(Quella che segue é l’intervista condotta da Oxu.Az all’esperto di economia Vugar Baraymov)

Quali settori non-petroliferi possono venire sviluppati dall’Azerbaigian, considerando l’attuale declino dei prezzi del greggio, da tempo languenti al di sotto dei cinquanta dollari per barile?

Bassi prezzi del greggio sul mercato mondiale causeranno naturalmente un declino nelle entrate statali azere, ma, tuttavia, i prezzi bassi possono avere anche un lato positivo per il paese.
Innanzi tutto la situazione attuale segnala il profondo bisogno di sviluppare settori economici non- petroliferi, a partire da quelli più promettenti.

Io direi che anche se domani il prezzo globale del greggio si alzasse nulla ci assicura che esso rimarrà alto; potrebbe benissimo scendere in un futuro anche prossimo. Il declino dei prezzi in questa fase dipende infatti più da motivazioni politiche che economiche.

In presenza di fattori politici i prezzi possono variare sensibilmente in qualunque direzione; tenendo questo presente questa si presenta come una situazione da ‘esame di maturità’ per il paese. L’Azerbaigian deve senza alcun dubbio sviluppare la propria economia nei settori non petroliferi; questo in parte é già successo negli anni passati, ma deve essere portato a un nuovo e più importante livello.

D’altra parte, se guardiamo al periodo nel quale i prezzi petroliferi sui mercati mondiali erano molto più alti, specie nel biennio 2013-14, vedremo che la percentuale del PIL azero nei settori non petroliferi é cresciuta del 68,8%, contribuendo al 35% del bilancio statale. E’ naturale aspettarsi che nel 2016 la percentuale dei settori non petroliferi nel bilancio statale si avvicini al 50%.

Ma se facciamo attenzione alle tendenze di medio periodo: nel 2010 la percentuale di contributo al PIL azero dei settori non petroliferi era del 25 per cento, ed é cresciuta di un ulteriore 10 per cento nei quattro anni successivi…valutando i prossimi 5 anni, é ragionevole aspettarsi che la crescita raggiunga il 20 per cento. Purtroppo in questo contributo le esportazioni, all’inizio della fase calante dei prezzi petroliferi, rappresentavano solamente il 5 per cento.

Naturalmente questo ha avuto un impatto diretto sul PIL nazionale, giacché dimostra che il PIL e la formazione del bilancio statale azero sono particolarmente dipendenti dalle fonti interne a scapito degli investimenti stranieri. L’aumento del volume delle esportazioni, specialmente nei settori non petroliferi, ridurrebbe considerevolmente la dipendenza del bilancio statale azero dai ricavi petroliferi, sensibili a improvvisi, forti ribassi dovuti a motivazioni politiche.

Quali campi pensa che dovrebbero venire maggiormente sviluppati nell’economia nonpetrolifera azera?

Tecnologie informatiche e comunicative e settori agricoli sono stati identificati come sfere di primo interesse nel concetto statale espresso dal documento “2020: Visione del Futuro”. Ovviamente anche il turismo rappresenta un campo interessante che non deve essere trascurato, visto che ogni turista porta un’aggiunta di entrate per il paese. Ciononostante l’Azerbaigian parte svantaggiato rispetto alla vicina Turchia per quanto riguarda ampiezza e qualità dei servizi turistici offerti e rispetto alla Georgia per quanto riguarda i prezzi medi.

Possiamo essere su un piano di parità con la Georgia per la qualità dei servizi, ma quel che conta é che gli alti prezzi interni pongono l’Azerbaigian in svantaggio rispetto al paese vicino. Circa 5 milioni e mezzo di persone hanno visitato la Georgia l’anno scorso, contro appena 2 milioni e 400mila che hanno fatto lo stesso con l’Azerbaigian, nonostante il fatto che esso presenti un territorio più vasto e infrastrutture più sviluppate.

Servono numerose riforme ed eventi studiati appositamente per sviluppare l’offerta turistica e rafforzare la sua competitività sui mercati.

Dobbiamo essere pronti a sviluppare la nostra industria alimentare nazionale di pari passo con il settore agricolo. Lo sviluppo d’una industria alimentare deve aiutare l’Azerbaigian a fornire propri prodotti ai mercati esteri.
Il settore di informatica e comunicazioni offre suoi particolari vantaggi ma la competizione in questo campo in Azerbaigian é molto debole, perché i servizi tecnologici e di comunicazione sono molto dispendiosi e richiedono investimenti finanziari importanti. Vi é del potenziale, ma bisogna considerare che una parte considerevole di questo potenziale risiede nella possibilità di esportare tali servizi all’estero, che non é facile e, soprattutto, richiede tempo.

E’ anche necessario ricordare che questo richiederebbe enormi investimenti. Per cui sarebbe necessario accumulare equipaggiamento informatico e comunicativo, l’ammortamento dei costi d’acquisto del quale, richiederebbe a sua volta grandi capitali. Da una parte la tecnologia informatica e comunicativa é certamente un settore dinamico e innovativo, che per sua natura richiede lo stanziamento di fondi costanti per seguire lo sviluppo e l’introduzione di sempre nuove migliorie in questo campo.

Questo ci porta alla conclusione che, pur rappresentando il campo informatico-comunicativo una priorità, avrà bisogno di molti finanziamenti e diventerà fonte di profitti solo visto in una prospettiva a medio-lungo termine.
Inoltre, insieme all’industria alimentare, stimiamo molto l’opportunità di sviluppo dell’industria leggera. E’ difficile competere con Cina e Turchia, ma siamo relativamente sicuri che l’Azerbaigian possa coprire una parte decisiva di produzione locale per l’industria leggera, a costi altamente competitivi.

Come avete fatto notare prima i prezzi petroliferi mondiali sono calati sotto i 50 dollari al barile e il dollaro continua ad apprezzarsi sul manat (la valuta azera -NdT-). Gli imprenditori dicono di stare soffrendo per gli effetti della crisi globale. Che cosa raccomanderebbe loro di fare, per superarla senza eccessive perdite?

Consideriamo che le misure per proteggere l’imprenditoria prese dal Presidente azero nelle ultime settimane, specie durante il mese di ottobre, siano incoraggianti. Quindi la sospensione delle ispezioni per due anni e la simultanea riduzione del numero delle licenze provano che l’Azerbaigian ha fatto il suo ingresso in una nuova fase dello sviluppo imprenditoriale.

Questa sarà caratterizzata da un forte sostegno statale all’impresa. Gli investimenti statali miglioreranno il clima affaristico. Ispezioni senza motivo saranno impedite, il numero delle procedure burocratiche ridotto, un’opportunità verrà creata per ottenere licenze e altri accordi speciali. Contemporaneamente sosterremo direttamente il supporto e l’assistenza statale all’impresa, esattamente come accade in molti paesi sviluppati.

Ciò avverrà con il sussidio alle esportazioni, che avverrà in Azerbaigian esattamente come accade in altri paesi, perciò, se una compagnia esporta oltre un quarto di una produzione valutata più di 100 milioni di dollari, essa riceverà dei sussidi statali, questo incoraggerà le esportazioni e la produzione in generale. E’ quello che fa la Cina, le compagnie che più esportano vengono premiate con ogni genere di sussidi e incentivi. Vogliamo applicare tale sistema anche nel nostro paese.

Per quanto riguarda gli imprenditori, devono anche essere pronti ad affrontare difficoltà visto che la crisi globale ha colpito le esportazioni dei loro prodotti. Preparando mappe elettroniche dell’export per gli imprenditori il Ministero dell’Agricoltura, alzerà le loro opportunità di proporsi sui mercati esteri.

Le mappe elettroniche dell’export consentono di selezionare i mercati più promettenti. Per esempio i beni agricoli importati, diciamo, dall’Italia, i prezzi, i principali fornitori, e così via. I produttori possono accedere a tutte queste informazioni semplicemente con un tocco sulla mappa elettronica.

E’ anche importante che gli imprenditori agricoli diversifichino le loro attività per poter meglio penetrare mercati alternativi. La Russia é una chiara priorità per gli agricoltori azeri. Dopo che il rublo venne artificiosamente fatto scendere sui mercati valutari mondiali i produttori agricoli azeri furono duramente colpiti, venendo costretti letteralmente a gettare nel fiume i loro prodotti per i quali non avevano più margine di copertura dei costi. Perciò, per evitare il ripetersi di simili casi il Ministero deve preparare mappe per l’export agricolo. Crediamo che questo porterà a migliori possibilità di vendita alternativa, dando respiro ai produttori agricoli e mettendoli al riparo da rovesci improvvisi.

Traduzione di Paolo Marcenaro.

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