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Continuare a coltivare sogni di gloria nonostante i numeri. Potrebbe essere riassunta così la nuova strategia politica di Angelino Alfano.

Archiviata l’esperienza del Nuovo Centrodestra, con poche luci (di palazzo e di governo) e molte ombre (elettorali e di reale radicamento sui territori), il ministro degli Esteri ha battezzato a Roma, davanti a circa 700 militanti, il suo nuovo soggetto politico: “Alternativa Popolare”.

Gli uomini del movimento con il cuore giallo su sfondo blu, si definiscono “alternativi ai lepenisti, alla sinistra dell’indietro tutto, a chi ha in mente solo la ruspa, a chi non ha cura della Repubblica”.

“Con un Pd che vira a sinistra e una FI che vira a destra, al centro abbiamo delle praterie”, ha affermato Alfano, probabilmente dimenticando l’1% del suo NCD, nonostante i parlamentari, i senatori, i sottosegretari e i ministri “ereditati” dall’implosione parlamentare del Centro-destra.

Due gli appuntamenti in agenda, a breve scadenza: la conferenza nazionale fissata per il 1° aprile di “Energie per l’Italia”, la creatura politica di Stefano Parisi (ex candidato a sindaco di Milano) e la kermesse federativa con altri soggetti di area popolare (in primis i casiniani “Centristi per l’Europa” e i “Civici Innovatori”) che dovrebbe tenersi l’8 aprile.

A chi aveva immaginato una riedizione riveduta e correttadel Pdl, l’ex ministro dell’Interno ha risposto dal palco, davanti ai suoi fedelissimi: “Non viriamo a sinistra ma FI ha deciso di allearsi con i lepenisti. Il centrodestra non è innovabile”.

“Saranno gli altri a cercarci perché non avranno i numeri per governare”, questa la previsione di Alfano.

Dopo la fine del bipolarismo, per effetto dell’ascesa del M5S, c’è chi immagina la rinascita di un centro politico che per ora esiste solo in virtù di logiche ed equilibrismi parlamentari.

In attesa del quadripolarismo che (forse) verrà, il quadro politico italiano registra l’ennesima non novità di questo mese di Marzo, poco pazzo e molto scontato.

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