Aeroporto Tunisia

Un doganiere ed un redattore di “tunisie-secret.com”, hanno scoperchiato un pentolone a dir poco esplosivo, in Tunisia. Dal 2013, sono ben 86 i pacchi sospetti arrivati ​​nel paese nordafricano: 9 all’aeroporto internazionale di Tunisi-Cartagine, 6 all’aeroporto di Djerba, 39 al porto di Rades, 18 al porto di La Goulette e 15 al porto di Zarzis.
Spedizioni “anomale”, cadute nel dimenticatoio o archiviate in fascicoli che prendono la polvere in fondo ai cassetti ministeriali, come è accaduto per i “fucili da caccia” intercettati il 22 dicembre 2015 presso l’aeroporto di Tunisi-Cartagine a bordo di un aereo della Turkish Airlines.
Delle 39 consegne transitate per il porto di Rades, 7 erano per quegli stessi “imprenditori” di nazionalità belga e francese che sono stati arrestati recentemente dalla polizia tunisina, possessori di due barche ormeggiate nel porto turistico di Hammamet. Il belga si chiama Philippe Risse, nato nel febbraio del 1966 e proprietario di una gioielleria a Bruxelles, accusato di essere inserito in un giro di armi, diamanti e oro. La moglie del suo complice francese, il cui nome è ancora sconosciuto, è una tunisina.
L’ultimo “bottino pericoloso” sequestrato nella città costiera di Nabeul, fatto di armi, munizioni, un drone ed attrezzature per le immersioni subacquee (il tutto furbescamente occultato e confuso in mezzo ad una grande quantità di oggetti personali (soggiorno, camera da letto, frigorifero, televisori, computer ed attrezzature da giardinaggio), ha lasciato il porto di Rades il 30 dicembre 2015, dopo essere passato sotto uno scanner che non lo ha rivelato.
Poco rispetto a quello che è stato intercettato due settimane fa. Mohamed Bazini, ha dichiarato ad un canale televisivo locale che presso l’aeroporto di Tunisi-Cartagine, in un volo di linea dalla California, gli agenti della dogana hanno sequestrato granate e cinture esplosive.
L’aereo proveniente dagli States ha fatto anche scalo presso l’aeroporto Charles de Gaulle. La “merce” è arrivata in Tunisia in due viaggi. La prima consegna del 21 Gennaio aveva un peso di 270 kg; la seconda, del 23 Gennaio, pesava 1500 kg. Secondo il doganiere, i due pacchi erano per “l’ambasciata di un grande paese in Tunisia”.
“Tunisie-secret.com” ne rivela anche l’identità: gli Stati Uniti d’America. “L’ambasciata di questo paese “amico” che ha preparato e supervisionato il colpo di Stato del 14 gennaio 2011 ha ovviamente negato ogni coinvolgimento nella vicenda, negando che le merci in questione fossero destinate a lui”, si legge ancora sul portale.
Strano ma vero, a quanto pare, la direzione centrale delle dogane e il Ministero degli Interni non hanno avviato alcuna inchiesta. Non vorremmo essere nei panni del doganiere che è uscito allo scoperto…

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