L’iter parlamentare sulla manovra finanziaria si è concluso lo scorso 23 dicembre col voto di fiducia al Senato.  Poche le sorprese rispetto a quanto vi abbiamo raccontato la scorsa volta: l’UE, anche se con qualche lamentela, ha tutto sommato accettato la manovra sul governo nei punti che fin dall’inizio gli criticava ( con qualche incognita, che vedremo più avanti). E se anche Mario Monti, come affermato nelle settimane scorse in qualche trasmissione televisiva, si dichiara scontento per una “manovra fatta in deficit” che toglie “l’unica tassa patrimoniale, sulla casa, presente in tutti i paesi d’Europa”, a noi la Legge di Stabilità non può non piacere (con moderazione): non potendo ottenere momentaneamente la luna, ci accontentiamo di una boccata di ossigeno. Ma ricapitoliamo, aiutandoci col Sole 24 Ore, le novità nella Legge di Stabilità 2016:

  • Abolita la TASI sulla prima casa. Viene tuttavia mantenuta l’IMU sulle case di lusso (categorie catastali A/1,A/8,A/9). Cancellata anche l’IMU sui terreni agricoli collocati in pianura o in Comuni parzialmente montani. L’imposta è invece dimezzata se, nel caso dei comodati, chi cede la casa e chi la riceve abitano nello stesso Comune. Per quanto riguarda l’IMU sui cosiddetti “imbullonati”, cioè quei macchinari che venivano trattati come beni immobili nel conteggio della rendita catastale, i proprietari interessati dovranno rivolgersi all’amministrazione finanziaria e richiedere il ricalcolo catastale con procedura Docfa (software per la procedura di aggiornamento catastale online);
  • Bonus ammortamento del 40% sulle immobilizzazioni materiali ( tranne i fabbricati e le costruzioni, gli aerei, i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%,i beni immateriali e i beni usati) nel periodo tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016. In pratica se il costo d’acquisto di un bene strumentale nuovo è pari a 100, il costo deducibile ai fini dell’ammortamento fiscale sarà pari a 140. Le aliquote seguiranno sempre la tabella dei coefficienti ammortamento beni strumentali D.M. 31/12/88. Facciamo un piccolo esempio: se un ristorante acquista dei nuovi tavoli o arredi, per un costo di 1000 euro ed il coefficiente è al 10%, grazie al super ammortamento avrebbe diritto ad una deduzione del 14% rispetto all’attuale 10%;
  • Pacchetto SUD: E’ previsto un credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, differenziato in base alle dimensioni delle aziende (20% per quelle piccole, 15% per le medie, 10% per le grandi). Le regioni interessate sono: Campania, Puglia Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo;
  • Esteso accesso ai piani operativi Por e Pon del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale anche ai liberi professionisti, che sono equiparati alle Pmi. Inoltre, il regime forfettario aumenta la soglia da 15mila a 30mila euro. Per chi avvia un’attività, la tassazione si riduce al 5% per i primi 5 anni;
  • “Cultural Card” di 500 euro per i giovani che avranno compiuto 18 anni nel 2016. La carta potrà essere utilizzata nei cinema, teatri, musei, mostre, spettacoli e eventi culturali, gallerie d’arte, parchi naturali, accesso ai monumenti storici e acquisto di libri. Le somme assegnate non costituiranno reddito imponibile. Viene inoltre istituito un fondo di 10 milioni per tre anni (dal 2016 al 2018) per l’acquisto di libri scolastici per le famiglie con Isee basso. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la manovra prevede un’esenzione di 480 milioni dal patto di stabilità per i Comuni, province e Città Metropolitane che effettueranno suddetti interventi;
  • Istituito un fondo di solidarietà, finanziato dal fondo interbancario di tutela dei depositi, di 100 milioni a risarcimento degli obbligazionisti subordinati truffati nei casi di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Carife. I ricorsi saranno esaminati dall’Autorità nazionale Anticorruzione. I risparmiatori truffati dovranno quindi dimostrare, davanti all’arbitrato, che la vendita dei bond a rischio è avvenuta senza seguire le norme di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal Testo unico finanziario (Tuf);
  • Canone RAI nella bolletta della luce elettrica. L’importo della tassa passa dai 113,50 attuali ai 100 per il 2016.Il pagamento della tassa avverrà con addebito sulla bolletta della fornitura elettrica, in 10 rate da gennaio a ottobre. Solo per il 2016, a causa dei tempi tecnici di entrata in vigore, il pagamento avverrà dalla fattura successiva al 1 luglio, cumulando le rate precedenti;
  • Part-time agevolato volontario per chi ha almeno 20 anni di contributi e matura i requisiti di vecchiaia a fine 2018. La contribuzione figurativa è a carico della finanza pubblica e i contributi aziendali negli ultimi tre anni di contratto potranno essere trasferiti pieni in busta paga. Le aziende che assumeranno a tempo indeterminato, beneficeranno di una decontribuzione pari a 3250 euro annui per due anni (dino al 31 dicembre 2015 erano però 8060 euro per tre anni). Per i pensionati, invece, viene estesa la no tax area da 7500 a 8000 euro per gli over75 e da 7500 a 7750 per gli under75;
  • In Sanità, arrivano i nuovi “Lea”, i nuovi livelli di assistenza sanitaria, che erano bloccati dal 2001. Verranno introdotti farmaci innovativi, extra fondo sanitario per i farmaci. I nuovi “Lea” dovranno essere aggiornati annualmente, a parità di spesa, da una commissione speciale e avranno a disposizione uno stanziamento ad hoc di 800 milioni del Fondo Sanitario. La dote per i farmaci innovativi è invece di 500 milioni. Lo stanziamento totale per il 2016 è di 111 miliardi di euro, ma da questi vanno tolte le spese per i rinnovi contrattuali e il costo dei Lea. Per questo, i fondi sembrano essere insufficienti e, molto probabilmente, costringeranno le Regioni ad aumentare i ticket sanitari e a chiedere alla cittadinanza, uno sforzo fiscale. Negli ospedali scatta un piano di assunzioni per 6mila dipendenti in più: metà tra medici e infermieri, con riserva del 50% per gli attuali precari;
  • Bonus di 80 euro mensili per le Forze dell’Ordine, Forze Armate e per il personale delle Capitanerie di porto. Vengono potenziate anche l’attività di cyber security, i fondi per interventi straordinari anti-terrorismo e vengono anticipate dal 1 ottobre al 1 marzo le assunzioni per forze dell’ordine e militari. In totale lo stanziamento è pari a 1 miliardo. E’ previsto anche un credito d’imposta per cittadini e imprese che istallano impianti di videosorveglianza e allarme;
  • Alzato il tetto del contante a 2999,99 euro. Resta comunque a 1000 euro la soglia dei money transfer (si tratta di un circuito, alternativo alle banche, che permette l’invio di denaro in qualsiasi parte del mondo.). Ciò viene fatto per scongiurare “il rischio riciclaggio e finanziamento terrorismo”. Allo stesso tempo, la manovra finanziaria punta ad estendere l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti mediante carte di credito e bancomat, salvo casi di impossibilità tecnica. Dal 1 luglio 2016, l’obbligo di accettare moneta elettronica si estenderà anche i dispositivi di controllo di durata della sosta;
  • I Comuni abbandonano il Patto di Stabilità per il nuovo pareggio di bilancio “temperato”. Si impone così alle amministrazioni locali di chiudere i bilanci in pareggio nel saldo finale di competenza, ma si libera la spesa per gli investimenti e vengono sbloccati gli “avanzi”, cioè quelle cifre bloccate dai vecchi vincoli di stabilità. Eliminata la Tasi e ridotto il gettito Imu, la manovra rimborserà integralmente 80 milioni di mancato gettito. Nel 2016 viene stabilito anche un blocco degli aumenti tributari, comprese l’addizionale Irpef e la tassa di occupazione del suolo pubblico ( è esclusa però dal blocco la Tari);
  • Per le Regioni è previsto un fondo per l’abbattimento del debito locale pari a 1,9 miliardi di euro. Sono previste poi erogazioni su misura per le regioni autonome, come la Sicilia che riceverà 900 milioni, insieme alla possibilità di prorogare di un anno i contratti dei precari negli enti locali. Si rende inoltre possibile spalmare in 10 anni invece che in 7 i ripiani dei deficit “ordinari”, non creati dallo “sblocca-debiti”. Le incognite rimangono invece per quanto riguarda il capitolo Sanità: il fondo sanitario è stato rifinanziato per 111 miliardi, inferiore di 2,1 miliardi rispetto a quanto previsto dal “Patto di Salute”;
  • Anas e Ferrovie avranno più risorse per investimenti. Nello specifico, l’Anas avrà a disposizione 1160 milioni per gli investimenti nel 2016. Oltre a questi, ci saranno anche 1,5 miliardi all’anno dal 2017 al 2020, per un totale di 7,1 miliardi. Con questi, la disponibilità del piano pluriennale di investimenti 2015-2019 sale a 11,8 miliardi. Per quanto riguarda le ferrovie, per quest’anno i fondi investimento saranno solo di 35 milioni. Tuttavia nei prossimi anni si aggiungeranno 2,6 miliardi che si aggiungeranno ai 4,6 miliardi del contratto di programma operativo dal luglio scorso e agli 8,9 miliardi previsti dal contratto siglato a novembre, che sarà reso operativo nei prossimi mesi;
  • Previsti tagli nei Ministeri per 3,5 miliardi nel 2016, dei quali 1,8 sulla spesa corrente. I tagli vengono fatti anche in versione semi-lineare. Il pilastro portante resta la riduzione delle dotazioni di bilancio nei ministeri: 512,5 milioni nel 2016, 563 milioni nel 2017 e 537,6 milioni nel 2018. La Presidenza del Consiglio subisce tagli nel 2016 per 23 milioni di euro, 21,8 milioni nel 2017 e 18,0 milioni per il 2018. La minor spesa è garantita anche dal rafforzamento della centralizzazione degli acquisti per la Pa e il commissariamento della Scuola nazionale di amministrazione;
  • Disinnescati 16,8 miliardi di clausole di salvaguardia. Non scatteranno nel 2016 gli aumenti delle accise sui carburanti e dell’Iva. Resta da capire se è un disinnesco temporaneo (cosa accadrà nel 2017?) oppure definitivo.

La Legge di Stabilità 2016 vale, nel complesso, circa 33 miliardi di euro, per effetto delle modifiche introdotte sia dal Senato e sia dalla Camera. La manovra prevede un deficit aggiuntivo pari a 14,6 miliardi. Ciò è stato fatto seguendo le varie “clausole di flessibilità” previste dall’Unione Europea dal 2015 e si attende ancora il via libera per l’ulteriore margine di flessibilità pari allo 0,2% del Pil (3,2 miliardi di euro) per l’emergenza migranti. Il deficit del 2016 quindi, che nel Def di Aprile era fissato a al 1,4% e poi salito a 1,8 per i 6,4 miliardi di flessibilità concessi dalla UE per la “clausola riforme”, sale ora al 2,4%.

I 14,6 miliardi di deficit aggiuntivo vanno tutti a finanziare il disinnesco delle clausole di salvaguardia per il 2016. Ciò fa presagire che questa non sia una manovra definitiva, ma che piuttosto lo scatto delle clausole sia rimandato al 2017: infatti, per il biennio 2017-2018 se ne prevedono delle nuove per un totale di 35 miliardi. Inoltre, il giudizio definitivo della Commissione Europea sulle “clausole di flessibilità” verrà emesso solo ad aprile, e non è detta che l’UE dia il via libera a tutte le clausole richieste (per ora c’è l’autorizzazione solo allo 0,4% della clausola riforme), pertanto il quadro delle coperture potrebbe anche subire delle modifiche. Ricordiamo che in Europa vige ancora il Fiscal Compact, il cui obiettivo principale è quello di raggiungere il pareggio di bilancio. Pertanto questa flessibilità che Bruxelles intende concedere è tale solo se i provvedimenti della manovra finanziaria saranno giudicati in linea con le “riforme” richieste dall’Europa. E chissà poi se sarà una “flessibilità” momentanea, concessa solo per quest’anno, o se verrà concessa anche per i prossimi anni.

E’ proprio questo che noi critichiamo: il fatto che nazione sovrana non possa fare ciò che è meglio per i propri cittadini e, al contrario, abbia bisogno di elemosinare punti di “flessibilità” a una Commissione che impone regole che non hanno alcuna validità sul piano economico e scientifico. Se l’Italia potesse agire liberamente, non avrebbe bisogno di coprire la sua manovra con dei tagli alla spesa pubblica (per un totale di 7,9 miliardi, contro i 10 previsti nel Def di aprile) e togliere fondi alla Sanità. Oppure non sarebbe costretta ad aumentare gli introiti ricavati dal gioco d’azzardo e da quelli a premi (circa un miliardo) e a sperare nel rientro volontario dei capitali detenuti all’estero (la “voluntary disclosure”, per circa 2 miliardi una tantum).  Una nazione sovrana, potrebbe agire in maniera espansiva aumentando il deficit secondo i propri interessi nazionali, come ha fatto e fa ancora l’Inghilterra dall’inizio della crisi. Basta rileggersi i provvedimenti di questa manovra finanziaria per capire che la spesa dello Stato è ricchezza per i cittadini e che diminuendola (o coprendola con tasse o tagli alla spesa) si impoverisce l’economia reale.

Per questo possiamo dirci contenti, ma non soddisfatti della Legge di Stabilità per il 2016. Contenti perché molte delle misure approvate sono condivisibili e servono ad aiutare le famiglie e le imprese del nostro Paese. Siamo insoddisfatti perché, volendo agire in deficit, il Governo poteva fare molto di più, soprattutto investendo laddove questa manovra non arriva o arriva in misura poco efficace (pensiamo soprattutto al Sud).

Infatti, anche se il nostro Premier anche oggi afferma che “L’Italia è di nuovo in moto”, la realtà dice tutt’altro: secondo il Center for Economics Business and Research, l’Italia abbandonerà presto il G8 delle maggiori economie del mondo e scivolerà in 13ma posizione entro il 2030. Sono solamente chiacchiere? Forse un grafico può essere più chiaro delle parole:

Marco Muscillo.

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