Ancora tanta indecisione per quanto riguarda la scelta dei candidati del centrodestra alle amministrative di Milano e Bologna.

Il centrosinistra, che farà le sue primarie questo weekend, mette sul piatto quattro possibili candidati per Milano: Giuseppe Sala, Francesca Balzani, Pier Francesco Majorino e Antonio Iannetta.

Centrosinistra, Renzi compreso, che punta molto su Milano dove, anche a causa della forte indecisione di Salvini & co, una vittoria è molto quotata.

Salvini, che non è intenzionato a lasciare la sua città a Renzi e alla sinistra, si è incontrato con Berlusconi e Giorgia Meloni (leader di FI) per cercare di definire i candidati sindaci per le principali città d’Italia. Come al solito, sono venuti fuori diversi candidati appetibili, ma il problema sta nel trovate l’unanimità. Per il capoluogo lombardo i nomi plausibili sono diversi: Maurizio Lupi (non gradito da Salvini), Daniela Santanchè (Forza Italia), Sallusti (direttore del Giornale) e da ultimo Stefano Parisi.

Parisi, al momento, sembrerebbe il nome più quotato, in quanto godrebbe del sostegno sia di Salvini che di Berlusconi. Il leader della Lega ha, infatti, speso parole di gradimento nei confronti del direttore di Chili: “Per me può andare benissimo. Se nel curriculum c’è capacità amministrativa, onestà, competenza non mi interessano grandi nomi, ma persone perbene e normali”. Anche il Cavaliere gli ha fatto eco: “Parisi per Milano? Un bel nome”.

Stefano Parisi, che non gode certamente di una grande fama mediatica, non è un nome pesante. Ciò potrebbe rappresentare uno svantaggio per il Centrodestra che, per poter battere la concorrenza di un sempre più probabile Sala vincitore delle primarie, deve piazzare un nome di un certo spessore. C’è anche da dire che la scelta non sembrerebbe essere definitiva, sono tutte ipotesi, dato che i leader del centrodestra si sono dati appuntamento a settimana prossima, dopo le primarie del Pd, per la scelta definitiva. Tuttavia, gli altri nomi plausibili non sembrano, dal punto di vista mediatico, essere più consistenti. Alessandro Sallusti dalle previsioni sui sondaggi non sembrerebbe godere di un largo consenso, stesso discorso per Lupi.

Stefano Parisi, originario di Roma ora direttore e amministratore di Chili tv (la nuova piattaforma di video e film ondemand), in un passato non troppo lontano è stato direttore generale di Confidustria ed amministratore delegato di Fastweb. Durante il suo periodo di amministrazione a Fastweb nel 2010 è stato coinvolto nel processo del Gp di Milano, che aveva portato all’arresto di Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb, poi assolto.

Ma come riporta Panorama: “Parisi è stato solo lambito dall’inchiesta Fastweb – Telecom Italia Sparkle. Destinatario di un avviso di garanzia, la sua posizione è stata archiviata la scorsa primavera. “Parisi si riteneva tradito dalla giustizia: “Sono stato perseguitato, ma a distanza di tre anni i giudici mi hanno dato ragione”.

Starà al Centrodestra fare i suo conti e scegliere il candidato migliore, ciò dipenderà, ovviamente, anche dai risultati delle primarie Pd.

Salvini & co devono tenere conto anche di Corrado Passera, candidato sindaco di Milano per IU (Italia Unica). Passera infatti potrebbe rappresentare un grande ostacolo in quanto si rivolgerebbe allo stesso elettorato di Parisi. Il fondatore di Italia Unica, inoltre, sta investendo molto sulla sua campagna elettorale, trovandosi a ricoprire un ruolo comunque centrale in queste amministrative. Il rischio è che a Milano il nuovo centrodestra si annulli completamente. Sarebbe una sconfitta mica da ridere, specialmente per Salvini che punta molto sul capoluogo lombardo.

Per le altre città la situazione sembrerebbe essere la medesima: a Bologna Berlusconi appoggia la candidatura di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte ha invitato i due leader a collaborare: “La prima cosa che Salvini e Berlusconi possono fare è mettersi d’accordo sulla mia candidatura a sindaco di Bologna. “Salvini d’altro canto ha risposto istantaneamente a Berlusconi: “Un candidato sindaco a Bologna esiste già e sta già lavorando”. Il nome è quello di Lucia Borgonzoni, appoggiata dalla Lega. 

Dunque anche qui, come a Milano, l’indecisione regna sovrana. Alla fine dei conti, il centrodestra si presenta alle amministrative sicuramente debole e privo di coesione. L’indecisione per la scelta dei candidati non è un fattore da sottovalutare; potrebbe infatti rappresentare un primo segnale di una crisi sempre di più distruttiva.

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