Eritrea-Etiopia: Isaias Afewerki e Abiy Ahmed
Il presidente eritreo Isaias Afewerki accoglie il premier etiopico Abiy Ahmed all'aeroporto di Asmara.

Ieri, domenica 8 luglio, il nuovo primo ministro etiopico Abiy Ahmed è giunto con l’aereo ad Asmara, ricevuto con tutti gli onori dal presidente eritreo Isaias Afewerki. Si chiude così, idealmente, il conflitto che separa i due paesi dal 1998, quindi esattamente da vent’anni, e che gli Accordi di Algeri del 2000 avevano tentato di sedare. Come sappiamo, fino ad oggi solo l’Eritrea aveva riconosciuto gli Accordi di Algeri, mentre l’Etiopia guidata dal Fronte Popolare di Liberazione del Tigray non l’aveva mai rispettato, continuando addirittura ad occupare aree frontaliere eritree ed in particolare la città di Badme, e addirittura dandosi a periodiche provocazioni militari.

Erano quindi vent’anni, come sottolineato con un suo tweet dal ministro dell’Informazione Yemane Ghebremeskel, che un aereo etiopico non atterrava ad Asmara. Ieri tutto questo è cambiato, decisamente in meglio.

Il nuovo premier etiopico è determinato a seppellire molto rapidamente il duro passato rappresentato dai governi precedenti ed in particolare dai lunghi anni al potere dell’ormai suo defunto predecessore Meles Zenawi, l’uomo che causò la guerra fra Etiopia ed Eritrea, e che successivamente attaccò ed invase anche la Somalia. Quel governo, non va dimenticato, causò profondi lutti e dispiaceri anche al popolo etiopico, in particolare le etnie Amara ed Oromo, che ad un certo punto s’erano ribellate al potere centrale. Non è un caso che a farsi portatore di tutti questi appelli, messaggi e propositi di speranza sia stato proprio Abiy Ahmed che, non va dimenticato, è di etnia Oromo.

Il premier etiopico e il presidente eritreo si sono subito abbracciati fraternamente, e quindi sono stati festeggiati dalle donne in abiti tradizionali, anch’esse prontamente abbracciate dai due leader. Il percorso delle loro automobili ha visto l’intera città di Asmara festante, con tanti giovani che sventolavano bandiere e molti di loro che addirittura s’erano dipinti i volti coi colori delle bandiere dei due paesi.

A preparare questo storico incontro era stato l’invio di una delegazione eritrea ad Addis Abeba, dopo che Abiy Ahmed aveva annunciato la decisione etiopica d’accettare incondizionatamente tutti i termini degli Accordi di Algeri già pienamente sottoscritti nel 2000 dall’Eritrea. Il presidente eritreo, durante la Giornata della Commemorazione dei Martiri, il 20 giugno, aveva proprio detto che nei giorni seguenti la delegazione, guidata da Yemane Ghebreab e dal ministro degli Esteri Osman Saleh, sarebbe andata in Etiopia. Così infatti è stato, il successivo 26 giugno.

Per l’Eritrea e per l’Etiopia ieri è stata una giornata memorabile, una “domenica di pace” destinata a fare la storia e che soprattutto avvierà, fra i due paesi, una bella stagione di pace e cooperazione.

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