Immaginate per un attimo Sharhaj, Bur Dubai, Doha, città degli emirati del petrolio, alleati di ferro dell’Occidente a guida angloamericana, dove i diritti umani vengono violati ogni giorno di fronte al silenzio di Amnesty International, dove le donne non hanno particolari diritti e nessun gruppo femminista nostrano se ne interessa, dove orde di operai bengalesi, indonesiani, cingalesi, faticano in condizioni estremamente difficili sotto il controllo poco indulgente dei loro datori di lavoro.
Immaginate queste città, scintillanti di vetro, acciaio e candido cemento, venir improvvisamente colpite da degli SCUD modificati, provenienti dal più debole e povero paese della Penisola Arabica, lo Yemen, che da due anni soffre sotto i bombardamenti di questi stessi paesi, che partecipano all’avventura militare saudita scatenata nel marzo 2015.
Una terribile “vendetta” da parte dello Yemen, una vera e propria “rappresaglia” contro questi paesi che finora si sono ritenuti al sicuro grazie al loro tanto denaro e all’alleanza con le potenze occidentali.
E’ questo scenario che è stato prospettato dall’esperto di cose militari e analista strategico yemenita Amin al-Shami ai microfoni della FARS News Agency durante una intervista tenuta pochi giorni fa.
“Secondo informazioni di prima mano provenienti dalle officine e dalle fabbriche yemenite le linee di produzione dei vettori balistici nazionali (Qaher e Borkan, rispettivamente modifiche dell’S-75 ex-sovietico e del vettore tattico R-11/R-17 Elbrus, più noti in occidente come SAM-2 e SCUD) sono completamente in grado di produrre nuovi esemplari e sostenere una lunga campagna di lanci”.
Al-Shami, subito dopo, ha affermato che le prestazioni tecniche del vettore ‘Borkan’ (lo SCUD modificato) e la perizia dimostrata dai missilisti della Guardia Repubblicana passati coi Comitati Popolari di Ansarullah sono “più che sufficienti” per permettere lanci anche contro paesi come gli UAE, il Qatar, il Barhein (tutti coinvolti nell’avventura militare saudita) e persino il Sudan (che sostiene politicamente l’iniziativa e che rifornisce le fila della coalizione guidata da Riyadh di mercenari).
Le piccole petromonarchie del Golfo hanno eserciti dotati di ogni sorta di sistema d’arma americano ed europeo, comprato a caro prezzo come simbolo di “prestigio”, ma il loro personale, poco motivato e male addestrato, e spesso selezionato per criteri clientelari e di nepotismo più che per dedizione e competenza, non li sa utilizzare efficacemente, come ampiamente dimostrato in Yemen in questi ultimi due anni.

UN COMMENTO

  1. La guerra scatenata in Yemen contro il popolo yemenita da parte dei regimi dispotici sauditi e loro consimili, sta dimostrando quanto siano inadeguati quelli che l’hanno iniziata.
    Dalle notizie che si riescono ad avere i sauditi e tutti quello che stanno facendo la guerra in YEMEN con ogni specie di arma, si parla anche di uso di sostanze chimiche, stanno subendo perdite saudite,contro u esercito povero ma molto molto motivato come quello yemenita.
    Nonostante il selenzio occidentale e l’aiuto in mezzi e armamenti gli inetti sauditi non riescono a cavare u ragno dal buco e ora potrebbero avere la sgradita sorpresa di vedere le loro città (ritenuta fino d ora irraggiungibili) colpite e distrutte.
    In occidente di questa guerra si parla poco o nulla eppure si stanno cmmettendo contro la popolazione yemenita inaudite crimininalità da parte dei sauditi co il bombardamento di aree civili,mercati scuole sapendo di colpire la popolazione, in quanto più facile da colpire.
    Ma ora le cose potrebbero cambiare e anche il Qatar finanziatore anche esso di questa guerra assurda potrebbe vedere il rischio di essere colpiti dai missili yemeniti.
    L’escalation di questa guerra “silenziosa” (per noi) potrebbe avere esiti difficili da immaginare.
    La prima cosa che immagino sarà che da noi inizierà la solita campagna denigratoria contro i “terroristi yemeniti” e quindi potremmo vedere la solita voce univoca contro lo Yemen e magari l’Iran che sostiene lo Yemen e balle del genere.
    Questo potrebbe portare alla solita campagna in appoggio ancora di regimi totalitari e disumani come Qatar e Arabia Saudita che invece sono i primi creatori di questa guerra voluta per opprimere il popolo yemenita con i solito satrapo saudita cugino,nipote della famiglia saud, come è stato fatto in Bahrain nessuno ha detto nulla.
    Il solo rischio di essere colpiti per rappresaglia (io dico giusta) dallo Yemen per i bombardamenti indiscriminati di sauditi e consimili potrebbe fare passare la voglia a qualcuno di continuare a credere che si possa fare qualcosa senza pagarne le conseguenze.
    Ora potrebbe essere arrivato il momento di pagare il dazio.

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