Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano, il 16 gennaio scorso, alla Camera, non disse la verità. Per Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due suffragette lombarde con la passione per il jihadismo, fu pagato un riscatto di ben 11 milioni di euro.

Dopo le balle sul ruolo (per niente) neutrale delle due, smentito dalle telefonate registrate dai carabinieri del Ros oltre che dalle gallerie fotografiche facebook di “Horryaty”, l’associazione creata assieme al 46enne fabbro di Varese Roberto Andervill, emerge un’altra colossale bugia che oltre a minare la credibilità già ai minimi termini di Gentiloni, umilia i contribuenti italiani e li espone al rischio di attentati su larga scala, con tanto di beffa: a spese loro!

Le due pseudo crocerossine militanti che avevano acquistato in Turchia 45 kit di “pronto soccorso” da distribuire agli islamisti del “Free Syrian Army” al costo di 720 lire turche corrispondenti al cambio dell’epoca a circa 246 euro, infatti, sono state riportate a casa solo grazie al trasferimento nelle casseforti della holding qaedista di soldi pubblici.

Milioni di euro con cui i fanatici tagliagole siriani, o quelli ancora “in sonno”, possono seminare morte e terrore ovunque ed in qualsiasi momento.

Lo dicono fonti giudiziarie di Aleppo, secondo cui una delle persone coinvolte nel negoziato è stata condannata per aver intascato circa metà del riscatto. Si tratta di Hussam Atrash, uno dei signori della guerra locali e capo del gruppo Ansar al Islam.

A decidere la pena per Atrash è stato il “tribunale islamico” Qasimiya del movimento Nureddin Zenki, una delle milizie già indicata come coinvolta nel sequestro.
La condanna è stata emessa il 2 ottobre. Atrash, con base ad Abzimo, la località dove scomparvero Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, avrebbe intascato cinque dei dodici milioni e mezzo di dollari, equivalenti a poco più di undici milioni di euro.

I restanti sette milioni, affermano fonti di Atareb, sono stati divisi tra i restanti signori della guerra locali. Dettagli sull’ammontare del riscatto sono stati diffusi anche dalla tv satellitare araba Al Aan.

Cifre vicine a quelle già circolate subito dopo la liberazione, smentite alla Camera proprio da Paolo Gentiloni con queste testuali parole: “In merito al tema dei riscatti ho letto indiscrezioni prive di reale fondamento e in qualche caso veicolate da gruppi terroristici. Solo illazioni: Italia contraria al pagamento”.

Dichiarazioni lapidarie e mendaci alle quali ci sentiamo di replicare in maniera stringata e sentita, con due semplici parole: vergogna e dimissioni. Subito.

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