In Argentina esiste un nugolo lobbistico quasi impenetrabile che raggruppa grandi testate giornalistiche oligarchiche (El Clarín in primis), partiti politici di opposizione della destra, eminenze grigie come il (finto) filo-governativo Daniel Scioli, le comunitá israelo/ebraiche (DAIA) ed esponenti ben nascosti dei fondi avvoltoio: questo nocciolo in Argentina è in costante contatto con la Casa Bianca, la CIA e il FMI, soprattutto adesso (a ridosso delle presidenziali di ottobre).

I media oligopolisti come El Clarìn e ‘La Nacion’ sono da sempre stati quinta colonna del potere extra-nazionale nel paese: nati come quotidiani anti-peronisti si sono storicamente contraddistinti nell’appoggio totale ai candidati conservatori di destra vicini al liberismo e all’imperialismo dei centri finanziari, da Miami, dalla CIA e dalle ONG. Questi oligopoli sono il megafono sia dei leader della destra conservatrice come Mauricio Macri (PRO), Elisa Carriò e Sergio Massa (Frente Renovador) che di una magistratura totalmente asservita ai gruppi di potere esterni e interni contrari ai Kirchner e restii alla politica kirchnerista di totale allineamento ai BRICS, alla Russia e alla Cina..

Oltre che alla politica sociale e nazionale che ha di fatto risollevato un paese intero; da menzionare l’eminenza grigia del partito di governo FPV, Daniel Scioli (attuale governatore della provincia di Buenos Aires, scoperto nel 2002 dall’ex presidente Nestor Kirchner) che negli ultimi anni si è contraddistinto sempre più per la sua autonomia dal kirchnerismo, incarnando una sorta di centrismo pseudo-peronista che, tuttavia sembra andare a braccetto con la Fondazione Clinton, con i salotti di Miami e con i servizi segreti che la presidenta Kirchner nello scorso Dicembre ha sciolto e riformato. Questa autonomia gli sta fruttando un potere e una visibilità inaspettate.

Il governo Kirchner ha come uno dei suoi principali avversari alcune lobby di potere molto influenti, legate alla comunità israeliana in Argentina. Quest’ultima da più di tre anni, sta combattendo ferocemente le politiche internazionali del governo Kirchner, che a sua volta si è contraddistinto per un’apertura totale ai rapporti con l’Iran con il quale due anni e mezzo fa ha firmato un memorandum d’intesa che indaghi sull’attentato terroristico alla mutua ebraica AMIA avvenuto nel 1994. I sionisti argentini sono insorti violentemente imputando alla presidenta di fare affari con i terroristi e di essere antisemita. Pochi giorni fa la Kirchner, prima della partenza per il viaggio diplomatico in Russia, ha attaccato fortemente questo nocciolo lobbistico che “sta tentando di riportare l’Argentina alla fame e alla disperazione di 13 anni fa”

Il prossimo 15 Ottobre nel paese si terranno le elezioni presidenziali e, dopo ben 13 anni di governo, per la prima volta non ci sarà un Kirchner al comando. Ma non mancano degli ottimi pre-candidati peron/kirchneristi che saranno perfettamente in grado di portare avanti il ‘Projecto Nacional y Popular’ rivoluzionario con i quali i due coniugi Kirchner (Nestor e Cristina) hanno rimesso in piedi una nazione e strappato alla disperazione e alla fame il loro popolo.

Antonio Rossi