Paola Gabrielli
L'autrice, Paola Gabrielli, accanto ad alcuni suoi libri e ai mandala.

Prima di tutto, cara Paola, voglio ringraziarti per aver voluto dedicare qualche frazione del tuo tempo a questa nostra intervista.

1. In primo luogo, ai nostri lettori piacerebbe sapere qualcosa di più sulla “persona” Paola: chi è, quali sono i suoi interessi e le motivazioni che l’hanno portata a scrivere questo libro?

Paola semplicemente è. Penso che sia limitante autodefinirsi: si è il tutto e il niente, una complessità che si manifesta in forme cangianti nel tempo e secondo la percezione dell’altro da sé. Mi sento uno, nessuno e centomila, come diceva Pirandello. Se però vogliamo concretizzare e rendere in parole semplici, ciò che semplice non è, posso dire di me che sono nata e cresciuta a Cles in Val di Non. Mi ricordo che mio padre ci sommergeva a casa di libri in cui io e mia sorella ci tuffavamo con curiosità e bramosia, assaporandone il profumo fino all’ultima pagina, anche fino a notte fonda.

Ho sempre amato l’arte e la conoscenza fin quasi a perdermi nel corpo come nell’anima: è il demone interiore che c’insegue e c’affligge sempre, finché non trova giusta soddisfazione. Dopo gli studi liceali e musicali in canto e pianoforte, mi sono laureata a Trento in Lettere moderne con specializzazione in Storia dell’arte.

L’inizio di un lungo e complesso viaggio. Ho sondato infatti il mondo delle scritture antiche in tutte le molteplici forme: dalla catalogazione del libro antico, allo studio delle forme documentarie private e cancelleresche, diplomandomi in Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato di Bolzano e approdando successivamente alla ricerca storica.

Ho lavorato per comuni, Provincia e musei in ambito culturale. In questi ultimi anni ho affiancato alla scrittura l’attività di insegnante in lettere e arte (pittura di mandala, specializzazione) con laboratori per bambini e ragazzi sul territorio e nelle scuole.  Ho ballato dal 2010 nella compagnia di danza orientale di Francesca Lilith Miceli e dal 2018 la tribal dance con Cristiana Madia. Studio il colore secondo il metodo Aura-Soma (tu sei i colori che scegli) e sperimento tecniche varie di pittura (acrilico, acquarello, olio e carboncino).

Segnalata in diversi concorsi di poesia, ho pubblicato nel 2016 il romanzo I sommersi e i salvati edito da Curcu & Genovese, dal quale è stato tratti un singolo e un videoclip Salvami tu e nel 2018 L’Ombra di Omero per Fontana editore.

Amo infine immergermi nella natura e praticare trekking. Ho due gatti neri e una figlia, Arianna, a cui dedico questo libro, ricordando le molte storie che inventavo per farla mangiare tra le quali quella di Els e il mago Pfui.

Come ogni libro, anche L’Ombra di Omero nasce da un’esigenza interiore di dar espressione all’inespresso che giace nel profondo. E’ la vita che mi chiama e detta i ritmi della scrittura, perché in un determinato tempo qualcosa deve essere scritto e comunicato al mondo.

2. Veniamo dunque al libro; il suo titolo, “L’ombra di Omero”, non può non incuriosire. Lo stesso si può dire per il suo sottotitolo, “Manuale per conquistare la felicità e tenersela stretta”, che fa capire come la felicità sia un “qualcosa”, ben più di un semplice stato d’animo, da non darsi sempre per garantito: una volta ottenuto, bisogna continuare dunque a lavorare su noi stessi per mantenerlo?

L’Ombra di Omero, lega la tematica dell’Ombra, dove tutto il materiale represso confluisce e su cui siamo chiamati a posare lo sguardo con la figura del grande poeta, tra leggenda e realtà, Omero. A lui sono ATTRIBUITE l’Iliade e l’Odissea, il viaggio che l’uomo compie, dall’interno verso l’esterno, dalla casa al mondo. Ulisse va in guerra, a Troia e, terminata, fa ritorno a casa dopo dieci anni, attraverso un lungo e periglioso viaggio. Dalla difficoltà alla pace della cura domestica: come noi che siamo chiamati nel mondo, scontrandoci con difficoltà e ostacoli (rappresentati dalla guerra e dalle avventure di Ulisse in mare per poi fare ritorno a casa), cioè nella nostra dimensione più intima: l’essenza.

Ciò che noi siamo, tolti tutti gli strati di cipolla che ci rivestono e che ci fanno essere inautentici e mascherati, se non offuscati. Qui entra in gioco il potere terapeutico del mandala e della scrittura creativa. Certamente, la felicità non è una conquista definitiva, ma un processo che si manifesta nell’equilibrio tra forze contrapposte, tra la parte emotiva e quella cognitiva, nel saper cavalcare le proprie emozioni e consapevoli di ciò che si muove dentro e fuori di sé.

3. Quanto c’è di te e di tuo in questo libro? Solitamente, un autore fa del proprio libro un’opera anche biografica, quando di sé e quando di un suo alter ego che nessun altro al di fuori di sé conosce e può conoscere; è davvero così?

In ogni libro si legge l’autore, a volte in modo scoperto, a volte velato. Non è necessario parlare di autobiografia per sentire l’eco della sua voce. Una parte di me, come una parte di molti vive in ogni opera; lo scrittore infatti ha la capacità d’osservare, ascoltare e sentire ciò che lo circonda per tradurlo in un linguaggio altro, una pastiche d’immagini ed emozioni che va là, dove l’attenzione del lettore lo richiede.

L’opera d’arte è polisemica e l’attribuzione del suo significato può cambiare nel tempo. Perciò è importante leggere e rileggere un libro a distanza di tempo così da interrogarci su cosa persiste e ciò che invece si è modificato. Cambiando, cambia anche il modo di vedere il mondo e il mondo intorno a sé.

4. Chi è e chi vorrebbe davvero essere Paola e, soprattutto, colui che deve o dovrebbe leggere questo libro?

Cosa vorrebbe essere Paola? Riprendendo il titolo dell’opera potrei rispondere: “La luce nell’ombra”. E voi come mi vedete?

Consiglio questo libro a tutti, in particolar modo a chi ha deciso di voler intrapredere un percorso di consapevolezza: essere più presenti a sé, significa volersi bene e di conseguenza, saper relazionarsi in modo più costruttivo.

Viviamo in un mondo di corsa in cui manca spesso il tempo: è giunto il momento di fermarsi per riflettere su cosa vogliamo dalla nostra vita. “Il nostro tempo è limitato. Non rimandiamo a domani, ciò che possiamo fare oggi!”.

Nuovamente grazie, Paola, per questo nostro piacevole colloquio.

Gentile Lettore, ogni commento agli articoli de l'Opinione Pubblica sarà sottoposto a moderazione prima di essere approvato. La preghiamo di non utilizzare alcun tipo di turpiloquio, non accendere flames e di mantenere un comportamento decoroso. Non saranno approvati commenti che abbiano lo scopo di denigrare l'autore dell'articolo o l'intero lavoro della Redazione. Per segnalazioni e refusi la preghiamo di rivolgersi al nostro indirizzo di posta elettronica: [email protected].

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.