatto una buona mossa con la firma dell’accordo di difesa congiunta con l’Armenia, aumentando così la presenza militare di Mosca nella regione, ha aggiunto Stratfor.

“È una regione geopoliticamente complessa dove molti altri operatori regionali hanno importanti interessi strategici.” Stratfor ha commentato così la cooperazione russo-armena nel Caucaso meridionale.

Alla fine di settembre, pur non essendo un membro della NATO, la Georgia è diventato un membro della Forza di risposta della NATO (NRF).

La NRF è dotata di unità tecnologicamente avanzate dotate di rapidi tempi di risposta e da forze di aria, terra e mare. L’iniziativa è stata lanciata nel 2002, e i membri ha creato un gruppo operativo nel 2014, in risposta alle mutevoli esigenze di sicurezza. Anche Finlandia, Svezia e Ucraina partecipano al programma NRF.

Traduzione di Massimiliano Greco

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