E’ di almeno 90 morti e 400 feriti, ma i numeri continuano purtroppo a salire, il bilancio del grave attentato avvenuto oggi a Kabul, nel quartiere delle ambasciate, dove un kamikaze s’è fatto esplodere lanciandosi con un’autocisterna carica di esplosivo e di carburante. L’attentato è avvenuto intorno alle 8.25 del mattino in Piazza Zanbaq, a pochi passi dal Palazzo Presidenziale. Le vicine ambasciate di Francia e Germania avrebbero riportato danni, a differenza di quella italiana il cui personale sarebbe stato evacuato e starebbe bene, come riportato anche da fonti della Farnesina.

I diversi ospedali della città sono stati immediatamente messi sotto pressione a causa dell’ingente numero di feriti da curare. Secondo il ministero della salute afghano, il solo ospedale di Emergency avrebbe accolto almeno 150 feriti.

Prima ancora che arrivasse una rivendicazione dell’attentato, i Talebani già condannavano l’attentato prendendone nettamente le distanze. Il loro portavoce Zabihullah Mujahid ha assicurato attraverso un tweet che il gruppo “condanna ogni attentato che causa vittime civili”. Abdullah Abdullah, capo esecutivo del governo afghano, ha affermato che “chi uccide durante il Ramadan non è degno di pace” e che merita solo di essere “distrutto”. Il Consiglio degli Ulema afghani, custodi dei testi sacri, s’è unito alle condanne affermando che “compiere attentati simili nel mese sacro del Ramadan è totalmente contro l’umanità”.

Piazza Zanbaq, il luogo dell’attentato, costituisce un punto vitale ed altamente simbolico in termini politici e di sicurezza per il martoriato paese dell’Asia Centrale. Non soltanto nei paraggi hanno sede le più importanti ambasciate e i principali organismi governativi, non ultimo la Presidenza, ma vi si può ad esempio trovare anche il quartier generale della NATO. Questo, agli occhi degli attentatori, giustificava il ricorso ad un’autobomba carica di almeno 1500 chili di esplosivo.

Nel frattempo continua a farsi attendere la rivendicazione dell’attentato, ma i sospetti sembrano già tutti convergere sull’ISIS, i cui uomini ormai da tempo si sono organizzati in Afghanistan entrando in diretta collisione sia col governo che coi Talebani. Forti le preoccupazioni di tutte le cancellerie per quanto avvenuto oggi a Kabul: Washington, per bocca dello stesso Trump, ha annunciato l’intenzione di mandare nel paese rinforzi militari.

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