Khalifa Haftar

Il Parlamento ha dato il via libera alla missione navale in Libia, già condannata nei giorni scorsi dall’uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar. Questi infatti non ha perso tempo nel far sapere che le navi italiane trovate in acque libiche verranno prontamente colpite dalle sue forze militari. Lo ha riferito l’emittente Al Arabiya. Nel frattempo già una nave italiana si trova in acque libiche, il pattugliatore “Comandante Borsini”.

Secondo il parlamento di Tobruk l’intesa decisa fra il governo italiano e quello di Tripoli costituirebbe “una violazione della sovranità nazionale libica”. Non la pensa così il premier italiano Paolo Gentiloni, che ha salutato il voto favorevole del Parlamento alla missione con queste parole: “Sappiamo tutti quanto i cittadini italiani si attendano risultati nella lotta dei trafficanti di esseri umani e nel controllo sui flussi migratori irregolari. Il contributo delle forze armate in questa direzione è assolutamente strategico e determinante: questa non è certo una missione aggressiva ma di sostegno alla fragile sovranità di quel Paese”.

Il via libera alla missione è infatti arrivato con i voti favorevoli della maggioranza a cui si sono aggiunti quelli di Forza Italia che, come spiegato da Renato Brunetta, ha deciso di sostenere la missione unicamente per “senso di responsabilità”. Alla Camera il via libera è stato confermato da 328 sì e 113 no, mentre al Senato le risoluzioni sono state due: quella di maggioranza ha ottenuto 191 sì e 47 no, e quella di Forza Italia ha raccolto 170 sì, 33 no e 37 astensioni. Gli altri partiti di centrodestra hanno invece deciso di andare in ordine sparso al momento del voto in aula.

La Lega Nord ha sonoramente bocciato la missione, votando no: “L’unica cosa era mettere in atto il blocco delle navi”, ha detto il vicesegretario Giancarlo Giorgetti. Fratelli d’Italia s’è astenuto e Giorgia Meloni così ha dichiarato: “Siamo davanti ad un timido intervento: l’Italia ormai è il campo profughi d’Europa”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha votato contro, con Alessandro Di Battista che ha dichiarato come il governo di centrosinistra sia “piegato a novanta gradi su una vicenda seria come l’interesse nazionale” e che “i francesi si beccano il petrolio mentre l’Italia si becca i barconi”.

 

 

 

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.