Il vertice ministeriale dello Small Group che si è tenuto a Roma, il terzo, dopo quelli di Londra (gennaio 2015) e Parigi (giugno 2015), è stato il trionfo dell’ipocrisia e della disinformazione.

Co-presieduta dal Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal Segretario di Stato americano John Kerry, con la partecipazione dell’Alto Rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, la passerella della poco credibile coalizione anti-Isis di cui fanno parte Arabia Saudita, Australia, Bahrain, Belgio, Canada, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Giordania, Iraq, Italia, Kuwait, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Qatar, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia e Turchia, si è trasformata nella solita campagna pro transizione politica in Siria, ovvero destituzione cruenta del legittimo presidente Bashar al-Assad ed instaurazione di un regime “amico” (degli States), sostenuto da quei ribelli moderati la cui matrice radicale non è molto diversa da quella dei tagliagole dello Stato Islamico.

“Il mondo si aspetta sicurezza da noi e noi distruggeremo l’Isis”, ha detto il segretario di Stato americano John Kerry nel suo intervento, aggiungendo che è fondamentale che in Siria cessino le violenze e venga consentito l’accesso dei convogli umanitari. Kerry nemmeno questa volta ha pronunciato accuse chiare e dirette ai qaedisti di al-Nusra, protetti e foraggiati dalla Turchia, che tengono sotto scacco moltissimi villaggi che il governo siriano sta tentando di liberare dal giogo terroristico e salvare dalla morte per fame. Gli aiuti umanitari, infatti, vengono regolarmente sottratti alla popolazione dai terroristi per poi essere rivenduti al mercato nero a prezzi altissimi.

Gentiloni, da parte sua, ha rivendicato “importanti progressi contro l’Is”, ricordando che la Coalizione “ha strappato al gruppo jihadista il 40% dei territori conquistato in Iraq e il 20% di quelli controllati in Siria”. A Gentiloni e Kerry che continuano volutamente a confondere vittime e carnefici, ricordiamo le parole pronunciate a Morning Joe su Msnbc dal senatore repubblicano statunitense Rand Paul: “L’Isis è sempre più forte perché i falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti. Volevano far fuori Assad e bombardare la Siria. Sono stati loro a creare questa gente”.

E poi: “Tutto quel che i falchi hanno fatto e detto in politica estera negli ultimi 20 anni riguardo a Iraq, Siria e Libia, lo hanno sempre sbagliato”. Una collusione nota alla giornalista italiana Marinella Correggia che ha coraggiosamente cercato di mostrare a Kerry dei cartelli gialli bifronte in inglese con su scritto “Daesh, figlio delle vostre guerre, del vostro denaro e delle vostre armi”, “Siria, Libia, Iraq, Yemen: le vostre vittime” e “Arabia saudita, Stati Uniti, Turchia: stati sponsor del terrorismo”, senza riuscirci, purtroppo. Il servizio di sicurezza è scattato tempestivamente e la Correggia è stata allontanata a forza dalla sala. Il padrone atlantico non accetta voci dissonanti e l’obbediente Italia esegue.

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