Nell’intervista del novembre scorso abbiamo parlato delle perdite dovute alle sanzioni anti-russe e dell’embargo alimentare russo verso i produttori italiani. Come è cambiata la situazione nel corso dell’ultimo anno? A quanto ammonta il volume di queste perdite?

Il volume di scambi commerciali tra Italia e Russia è aumentato del 26% rispetto al 2016, e questo riguarda sia l’importazione che l’esportazione per entrambi i Paesi.

In particolare, i flussi che sono maggiormente migliorati riguardano il macchinario, il reparto tessile e l’abbigliamento, mentre il settore che è maggiormente in sofferenza è quello agro-alimentare, per via delle contro-sanzioni attuate dalla Russia.

Lei ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa più importante della Russia, “Ria  Novosti”. Questa intervista è stata ripubblicata da tutti i principali media russi, suscitando grande interesse, questo significa che, anche in Russia, si stanno vivendo rapporti commerciali difficili con l’Italia, ed i russi vogliono la loro ripresa?

In realtà, i rapporti commerciali difficili sono quelli con l’Unione Europea. In particolare, con l’Italia sono migliorati. Questo è dovuto ad un rapporto politico molto intenso tra Italia e Russia, tant’è che, ad oggi, il Paese dell’UE al quale la Russia guarda con maggiore attenzione è proprio l’Italia.

L’Unione Europea ha esteso le sanzioni contro la Russia per la durata di sei mesi a partire dalla data del rinnovo delle sanzioni stesse. Tuttavia, il recente sostegno di Vladimir Putin all’introduzione di forze di pace delle Nazioni Unite nel Donbass ha spinto un certo numero di politici tedeschi a formulare una dichiarazione sulla possibilità di un graduale ritiro dal regime delle sanzioni. Come valuta il futuro delle sanzioni e, in particolare, la posizione del nostro Paese e quella della Germania?

È vero che l’Unione Europea ha esteso le sanzioni contro la Russia per la durata di 6 mesi. Tuttavia, la dichiarazione di Vladimir Putin di accettare le truppe dell’ONU nel Donbass è volta a fare in modo che l’Europa sia sempre più in imbarazzo nell’applicare le sanzioni, nonostante l’aumento delle sanzioni stesse da parte degli Stati Uniti.

La posizione della Germania è senza dubbio migliore di quella italiana. L’Italia non ha la stessa quantità di unità produttive dei tedeschi in Russia. Infatti, le unità produttive italiane di trasformazione in Russia non sono più di 80, mentre quelle tedesche arrivano a circa 6 mila. Inoltre, le unità produttive tedesche si chiamano Siemens, Mercedes, Volkswagen, ecc… Questo significa che si tratta di grosse aziende tedesche.

La Germania, insieme al Giappone e alla Francia (ma principalmente la Germania stessa), ha fatto in modo che la Russia diventasse il settimo produttore mondiale di automobili.

L’Italia non è presente in questo settore, infatti la FIAT Chrysler, essendo la Chrysler americana, non ha unità produttive in Russia perché gli americani non vogliono. Mentre, ad esempio, Germania, Giappone, Francia e Corea del Sud hanno unità produttive di automobili in Russia.

Il 2 agosto, gli Stati Uniti hanno adottato una legge per imporre sanzioni contro l’Iran, la Corea del Nord e la Russia, così come contro le imprese che collaborano con la Russia. Quale valutazione legale e commerciale può dare a questo documento?

Quando il Congresso americano ha capito che Trump voleva migliorare i rapporti tra Stati Uniti e Russia, ha impedito al presidente di procedere su tale strada senza avere prima l’approvazione del Congresso stesso. Tuttavia, le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti stanno danneggiando prevalentemente l’Unione Europea.

Secondo la Sua opinione, la legge americana del 2 agosto interromperà la cooperazione della Russia con le società europee del settore energetico? Qual è il destino del gasdotto North Stream-2? Sarà possibile continuare il suo finanziamento e la costruzione congiunta?

L’Europa voleva finanziare le nuove possibilità di trasferimento del gas non solo per la via ucraina, ma anche dal North-Stream e dal Turkish-Stream, aggirando così l’Ucraina. Pertanto, recentemente, al fine di prevenire l’eventuale mancanza di gas trasportato attraverso l’Ucraina, il Ministro Europeo dell’Energia ha chiesto alla Russia di non diminuire il volume di gas che arriva in Europa attraverso l’Ucraina. Tale contratto scade, infatti, alla fine del 2019. La Commissione Europea ha quindi chiesto la proroga del contratto fino ad oltre il 2020.

Di conseguenza, la mancanza del finanziamento europeo per la realizzazione dei nuovi gasdotti, causata dall’eventuale applicazione delle sanzioni americane, danneggerebbe sia la Russia che le imprese europee, ed in particolare quelle tedesche.

Chi è il principale beneficiario del gasdotto North Stream-2: la Russia o la Germania? Con il lancio del gasdotto, la Germania diventerà il principale nodo del gas dell’Unione Europea. Quali sono i rischi per l’Europa meridionale e per la Russia?

L’Italia ha tutto l’interesse che il gas non arrivi solo attraverso il North-Stream, che verrebbe gestito dalla Germania. Il gasdotto Turkish-Stream consentirebbe infatti all’Italia di avere gas senza che questo venga gestito dall’Ucraina (come attualmente avviene) e dalla Germania.
Quindi, i principali beneficiari del North-Stream 2 sono sia la Russia che la Germania, in quanto la Russia avrebbe la possibilità di non essere ricattata dall’Ucraina, mentre la Germania diventerebbe la numero uno in Europa per la gestione del gas russo.

L’Italia è interessata alla Russia non solo in qualità fornitore di risorse energetiche e acquirente di macchine e prodotti alimentari italiani. Quali progetti comuni nel campo della costruzione industriale, nell’estrazione delle risorse naturali e in altri settori potrebbe offrire l’Italia alla Russia? Come possono essere attuati questi progetti in condizioni di estensione del regime sanzionatorio?

Il primo progetto che l’Italia potrebbe attuare deriverebbe da un accordo diretto tra l’Italia e la Russia. L’accordo riguarderebbe l’esportazione, dall’Italia verso la Russia, di tecnologie relative all’industria alimentare. Il settore agroalimentare italiano e le tecnologie di cui esso dispone potrebbe essere sbloccato, e diventerebbe anche il punto di sbocco per la Russia per poter disporre delle tecnologie necessarie per la trasformazione della materia prima dell’agroalimentare. Infatti, l’Italia ha un agroalimentare di specialità e di qualità, non riproducibile senza le opportune conoscenze – ad esempio, per l’ottenimento degli insaccati, del formaggio grana, del latte, ecc.

Inoltre, l’Italia potrebbe essere di aiuto per la produzione ed il confezionamento dei tessuti e per l’industria farmaceutica. L’Italia è, infatti, tra i primi Paesi in Europa per la produzione delle materie prime necessarie al confezionamento dei farmaci. Altri settori di esportazione di tecnologia sono l’industria petrolchimica e l’industria chimica.

La principale difficoltà per l’attuazione di questi progetti è costituita dal finanziamento degli stessi, e dalle relative assicurazioni (es. SACE). Gli Stati Uniti hanno infatti la possibilità, con le loro sanzioni, di colpire l’intero sistema finanziario e bancario occidentale, che opera in dollari. Le ultime sanzioni sono state applicate dagli Stati Uniti, ma non ancora dall’Europa.

Il recente incontro del presidente russo Putin con i leader dei Paesi dell’Estremo Oriente in Cina e a Vladivostok suggerisce l’intenzione della Russia di cercare partner economici e fonti di tecnologie critiche in questa regione e nell’Asia meridionale. Ciò significa che l’Unione Europea e l’Italia hanno perso il promettente mercato russo?

Le infrastrutture di ogni tipo che legano la Russia all’Europa sono, sia in quantità che in qualità, superiori rispetto a quelle che legano la Russia alla Cina e all’Oriente. Quindi, i rapporti tra Russia e Cina si stanno attualmente intensificando per aumentare le infrastrutture nella Russia orientale – procedimento per il quale occorrono, tuttavia, anni. Gli Stati Uniti, pertanto, stanno agendo al fine di interrompere i rapporti tra la Russia e l’Europa perché sanno che occorrono alcuni anni per realizzare le infrastrutture di cui sopra. In caso di conflitto tra Stati Uniti e Cina, la Russia vi verrebbe trascinata da quest’ultima.

I rapporti commerciali tra Italia e Russia sono stati danneggiati dalle sanzioni, ma l’Italia non ha perso il mercato russo.

Con quali regioni della Russia la Camera di Commercio Italo-Russa ha stabilito un rapporto più stretto? Quali progetti sono stati implementati, e quali sono i prossimi in linea di attuazione?

Noi svolgiamo un’attività quotidiana con la Russia, anche se non con tutte le 83 regioni russe: di queste, circa un quarto hanno un livello di infrastrutture e di crescita economica che possono permettersi accordi con un Paese come l’Italia. La Camera di Commercio è interessata ad incontrare rappresentanti di queste regioni sia in Russia che, prevalentemente, in Italia, per sviluppare le loro potenzialità specifiche. Ad esempio, alcune regioni russe sono ricche di materie prime e di infrastrutture interne (come il Tatarstan ed il Baškortostan), mentre non tutte sono dotate di infrastrutture esterne.

Oggi, l’Italia ha rapporti prevalentemente con regioni come Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Voronezh, il Tatarstan ed il Baškortostan, che sono vantaggiose per gli investimenti italiani.

Silvia Vittoria Missotti

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