Amministrative: il ritorno del centrodestra. Flop del M5S

L’ultimo test elettorale prima delle politiche rimescola le carte e certifica un ritorno, quello del centrodestra, che recupera i voti in uscita sia dal Pd che dal Movimento Cinque Stelle, il vero sconfitto di questa tornata.

1.004 i Comuni chiamati al voto per elezioni amministrative. Affluenza di poco superiore al 60 per cento, sette punti sotto rispetto alla volta precedente. L’astensione cresce e fa statistica ma, per ora, non incide e non determina.

Il grosso di chi vota, continua a farlo, al massimo spostandosi da un partito all’altro, senza abbandonare l’arco costituzionale dei soliti noti. Dalle piazze non arrivano grosse fibrillazioni e chi si era adagiato sulla riva del fiume, vede passare decine di “cadaveri” eccellenti.

Il centrodestra è vivo mentre i grillini non riescono ad arrivare al secondo turno in nessuno dei comuni su cui nutrivano speranze. A Palermo, città simbolo della Sicilia che tanti considerano feudo del Movimento al Sud, ha vinto il sempiterno Leoluca Orlando, addirittura al primo turno.

Nella città di Orlando il dato dell’astensione è stato significativo: ha votato il 52,6% degli elettori, mentre nel 2012 era andato alle urne il 63,19%.

A Genova, città di Beppe Grillo, al secondo turno si sfideranno Marco Bucci, sostenuto da Forza Italia e affini e soprattutto dal presidente Giovanni Toti, e Giovanni Crivello del centrosinistra. Molto bassa l’affluenza in città, addirittura sotto il 50 per cento. Il candidato pentastellato ufficiale Luca Pirondini ha pagato lo scotto delle liti interne. Tonfo anche a Taranto.

Tra le bocciature, spicca per numeri e per significato politico quella di Giusi Nicolini, sindaco piddino di Lampedusa e vincitrice del Premio Unesco per la Pace, membro della direzione nazionale del partito, elogiata più volte da Matteo Renzi come amministratrice-simbolo nella gestione dell’emergenza immigrazione in Italia. Di parere evidentemente diverso i suoi concittadini che l’hanno palesemente sfiduciata: è arrivata terza, dietro a Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Le urne non hanno sorriso neanche al Pd che, con il suo arretramento, ha inciso sul dato dell’intero centrosinistra. In 13 comuni, al ballottaggio, è avanti il centrodestra: Asti, Como, Monza, Genova, Padova, Spezia, Piacenza, Rieti, Lecce, Taranto, Catanzaro, Oristano e Trapani.

I “dem” sono andati male anche a Taranto, nonostante l’apporto di Michele Emiliano: la candidata del centrodestra Stefania Baldassarri è davanti a tutti e il secondo partito della città è la Lega d’azione meridionale di Michele Cito. Renzi ha dovuto ingoiare un boccone amaro anche nella sua Rignano.

Ha invece più di qualche buon motivo per sorridere l’ex grillino ripudiato Federico Pizzarotti che a Parma andrà al ballottaggio contro il candidato di centrosinistra Paolo Scarpa.

Tornata indigesta anche per le liste di DemA, il movimento che richiama direttamente il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. A Portici, Torre Annunziata, Sant’Antimo e Melito, è andata molto male. Unica soddisfazione Arzano, dove Fiorella Esposito è arrivata al ballottaggio e DemA è la seconda lista della città con oltre il 15% dei voti validi.

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