I battaglioni ucraini Azov e Dnepr, tristemente noti per la pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione russofona, si sono bombardati tra loro, ovviamente per sbaglio, per ben tre ore, prima di accorgersi dell’errore. Ancora non si conosce l’entità esatta delle perdite.

L’OSCE ha denunciato continui intralci alla propria missione, da parte degli ucraini.

A Kiev, intanto, ci sono state manifestazioni di protesta davanti all’ambasciata americana, per chiedere il ritiro delle truppe americane dal territorio nazionale.

Il ministro degli esteri della LNR, Alexander Kofman ha dichiarato: «In caso di un attacco alla Transnistria da parte di Kiev, la Repubblica Popolare di Lugansk attaccherà l’Ucraina.»

Kofman ha anche aggiunto che, qualora gli accordi di Minsk dovessero fallire, le repubbliche si attiveranno immediatamente chiedendo ai loro partner di riconoscere formalmente l’indipendenza del Donbass. «Non ci aspettiamo nulla di buono da Kiev, dato che ha più volte violato gli accordi. Ma noi li rispetteremo fino in fondo.»

 

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