salvador allende

Il 3 Novembre 1970 Salvador Allende veniva eletto Presidente del Cile con il fronte dei partiti di centro-sinistra, Unidad Popular, nonostante i tentativi della CIA di far eleggere il suo avversario Jorge Alessandri Rodriguez.

Era già la terza volta che il leader socialista si candidava alla presidenza, ma stavolta fu favorito dalle divisioni del partito democristiano cileno, che si ritrovò ad appoggiare Allende e il centro-sinistra per scongiurare la vittoria delle destre. Il PDC era all’epoca in contrasto con le destre, che avrebbero minacciato le riforme progressiste sostenute dai democristiani stessi. In particolare conservatori e nazionalisti rappresentavano una minaccia per la riforma agraria attuata già in quegli anni dal governo democristiano di Eduardo Frei.

Il programma politico del nuovo Presidente Allende portò grandi cambiamenti nel Paese, cominciando dalla nazionalizzazione delle grandi imprese, la riforma del sistema sanitario e la riforma agraria. Migliorò le condizioni delle donne e nel 1972 vinse il premio Lenin per la pace (premio parallelo al Nobel istituito dai sovietici).

Fortemente avversato dalla presidenza Nixon, che temeva un allineamento del Cile a Mosca e ai sovietici, Allende fu scalzato tre anni dopo dal Golpe dell’11 settembre 1973 del generale Pinochet e dei militari, quasi certamente favorito dalla CIA. Un colpo di Stato favorito dal clima incandescente che albergava oramai in Cile a causa delle difficoltà economiche (risalenti a ben prima dell’avvento di Allende) e dal boicottaggio economico da parte degli americani. Per approfondimento si confronti l’articolo “In ricordo di Salvador Allende”.

Con il Colpo di Stato Augusto Pinochet inaugurò una dittatura in Cile che durò ben 27 anni, mentre Allende fu trovato senza vita all’interno del palazzo presidenziale di Santiago del Cile, suicida.

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