La Russia in Africa

Il Forum Economico Russia Africa svoltosi a Sochi nello scorso ottobre, con la presenza di oltre 6000 delegati da 104 paesi africani, 43 capi di stato (su 55 paesi) del continente, 120 Ministri degli Esteri e la presenza di 1.900 rappresentanti di delegazioni ufficiali internazionali, che ha prodotto oltre 12,5 miliardi di dollari di affari, aveva sancito il nuovo ruolo e interesse strategico della Russia nel continente. La presenza strategica della Russia in Africa sta ristabilendo i legami più ampi del paese con il continente dalla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991.

Il commercio con l’Africa è cresciuto a 20,4 miliardi di dollari nel 2018, ma già tra il 2005 e il 2015 si era incrementato del 185%. Inoltre la Russia ha firmato accordi militari con 21 stati africani oltre agli accordi con la Libia di Haftar. E’ noto che oltre il 30% delle importazioni russe che provengono dai paesi africani sono agricole.

Oltre agli aspetti economici, commerciali, di investimenti e cooperazioni nelle estrazioni di materie prime, di costruzioni di complessi tecnologici per l’acqua e l’energia elettrica, di accordi sull’ammodernamento delle forze militari nazionali, la Russia ha ottenuto anche e soprattutto un riconoscimento al suo ruolo di garante e protagonista, nelle varie crisi e conflitti locali degli ultimi vent’anni, con soluzioni negoziali e di pace, senza porsi come parte in causa, pur conservando  i propri interessi. L’ultima prova è stata la crisi libica, fino a pochi mesi fa ha tenuto una posizione di dialogo con le due parti in lotta, poi il precipitare della crisi e delle contraddizioni, dove non poche responsabilità hanno avuto i paesi occidentali, compresa l’Italia, ha riconosciuto il generale Haftar come il più responsabile e serio interlocutore per una soluzione di pace. Ma ribadendo la necessità e il perseguimento di un esito negoziato e responsabile tra le due parti.

Come la Cina, anche la Russia cerca di costruire rapporti di sodalizio, seppur sempre intrecciati ad interessi economici, sottolineando continuamente, che mai sono stati, nella storia, in nessuna parte dell’Africa, colonizzatori, e che le politiche degli ultimi decenni, sono state improntate alla cooperazione e allo sviluppo. Una dimostrazione è la decisione al summit di Sochi della cancellazione da parte della Russia, del debito di 20 miliardi di dollari nei confronti dei paesi africani. Questo atto concreto rappresenta la base su cui vengono costruiti i rapporti bilaterali con i paesi e la dimostrazione di un rispetto per i loro profondi problemi, ben diverso dalle politiche occidentali strozzine e predatrici. Senza mai dimenticare il ruolo storico e di sostegno, che l’URSS svolse al fianco dei Movimenti di liberazione, stando dalla parte giusta della storia africana. Quella della emancipazione e del riscatto dei popoli. E passo dopo passo questa strategia sta dando i suoi frutti e la sempre più alta fiducia africana a Russia e Cina, ne è la dimostrazione concreta.

Algeria e Russia, una amicizia storica                           

L’Algeria rappresenta storicamente per la Russia il più stretto e principale legame di relazioni bilaterali politiche, economiche, militari e culturali di tutto il continente africano.

L’Unione Sovietica fu il primo paese al mondo a riconoscere il governo provvisorio del FLN nella Repubblica algerina nell’ottobre 1960, e poi il 23 marzo 1962, a stabilire relazioni diplomatiche con questo paese pochi mesi prima dell’annuncio ufficiale della sua indipendenza. Una storia speciale tra questi due popoli e paesi che data dai tempi duri della Guerra d’indipendenza algerina (1954-62), quando l’URSS fornì ai rivoluzionari algerini assistenza politica, militare e finanziaria fino alla loro vittoria con i colonialisti francesi.

Ad aprile del 2001, a Mosca i due paesi firmarono una dichiarazione di partenariato strategico e nel marzo 2006, un accordo intergovernativo di relazioni commerciali, economiche, militari e finanziarie, oltre alla liquidazione dei debiti della Repubblica Democratica Popolare algerina nei confronti della Federazione russa sui prestiti precedenti.

Anche in questi mesi di profonda crisi della Repubblica algerina, dimissioni dell’ultimo governo e conseguenti elezioni anticipate a dicembre, con la vittoria di Abdelmadjid Tebboune, candidato come indipendente, ma vicino al Fronte di Liberazione Nazionale, con il 58,15 % dei voti, ma con la partecipazione solo del 39,9% degli elettori. Di fatto persistono estreme difficoltà di creare una forma di governo in grado di uscire dalla crisi, infatti continuano le proteste di piazza delle opposizione Hirak, mentre la crisi economica e le difficoltà nel paese aumentano. Ma Tebboune ha la fama di politico che ha spesso attaccato e fatto incarcerare numerosi politici per corruzione e soprattutto ha dalla sua parte i favori dei militari dell’Esercito Popolare Nazionale.

Nonostante questo complesso contesto la Russia ha confermato di voler continuare a cooperare e mantenere relazioni strette senza interferire nelle vicende interne, cercando di favorire dialogo e momenti costruttivi tra le parti, ma anche continuando a mantenere gli impegni economici e bilaterali assunti con i precedenti governi.

Mentre il neo presidente algerino in una intervista di febbraio a Russia Today ha dichiarato di voler confermare “la volontà immutata di rafforzare ulteriormente le nostre relazioni con la Russia, con cui ci unisce più una fratellanza che un amicizia, per il livello di condivisioni politiche e affini principi di emancipazione. Vogliamo anche sviluppare ancora di più le relazioni economiche e culturali con questo paese. L’Algeria non ha e non avrà alcun problema con la Russia poiché condividiamo gli stessi principi”.

Geopoliticamente per la Russia l’Algeria continua a essere un partner essenziale per le sue strategie globali, in particolar modo in Africa. Va ricordato che l’Algeria è stata la prima nazione araba a firmare un accordo di partenariato strategico con la Russia nel 2001. Un partenariato incentrato su tre direttrici:  la prima è la riaffermazione della storia delle relazioni russo-algerine, concentrandosi sulla rigenerazione di tali relazioni nell’ultimo decennio. In secondo luogo, analizza la nuova fase di relazioni globali impostata dalla Russia, in specifico quella rivolta alle relazioni russo-algerine. In terzo luogo, affronta le particolarità e le sfide delle relazioni russo-algerine, in particolare nei tre campi principali di interazione: bilaterale, militare, energetica e politica.

I campi più importanti di cooperazione tra i due paesi sono quelli dei settori del combustibile e dell’energia, dell’agricoltura, dell’edilizia, del militare, oltre ad altri settori economici.

Nel campo militare l’Algeria è il primo partner della Russia in Africa. Tra il Ministero russo della Difesa e quello algerino, vi sono stretti legami, sia di addestramento, di esercitazioni integrate e di ammodernamento dell’EPL, con consistenti forniture militari innovate.

Al dicembre 2019 le forniture russe all’Esercito Popolare di Liberazione algerino hanno raggiunto il 66% dei suoi armamenti. Le forze armate dell’Algeria possiedono attualmente 508 carri armati russi T-90SA, modificati specificatamente per l’Algeria. Solo l’India ha più carri armati russi. Oltre al T-90SA, l’Algeria ha anche carri armati T-72M1 che sono stati modernizzati con l’aiuto della Russia. Il nuovo modello ha introdotto una mitragliatrice antiaerea e un cannocchiale Sosna-U, specificamente per l’EPL. Negli scorsi anni l’Algeria aveva firmato un contratto per l’acquisto di veicoli di supporto per carri armati, i BMPT-72 dalla Russia. Il compito principale di questi veicoli è scortare e proteggere i carri armati T-90SA.

In conseguenza dell’acquisto da parte del Marocco di aerei F16 dagli USA e dai paesi NATO, l’Algeria ha ordinato lo scorso anno alla Russia, 42 Sukhoi da combattimento: 14 Sukhoi 57, 14 Sukhoi 34 e 14 Sukhoi 35.

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