rossella casini

Questa storia, almeno inizialmente, potrebbe essere paragonata a una favola o a una di quelle trame che vediamo nei film. Due ragazzi, un mostro da sconfiggere e l’amore. Ma, come ebbe a dire un sommo poeta, all’apparir del vero tutto crolla. O meglio, tutto è diverso da come sembra. Terribilmente differente. Ben presto torna alla mente una delle più grandi tragedie di William Shakespeare. Già, perché anche questo è un grande amore finito in tragedia, a causa dell’odio. Ma anche affermare questo è una verità parziale. Siamo difronte a una storia di un grande amore ma anche a miserabili assassini. Che non hanno ancora un nome, un cognome e un volto.

In quanti alzano la mano se ricordiamo il nome di Rossella Casini? Quanti sono a ricordare la sua triste e purtroppo breve esistenza terrena? Lei era una ragazza normale che credeva che la forza dell’amore potesse salvare il mondo. Anche chi, una volta dentro fino al collo in certi giri, diventa difficile da afferrare. Ecco, lei, fiorentina doc, bellissima con i capelli biondi e occhi azzurri, con tanti ideali e una pazza voglia di scoprire il mondo e le persone, figlia unica e studente di psicologia, era convinta che il suo profondo sentimento avrebbe salvato il suo uomo, che però aveva un problema. Era un affiliato della ‘Ndrangheta.

La sua vita cambia per sempre nel 1978. Ha solo 22 anni. Le accade una cosa bellissima, una delle più belle. Si innamora. Di un tale chiamato Francesco Frisina, un giovane calabrese che nella città degli Uffizi studiava Economia e commercio. Il loro amore è subito serio e autentico, tanto è vero che in brevissimo tempo anche i rispettivi genitori si incontrano e lei va più e più volte a Palmi, in Calabria, dove vive la famiglia Frisina. Rossella, però, ignora una cosa. La più importante. Il legame del suo uomo con la potentissima criminalità locale. Ma lei, ogni qualvolta scende in questo estremo Sud, capisce che qualcosa non va. E lo realizza ancora di più nel 1979, allorché il padre di Francesco è ammazzato in una imboscata e capisce che sta vivendo un vero e proprio dramma. Che la famiglia del proprio amato è nel bel mezzo di una guerra di ‘ndrangheta, scoppiata per il controllo del territorio.

Sempre quell’anno il giovane Frisina è vittima di un agguato, ma riesce a salvarsi soltanto grazie all’intervento di Rossella, che riesce a farlo trasferire a Firenze per curarlo meglio e averlo vicino. Ma lei, questa studentessa universitaria tanto innamorata riesce a fare anche un’altra cosa. Convincerlo che un’altra vita ci sarebbe pure. E Francesco abbandona la legge del disonore, la carriera criminale e abbraccia un’altra legge, quella della giustizia. Diventa, allora, un collaboratore di giustizia, confessa tutto quello che sa, fa scattare le manette a persone di spicco della manovalanza calabrese e li manda persino alla sbarra.

La giovane Casini, però, non sa che quel gesto tanto nobile sarà l’inizio della sua fine, perché “era finita in un groviglio di vipere dal quale non fuggì perché innamorata”, dirà il pubblico ministero Giuseppe Bianco. Accadono alcune cose strane. La più clamorosa è che il suo ragazzo ritratta tutto e finisce in cella. Il preludio alla fatidica data.

È il 22 febbraio 1981. Rossella è in procinto di tornare a casa dopo un ennesimo viaggio a Palmi. Scompare nel nulla, però, dopo un’ultima telefonata tranquillizzante alla famiglia. E diventerà un fantasma per oltre un decennio. Rispunta improvvisamente nel 1994, quando un collaboratore di giustizia rivela cose che danno un colpo terribile al cuore. La 24enne Rossella Casini è stata uccisa, fatta a pezzi e gettata in mare. A volerla finita sarebbe stata proprio la famiglia della persona che ha amato più di ogni cosa al mondo.

Già, sarebbe. Ed è un condizionale che mette tristezza. Perché a 38 anni di distanza nessuno sa chi è stato così crudele e meschino da sottrarla a una vita che era ancora tutta da vivere.

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