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La bandiera ufficiale dell'Unione Africana.

E’ il 9 settembre 1999 quando il leader libico Muammar Gheddafi dà vita ad uno suoi più grandi capolavori, dopo il Grande Fiume Artificiale che ha già fatto parlare il mondo intero. A Sirte, la sua città natale, capitale morale della Libia, con l’omonima Dichiarazione nasce l’Unione Africana, o quantomeno s’inizia a gettarne le fondamenta.

Per decenni Gheddafi aveva provato ad unire tra loro i vari paesi arabi: numerosi erano stati i tentativi d’unione quando con l’Egitto e il Sudan, quando con la Siria, quando col Marocco o la Tunisia. Ma erano tutti naufragati dopo poco tempo: impossibile, a quanto pare, riuscire laddove anche il maestro Nasser aveva fallito.

Ricordando quei suoi tentativi e commentando l’entusiasmo raccolto invece presso gli omologhi africani dinanzi alla proposta di dar vita ad una graduale unificazione politica ed economica del Continente Africano, Gheddafi diceva: “Mi sono addormentato accanto a quattro milioni di libici e mi sono risvegliato accanto ad un miliardo d’africani”.

A Sirte, quel giorno, con la Dichiarazione si stabilì non soltanto la nascita dell’Unione Africana, ma soprattutto l’accelerazione del Trattato di Abuja con cui si stabiliva la creazione di una Comunità Economica Africana, di una Banca Centrale Africana, di un’unione monetaria africana, ed ancora di una Corte di Giustizia e di un Parlamento panafricani. Ancora, al Presidente algerino Abdelaziz Bouteflika e al suo omologo sudafricano Thabo Mbeki venne conferito il mandato di negoziare la cancellazione del debito dei vari paesi africani, e s’ufficializzava la creazione di una Conferenza per la Sicurezza, lo Sviluppo, la Stabilità e la Cooperazione nel Continente.

Nel 2000 la Dichiarazione di Sirte ebbe un seguito nel vertice di Lomé, dove venne adottato l’atto costitutivo, e nel 2001 da quello di Lusaka, dove si stabilì il piano per l’effettiva realizzazione dell’Unione Africana. Il 18 marzo 2004, a Midrand, in Sudafrica, si tenne quindi l’inaugurazione del Parlamento panafricano.

Cosa rimane oggi di quel sogno? L’Unione Africana, che fino alla sua sua morte Gheddafi ha generosamente sostenuto economicamente per il 95%, oggi certamente esiste, ma i vari traguardi che avrebbe dovuto raggiungere, a cominciare dal raggiungimento di una comune ed unica moneta panafricana, sembrano ancora lontani. Gheddafi, che lavorava attivamente a questi progetti, è stato eliminato. Senza il suo grande animatore, e padre fondatore, il progetto appare orfano e si trova a ricadere ormai solo sulle spalle di altri paesi, in primo luogo il Sudafrica.

Ma come diceva anche un altro grande Statista africano, Kwame Nkrumah, padre dell’indipendenza del Ghana, “l’Africa deve essere unita”. L’obiettivo, anche se rallentato da azioni esterne e sleali, verrà un giorno certamente raggiunto.

UN COMMENTO

  1. Caro amico, nessuno l’ha’ mai detto detto ne scritto che l’assassinio di Gheddafi fosse un complotto contro la creazione di una vera Unita’ Africana. Perche’ i media preferiscono informarsi dalle multinazionali delle bugie e non cercare una verita’ scomoda. Meno male che ci sono ancora persone coraggiose che per raccontare la verita’ rischiano la loro professione.

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