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L'incendio alla fabbrica newyorkese Triangle del 1911, da molti erroneamente giudicato come il motivo per cui oggi si festeggia l'8 Marzo.

L’8 marzo, la “Giornata Internazionale della Donna”, ha una storia ricca ed antica, ormai più che centenaria, e non priva anche di qualche “falso storico”.

Al VII Congresso dell’Internazionale Socialista, tenutosi a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, si discusse su quali atteggiamenti tenere nei confronti di un’ipotetica guerra europea e sul colonialismo, ma soprattutto si parlò della questione femminile e del diritto di voto alle donne. Venne alla fine votata una risoluzione dove si stabiliva che i partiti socialisti avrebbero lottato “energicamente per l’introduzione del suffragio delle donne” ma senza comunque “allearsi con le femministe borghesi”. Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, venne tenuta una Conferenza delle Donne Socialiste, con 58 delegate di 13 paesi diversi, in cui venne decisa la creazione di un Ufficio di Informazione delle Donne Socialiste, con una rivista stampata in tedesco, “L’Uguaglianza”, che ne era l’organo ufficiale. La segretaria del nuovo Ufficio era Clara Zetkin.

Tuttavia negli Stati Uniti la scelta di non allearsi alle “femministe borghesi” trovò la viva opposizione dell’esponente socialista locale Corinne Brown, che il successivo 3 maggio 1908 celebrò a Chicago il primo “Woman’s Day”, iniziativa in seguito ripresa in forma più ufficiale il 23 febbraio 1909. Il 22 novembre, a New York, vi fu lo sciopero di massa di ventimila camiciaie, che durò fino al 15 febbraio 1910. Il successivo 27 febbraio ben tremila erano le donne che partecipavano alla nuova edizione del “Woman’s Day”.

Alla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste di Copenaghen tenutasi dal 26 al 27 agosto 1910 le esponenti statunitensi cercarono così di far valere la loro influenza, cercando di far istituire in forma ufficiale una giornata dedicata alle lotte e alle rivendicazioni delle donne. Tuttavia, se negli Stati Uniti la Giornata Internazionale delle Donne continuava a svolgersi a febbraio, in molti paesi europei al contrario essa cadeva il 19 marzo, perché proprio in quel giorno, nel lontano 1848, il Re di Prussia aveva dovuto cedere di fronte al popolo che protestava contro di lui.

Lo scoppio della Grande Guerra interruppe le commemorazioni annuali da parte delle donne, compreso il Congresso della Seconda Internazionale che avrebbe dovuto svolgersi a Vienna nell’estate del 1914. Ma a San Pietroburgo, allora Pietrogrado, l’8 marzo 1917 (il 23 febbraio per il Calendario Giuliano) le donne scesero in strada guidando una grande manifestazione in cui si chiedeva l’immediata cessazione delle ostilità. Gli eventi dell’8 marzo, repressi con inefficacia dai cosacchi, diedero il via alla Rivoluzione di Marzo e al definitivo abbandono dello zarismo. Così il 14 giugno 1921 la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste, tenutasi a Mosca una settimana prima dell’inaugurazione del III Congresso dell’Internazionale Comunista, fissò all’8 marzo la “Giornata Internazionale dell’Operaia”.

Nel Secondo Dopoguerra, mentre in Italia veniva introdotto come simbolo dell’8 marzo ufficialmente celebrato a partire dal 1946 la mimosa, cominciarono anche a circolare ricostruzioni alternative circa l’origine di questa ricorrenza. La versione di maggior successo fu quella del rogo alla fabbrica di camicie Cotton di New York nel 1908, che tuttavia non pare mai essere caduto, così come non avvenne, l’8 marzo 1857, la sanguinosa repressione dello sciopero delle camiciaie di New York. Avvenne invece, ma non l’8 marzo, bensì il 25 marzo 1911, un grave incidente alla fabbrica Triangle dove persero la vita 146 lavoratori, per la maggior parte giovani donne soprattutto di origine italiana ed ebraica. Forse ad alcuni l’8 marzo appariva una data un po’ troppo collegata alla Rivoluzione Russa per risultare pienamente accettabile, e così s’indulgeva nel dare credito e spinta a tutte queste versioni alternative.

Con la risoluzione 3010 del 18 dicembre 1972 l’ONU proclamò il 1975 “Anno Internazionale delle Donne”, seguito, in quello stesso 1975, da un piano decennale che imponeva enormi progressi per la condizione femminile in tutto il mondo. Infine, il 16 dicembre 1977, l’ONU propose ad ogni suo paese membro di individuare una data nel calendario da indicare come “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle donne e per la pace internazionale”. Molti paesi scelsero così, e non poteva essere diversamente, proprio l’8 marzo.

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