vaccinazioni

Nelle ultime settimane, due studi hanno suscitato scalpore nel mondo scientifico e non solo. Quasi contemporaneamente, un’indagine condotta negli Stati Uniti ha smentito la correlazione tra vaccinazioni e autismo1, e una ricerca australiana ha dimostrato che l’omeopatia non ha alcuna efficacia medica al di là del semplice effetto placebo2.

Due notizie di grande importanza, non proprio inaspettate per chi ha esperienza nell’ambiente scientifico, che hanno dato il via ad una serie di discussioni più o meno serie, nelle quali hanno avuto un certo rilievo le posizioni dei sostenitori dei cosiddetti “metodi alternativi”, alcuni recenti, altri riportati in augedopo mesi o anni di letargo. Il mare magnum di questi soggetti include gli oppositori dei vaccini, chi si affida all’omeopatia e alla naturopatia, fruttariani e seguaci di diete restrittive. Queste correnti di pensiero, proprio come un virus, possono diffondersi con rapidità. L’unico modo per immunizzarsi contro di esse è fare ricorso al senso critico e alla formazione scientifica.

Eppure, sebbene per molti di noi queste teorie siano assurde, su altre persone fanno presa in modo inaspettato. Cosa può spingere un individuo, dotato di istruzione e di buonsenso, a seguire quelle che, in tutta franchezza, sono delle cialtronate? I motivi sono molteplici ma riconducibili a due cause primarie: da un lato una comprensibile incertezza dovuta ai tempi in cui viviamo e che interessa anche la salute di ciascuno di noi, dall’altro un’ignoranza in ambito scientifico sufficiente da coinvolgere in quelli che si presentano come magie del nuovo millennio. Come nota l’arguta Miss Marple nel romanzo Polvere negli occhi di Agatha Christie, nessuno di noi è disposto a credere che un mago possa trasformare le persone in ranocchi con un colpo di bacchetta ma, se leggiamo di una nuova sostanza che può trasformare i tessuti umani in quelli di un ranocchio, ecco che siamo più propensi a credervi.

Ciò che permette all’alternativa di essere accettata in modo fideistico è, paradossalmente, la sua apparente, e sottolineo apparente, scientificità. Quando il soggetto si trova di fronte a termini mutuati dalla dietologia o a istogrammi legati agli effetti dei vaccini nel corso degli anni, viene colto da una sorta di timore reverenziale e si fida acriticamente della spiegazione offertagli… Cioè commette uno degli errori più gravi in ambito scientifico.

Manca tuttavia qualcosa che agisca da cassa di risonanza per il metodo alternativo e impedisca al soggetto di soffermarsi sugli elementi contraddittori. La rete assolve perfettamente a questo ruolo, mettendo a disposizione centinaia di siti che convalidano le tesi che il soggetto finisce con l’accettare grazie al cosiddettobias di conferma, ovvero a quel processo mentale che spinge a dare un peso maggiore alle informazioni che sostengono una determinata tesi rispetto a quelle che la contraddicono.

Una volta accettato il “metodo alternativo”, l’entusiasmo del neofita aiuta a contrastare le critiche della teoria, anche in questo caso con l’aiuto di argomenti che di scientifico hanno solo il lessico, peraltro utilizzato nella maggior parte dei casi solo per conferire un tono più autorevole alla tesi in questione. A nulla serve spiegare che, giusto per fare qualche esempio tra i più eclatanti, il pH fisiologico è strettamente regolato da una serie di processi che ne evitano brusche variazioni, e che quindi le tanto decantate “cure alcalinizzanti” (come i trattamenti anticancro a base di limone e bicarbonato) non hanno la minima utilità, o che malattie gravi come la poliomielite e il tetano sono state efficacemente debellate grazie alle vaccinazioni di massa. Messi alle strette, i seguaci delle terapie alternative possono sempre ricorrere all’argomento della “scienza che non può spiegare tutto” (poco importa che la validità delle loro teorie si possa smentire anche solo facendo ricorso alla chimica e alla biologia di base, ovvero a concetti già ampiamente convalidati) oppure alla scusa del “complotto delle multinazionali del farmaco”.

È bene specificare un punto: questo articolo non vuole essere una presa di posizione a favore di quelle multinazionali, né una giustificazione delle loro politiche. Anzi, un ulteriore rimprovero che si può muovere alle teorie finora elencate è proprio il loro potenziale ruolo nello svalutare delle eventuali critiche serie e motivate in ambito medico in particolare e scientifico in generale: una volta svelata l’infondatezza di una posizione, vi si possono sempre accostare posizioni valide per screditarle sotto la comune denominazione di “teorie del complotto”.

Qualcuno potrebbe sostenere che si tratti solo delle fantasie di soggetti dalla scarsa influenza, amplificate unicamente dalla rete. Sotto un certo punto di vista, è vero. Non bisogna dimenticare, però, che queste posizioni estreme non sono che la manifestazione più evidente di un substrato di scarsa conoscenza scientifica molto diffuso nel nostro Paese. Quella scarsa conoscenza che spinge molti a rivolgersi a dei criminali (poiché non vi è altro modo per descrivere dei cialtroni che non si fermano neppure davanti alle sofferenze dei loro pazienti) in momenti di grave difficoltà. Quella scarsa conoscenza che porta delle persone sane a pregiudicare la propria salute o, peggio ancora, quella dei propri figli in nome di teorie mediche o alimentari senza alcun fondamento. Quella scarsa conoscenza che, anche in un Paese come il nostro, che non ha nulla da invidiare in materia di sanità, spinge a compiere scelte sconsiderate, a volte con conseguenze irreversibili³.

Elia Ansaloni

1. http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2015/04/21/news/vaccini_e_autismo_un_nuovo_studio_smentisce_correlazione-112493858/
2. http://www.corriere.it/salute/15_marzo_12/report-boccia-omeopatia-inefficace-ogni-malattia-78661e74-c8a3-11e4-9fa6-f0539e9b2e9a.shtml
3. http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/bimba-muore-per-morbillo-a-roma-oms-e-ancora-una-patologia-letale_2100103-201502a.shtml

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