Così come a Milano anche a Roma regna l’indecisione. In questi giorni la nuova coalizione del centrodestra si sta mobilitando per cercare di definire il proprio candidato per le amministrative della capitale. 

Salvini e compagnia sembrano essere tuttavia distanti da un nome che possa mettere d’accordo tutti. La coalizione è spaccata: Berlusconi e la Meloni puntano forte su Guido Bertolaso, ex direttore della Protezione Civile, che si è lasciato andare negli ultimi giorni ad affermazioni piuttosto discutibili. Da ultima: “Non me ne vogliano i cittadini dell’Aquila – esordisce Bertolaso – ma Roma è una città terremotata, bombardata in cui si vive con difficoltà. Chi la ricostituisce? C’è chi fa polemica e chi si è gettato a lavorare. Io ci ho messo la faccia e ho un curriculum, gli altri?”.

Gli aquilani, disgustati, hanno inviato una lettera di denuncia polemizzando sopratuttuo su quanto fatto da Bertolaso in ambito di sicurezza civile: “Fin da subito dopo il terremoto, Bertolaso, commissario per l’emergenza, ha utilizzato i suoi poteri per ostacolare in tutti i modi la partecipazione e l’autorganizzazione della popolazione – proseguono – vietando assemblee e volantinaggi nelle tendopoli, trasferendo metà della popolazione in altre città e in altre regioni, e reprimendo ogni tipo di protesta, grazie all’appoggio del prefetto e vice commissario Franco Gabrielli. Non di certo un bel biglietto da visita in vista delle amministrative. Dichiarazioni di questo genere potrebbero sicuramente influenzare i sondaggi elettorali. Dinanzi a una quasi certa sconfitta a Milano, perdere anche Roma sarebbe un brutto colpo. Una vittoria nella capitale sarebbe infatti determinante per potersi catapultare nell’ottica di ricoprire il ruolo di principale forza di opposizione al governo. Con un centrosinistra sempre più diviso, infatti, il centrodestra non può non sfruttare questa occasione.

Matteo Salvini in seguito a queste “uscite infelici” esprime dubbi sulla candidatura di Bertolaso ma la Meloni non sembra disposta a concedere nemmeno un centimetro: “Se Salvini non è intenzionato a sostenere Bertolaso può dire addio all’alleanza”. Il leader della Lega con un’intervista rilasciata al Corriere ci tiene a ribadire i suo dubbi sull’ex direttore della Protezione Civile: “Il progetto di Bertolaso non è né chiaro né condiviso” e aggiunge “se devo prendermi del rompiscatole, benissimo: prendo e porto a casa. Ma io lavoro per ricostruire il centrodestra. E la condizione indispensabile per farlo è la chiarezza”. “Per vincere – ribadisce – bisogna che il centrodestra trasmetta messaggi chiarissimi, cosa che non ha fatto Bertolaso lanciandosi in elogi su Rutelli, su Giachetti, ha detto, inoltre, che se non fosse candidato lui voterebbe il Pd. Un’uscita infelice ci può stare, ma se diventano una serie  qualche dubbio viene. Anche perché, di certo, Bertolaso non è uno sprovveduto”.

Le difficoltà e le indecisioni incontrate a Milano sembrano essere oramai una costante per la nuova coalizione. Di fronte a tutto ciò, Berlusconi sembra essere impotente . La vera lotta è tra Salvini e Meloni con un Berlusconi passivo che assiste allo spettacolo, cercando talvolta di mediare o di far sentire, almeno in minimi termini, la propria voce. Con questo si dimostra ancora una volta la fragilità del “nuovo” centrodestra che sembra essere privo di un’identità solida e consistente. Le difficoltà in ambito decisionale potrebbero rappresentare solo l’inizio di una più profonda crisi, e gli stessi fondatori della coalizione, probabilmente, non sono più così spavaldi e convinti come lo erano sul palco a Bologna. Questa volta però Salvini non potra più incolpare Berlusconi di un ipotetico fallimento. Le candidature sono aperte, con la Meloni in pole.

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