“Ho una notizia importantissima da darvi”. Inizia così il post di Danilo Toninelli, ministro ai Trasporti e Infrastrutture, che sbriciola le supercazzole dei “responsabili” e “degli esperti” del Pd e della stampa che li supporta, arroccati a difesa dei privilegi della famiglia Benetton.

“Il mio ministero, scrive Toninelli su Facebook, ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione. Vogliamo cambiare tutto. Vogliamo farlo perché le vite umane vengono prima degli utili aziendali. Perché la sicurezza dei cittadini viene prima dei dividendi agli azionisti. A tre giorni dal tragico crollo del ponte Morandi a Genova, ci sono eroi che scavano tra le macerie, feriti che soffrono e lottano per la vita, famiglie che purtroppo piangono i propri cari. Domani, nel giorno dei funerali e del lutto di Stato, il Governo sarà al fianco di queste famiglie, con il cuore straziato di dolore”.

“Proprio a loro, ai morti e ai loro parenti, ai feriti, ai tantissimi che sono momentaneamente sfollati, e a una città lacerata e tagliata in due, continua il ministro, dobbiamo il nostro impegno a non arretrare di un millimetro. Il Governo va avanti per accertare le responsabilità dell’accaduto e punire i colpevoli. Ci siamo messi subito al lavoro. Prima di tutto, è stata immediatamente costituita una commissione ispettiva presso il mio ministero. È già all’opera per fare tutti gli accertamenti tecnici sul crollo del viadotto ed entro un mese mi relazionerà su cosa ha scoperto. Questi risultati saranno materiale per valutare le inadempienze di Autostrade per l’Italia”.

Commissione ispettiva ma non solo. Il governo vuole dagli enti e dai soggetti gestori una ricognizione rapida di strade, ponti e dighe.

“Abbiamo avviato sempre al Mit, si legge ancora, una ricognizione dello stato di salute di strade, autostrade, dighe. Tutti gli enti e soggetti gestori entro il 1 settembre dovranno segnalarci le azioni necessarie a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza. Quindi il Governo interverrà con una sua task force per vigilare su interventi e manutenzione.
Infine, lo ripeto, il mio ministero ha chiesto formalmente ad Autostrade per l’Italia di fornire entro 15 giorni una dettagliata relazione per dimostrarci se e come ha agito, in merito alla manutenzione del ponte Morandi, secondo gli oneri e gli obblighi che gli competono come ente gestore di quel tratto di autostrada. Inoltre ci aspettiamo che Autostrade si mostri collaborativa su eventuali iniziative a titolo di risarcimento danni a persone e beni, naturalmente a sue spese, come peraltro previsto dalla convenzione. Vogliamo che la città torni alla sua quotidianità. E vogliamo anche giustizia”.

“Il sistema delle concessioni autostradali, prosegue il ministro pentastellato mandando in crisi i sostenitori politici di un sistema di clientele e privilegi che ha causato disastri e morti, deve essere ribaltato. E il Governo del cambiamento sente in modo profondo l’importanza di questa missione”.

Infine una stilettata a chi, in maniera scorretta e ridicola, parla e scrive un giorno sì e l’altro pure di presunte divisioni nella compagine governativa che sta mettendo in discussione connessioni, contiguità e collusioni consolidatesi negli anni “grazie” a chi, per paura di perdere poltrone e prebende, adesso fa appello allo Stato di Diritto, ai diritti acquisiti, ai dividendi e alle penali.

“Permettetemi di chiudere con una nota polemica: è incredibile leggere la stampa che parla di Governo diviso, tra M5S e Lega, sul trattamento da riservare ad Autostrade. E invece non fa quasi cenno alle responsabilità enormi del concessionario nella tragedia. D’altronde sono decenni che i giornali reggono il gioco a certi poteri forti, mentre i partiti ottenevano fondi da quegli stessi potentati, consentendo loro in cambio di arricchirsi enormemente a scapito dello Stato e degli italiani. Il Governo andrà avanti compatto finché i diritti dei cittadini non torneranno a essere prioritari rispetto agli interessi privati di qualcuno”, conclude Toninelli.

 

 

Con una lettera inviata ad Autostrade per l’Italia, il governo avvia la procedura per revocare le concessioni al gruppo gestito dalla famiglia Benetton. Dando seguito a quanto annunciato poche ore dopo il crollo del ponte Morandi nel cuore di Genova, l’esecutivo dà l’avvio ad un iter che dovrà portare alla modifica radicale del settore con nuovi obblighi per i concessionari, il vincolo a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione e clausole più eque.

“Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a ‘Autostrade per l’Italia’ la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione”, scrive il premier Giuseppe Conte.

“Il Governo, si legge nella nota di Palazzo Chigi, contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia”.

“Si è diffusa la notizia, continua il comunicato del presidente del Consiglio, che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia. Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a ‘Autostrade per l’Italia’ sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo”.

La nota di Palazzo Chigi, infatti, annuncia anche le misure per il futuro che l’esecutivo intende adottare.

“Questa sciagura, prosegue la nota, ci impone di adottare nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai Governi precedenti.
A) Dobbiamo configurare una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza.
B) Potenzieremo il servizio ispettivo che è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico.
C) A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano.
Purtroppo arriviamo al Governo un po’ tardi”.

“Il processo di privatizzazioni che riguarda le nostre infrastrutture, spiega Conte, è stato avviato molti anni fa, secondo una logica che ha favorito la gestione finanziaria delle stesse e ha oscurato la logica industriale che invece dovrebbe caratterizzarle. Adesso ci ritroviamo con rapporti di concessione e contratti di servizio ormai in essere, alcuni dei quali scadono in un futuro non prossimo, e che contengono condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari. Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici”.

“Questo Governo, conclude il premier, intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una ‘assoluta tutela e sicurezza’ delle vite degli utenti e di una ‘gestione realmente efficiente’ del servizio.

 

 

Contro le “marchette” e i privilegi si scaglia il vicepremier Luigi Di Maio. “Per 5 anni, dall’opposizione, scrive Di Maio nella lettera inviata ai parlamentari del Movimento 5 stelle, abbiamo combattuto contro i privilegi di Autostrade per l’Italia, che gestivano e gestiscono le nostre autostrade senza gare e con doveri contrattuali ridicoli. Non è un caso che i loro contratti siano stati secretati per i vergognosi vantaggi che gli erano stati concessi. Molti dei personaggi politici che hanno permesso tutto questo, oggi o lavorano per autostrade per l’Italia o sono loro consulenti. Uno su tutti Enrico Letta, ex presidente del consiglio, passato per il Cda della società che gestisce le autostrade spagnole, comprate dai Benetton con i soldi dei pedaggi degli italiani”.

“Il crollo del ponte Morandi, prosegue Di Maio, è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l’Italia”.

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