Rafforzamento “della democrazia europea” sul tema dei rifugiati e sulla tassazione delle imprese digitali, nuova capacità di bilancio dell’Eurozona, completamento dell’Unione bancaria e sostegno al “sentimento di appartenenza” dei popoli del Continente, alla cultura europea “attraverso azioni nel campo delle Università, con il programma Erasmus, con le nuove norme sul copyright e la tutela del diritto d’autore.

Il discorso del presidente francese Emmanuel Macron alla plenaria a Strasburgo del Parlamento europeo, è un condensato dei ritornelli più abusati dell’eurocrazia.

In Europa “la risposta è l’autorità della democrazia non la democrazia autoritaria”, ha sentenziato Macron.

“Dobbiamo edificare una nuova sovranità europea per dare una risposta chiara agli europei”, ha aggiunto l’allievo di Jacques Attali, attingendo al suprematismo euro-fanatico plasticamente espresso da questo passaggio del suo discorso: “Il modello democratico in Europa è unico nel mondo”.

“Non possiamo far finta di essere in un tempo normale, c’è un dubbio sull’Europa che attraversa i nostri Paesi, sta emergendo una sorta di guerra civile europea ma non dobbiamo cedere al fascino dei sistemi illiberali e degli egoismi nazionali”.

“Dobbiamo sbloccare il dibattito tossico, avvelenato, sui migranti”, ma anche “sulla riforma di Dublino e la ridistribuzione”, ha detto ancora l’inquilino dell’Eliseo alla Plenaria a Strasburgo, lanciando l’allarme: “Non possiamo far finta di essere in un tempo normale, c’è un dubbio sull’Europa che attraversa i nostri Paesi, sta emergendo una sorta di guerra civile europea ma non dobbiamo cedere al fascino dei sistemi illiberali e degli egoismi nazionali”.

“Appartengo a una generazione, ha affermato Macron, che non ha conosciuto la guerra, a una generazione che si sta permettendo il lusso di dimenticare: ma io non voglio appartenere a una generazione di sonnambuli che ha dimenticato il proprio passato e non vede i tormenti del proprio presente”.

Il presidente francese suona la carica in un’aula spaccata in due: “Dobbiamo combattere per difendere la sovranità europea dalle pulsioni autoritarie di chi ha dimenticato il passato, ci siamo battuti per averla e non dobbiamo cedere”.

Nelle tre ore complessive tra discorso e dibattito, è stato toccato anche l’argomento Siria, con il successore di Hollande che ha difeso il bombardamento voluto da lui, Trump e May.

“Difendiamo i principi e il diritto da noi, ma la realtà di bimbi e donne uccisi da un attacco al cloro la lasciamo agli altri? No, no e no! Abbiamo distrutto tre siti di produzione di armi chimiche senza provocare nemmeno una vittima. Non abbiamo dichiarato guerra ad Assad, l’intervento non ha nulla a che vedere con l’Iraq o la Libia, abbiamo solo salvato l’onore della comunità internazionale”, ha replicato Macron a chi ha avanzato dubbi e perplessità sull’azione militare.

A spegnere i sogni di gloria del giovane presidente francese, ci ha pensato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

“L’Unione europea non è un club guidato dalla Francia e dalla Germania, ma un’unione a 28”, ha commentato Juncker, ricordando a Macron che “l’Europa è un insieme”.

In precedenza, si è tenuto un bilaterale al Parlamento europeo tra il presidente dell’Eurocamera, Antonio Tajani, ed il presidente francese, Emmanuel Macron durante il quale si è parlato del bilancio europeo, di difesa, della Siria, di migrazioni, del piano Marshall per l’Africa ma anche della situazione politica in Italia. Le parti hanno parlato di “piena sintonia”.

Profondo dissenso, invece, quello espresso da Matteo Salvini, leader della Lega, che su Facebook ha scritto: “Il presidente francese Macron oggi a Strasburgo, dopo essersi detto orgoglioso dei missili lanciati contro la Siria, ha proposto di dare più soldi a chi accoglie immigrati. Sarebbe questa la ‘nuova Europa’ che piace tanto ai buonisti e ai radical-chic italiani? Non ho parole”.

 

Una posizione che conferma ancora una volta la divergenza di vedute che esiste nel centro-destra tra Forza Italia e Lega, con inevitabili riflessi anche sulle trattative per il varo di una possibile squadra di Governo.

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