Quattro giorni fa tutte le edizioni del mattino si sono aperte, in Italia come nel resto del mondo, con la dolorosa notizia della morte del Maestro Ennio Morricone. Soprattutto per Roma, sua città natale, quel 6 luglio il risveglio è stato più doloroso che mai. Certo, Roma è Roma, e nella sua storia ha visto passare tanti personaggi: re, imperatori, papi, condottieri, generali, presidenti, grandi e piccoli artisti. Ma il Maestro Ennio Morricone, uno dei più grandi, prolifici e variegati compositori di tutti i tempi, non soltanto a livello italiano ma persino mondiale, era e rimaneva comunque il Maestro Ennio Morricone, romano di nascita e di adozione.

Sì, perché i suoi genitori venivano da Arpino, in provincia di Frosinone, antica città dei Volsci poi divenuta municipio romano, da cui provenivano due grandissimi romani come, nientemeno, Marco Tullio Cicerone e Caio Mario: come a voler dire che, di buone ragioni per esser considerato romano DOC, anche nel caso di Ennio Morricone, ce n’erano all’infinito. Ed infatti, come ben sappiamo, il Maestro Morricone non tardò a dimostrarsi degno per capacità e fama dei suoi due antichi e grandi concittadini.

Era il 10 novembre 1928 quando sua madre, Libera Ridolfi, che aveva una piccola industria tessile, lo diede alla luce. Il padre Mario Morricone aveva fatto il trombettista in varie orchestre, e quindi la musica ce l’aveva nel sangue. Al Conservatorio di Santa Cecilia si diplomò infatti in tromba, ma anche in strumenti da orchestra e in composizione, e quindi studiò anche la musica corale e la direzione del coro. Con una simile preparazione, nel 1955, iniziò a lavorare presso la Casa discografica RCA, e l’anno successivo si sposò con Maria Travia, da cui ebbe quattro figli: Marco, Alessandra, Andrea e Giovanni. Nel 1958 entrò in RAI ma si dimise già il primo giorno di lavoro, per immediate divergenze col direttore generale, il severissimo e rigidissimo DC Filiberto Guala.

Tuttavia la sua carriera continuò: nel 1961, per esempio, era il più giovane direttore d’orchestra al Giugno della Canzone Napoletana. Poi, iniziarono le sue “arrangiature” per i grandi successi di nomi del calibro di Edoardo Vianello e di Mina, con cui d’altronde già aveva collaborato in RCA, e la collaborazione con Franco Evangelisti ed altri importanti musicisti nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza. Già a quel tempo la sua versatilità artistica, che lo rendeva capace di elaborare musiche anche diversissime fra loro per genere, dalla classica alla leggera, non passava di certo inosservata.

Proprio per questo motivo il regista Sergio Leone, che era stato suo compagno alle elementari, lo cercò per dei film che diventeranno dei cult come gli “spaghetti western” Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa, e il “gangster movie” C’era una volta in America. Le sue colonne sonore lo resero così famoso a livello internazionale, mentre anche la collaborazione col regista Bernardo Bertolucci, iniziata più o meno sempre nello stesso periodo, dava alla luce altrettanto buoni frutti. Col tempo si perderà letteralmente il conto di tutte le colonne sonore, ormai immortali, che il Maestro Morricone farà per vari film, per conto di John Carpenter, Carlo Verdone, Dario Argento, Bruno Nicolai, e così via.

Erano gli Anni Sessanta ed Ennio Morricone viveva a Trastevere, sua patria romana, in un palazzo dove, al piano di sopra, abitava un’altra importante figura del mondo artistico come la pittrice Eva Fischer: da quel rapporto di “buon vicinato” nacque, nel 1992, un CD, A Eva Fischer pittore, abbinato ad un libro che conteneva proprio le immagini dei quadri che l’artista aveva fatto ispirata dalla musica del Maestro. Nel 1965 Morricone vinse il Nastro d’Argento come riconoscimento per la musica elaborata per il film Per un pugno di dollari; nel 1970 arrivò il secondo, per Metti, una sera a cena di Bruno Nicolai e nel 1971 per Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo. La prima nomination all’Oscar vi fu nel 1979, per il film I giorni del cielo di Terrence Malick e la seconda nel 1986 per Mission di Roland Joffé, che ottenne anche il BAFTA ed il Golden Globe. Nel 1987, con The Untouchables – Gli Intoccabili di Brian De Palma, Morricone riceverà il Nastro d’Argento, il BAFTA, il Golden Globe ed il Grammy Award, una sequela di successi che si ripeterà nel 1992 con Bugsy di Barry Lewinson e nel 2001 con Malèna di Giuseppe Tornatore. Nel frattempo anche C’era una volta in America, nel 1984, gli fruttò un BAFTA.

Il 25 febbraio 2007 Clint Eastwood, un attore divenuto grande proprio coi film di Sergio Leone che Morricone aveva musicato, consegnò al Maestro il Premio Oscar alla Carriera, “per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per film”. Vari artisti internazionali, da Céline Dion ai Metallica, da Andrea Bocelli a Bruce Springsten, per l’occasione lanciarono un disco intitolato We All Love Ennio Morricone. Circa dieci anni dopo, nel 2016, anche il film The Hateful Eight di Quentin Tarantino gli fece avere il prestigioso premio alla Migliore Colonna Sonora. Tuttavia, nel corso del tempo, Morricone ha ricevuto anche numerosi altri premi, come per esempio il Leone d’Oro alla Carriera alla 52esima Mostra del Cinema di Venezia, caso finora unico per un compositore, e così via.

Importantissimi sono stati anche i suoi ruoli come direttore d’orchestra in vari eventi pubblici di prestigio, primo fra tutti il Centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia, dove in Piazza San Giovanni a Roma ha presentato l’Elegia per l’Italia, una composizione che unisce armonicamente insieme varie musiche e motivi che hanno accompagnato tutta l’epopea risorgimentale. Ma non mancano anche certe curiosità come, ad esempio, il fatto che detenesse la seconda categoria nazionale nel gioco degli scacchi, che diceva d’adorare al punto tale da barattare volentieri il suo Premio Oscar proprio per la Coppa di Scacchi, e che nel 2016 sia stato chiamato in suo onore, col nome di 152188-Morricone, un asteroide dal diametro di due chilometri, situato fra Marte e Giove e scoperto nel 2005 dagli scienziati Franco Mallia e Alain Maury.

Se la grandezza di un uomo si misura anche da ciò che lascia dietro di sé dopo che se n’è andato, allora si può e si deve assolutamente dire che Ennio Morricone sarà sempre per tutti il Maestro per eccellenza.

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