“Grazie Russia! Grazie Hezbollah! Grazie Iran!”, grida un uomo in una piazza affollata.
Nelle vicinanze, una fotografia di Bashar al-Assad sulla parte anteriore del municipio e striscioni a sostegno del presidente siriano all’esterno della moschea principale. Accade a Nubl, città siriana a maggioranza sciita in un’area sunnita, vicino al confine con la Turchia. Il servizio è di Frederik Pleitgen ed è stato trasmesso dalla CNN.
Fino a due settimane fa, racconta il corrispondente tedesco dell’emittente televisiva statunitense, Nubl e la vicina al-Zahra erano sotto assedio; varie fazioniribelli, tra cui il Fronte al-Nusra ed altri gruppi legati al Free Syrian Army, hanno avuto sotto controllo l’area per più di tre anni. Poi l’esercito siriano, sostenuto dalle milizie filo-iraniane e supportato dagli attacchi aerei russi, ha sfondato”.
”A Nubl, conclude Pleitgen, i residenti locali sono ancora in festa; Un gruppo di loro, mentre ci avvicinavamo, ha cantato “Dio, Siria, Bashar e nient’altro”.
Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica