In questo articolo vi racconterò una breve storia da sapere per quando andiamo al Museo del Louvre ed osserviamo la celebre scultura di “Amore e Psiche” di Antonio Canova. L’opera, del 1788, è un capolavoro nella sua ricerca d’equilibrio. In questo squisito arabesco, infatti, le due figure sono disposte diagonalmente e divergenti fra loro. La disposizione piramidale dei due corpi è bilanciata da una speculare forma triangolare costituita dalle ali aperte di Amore.

La leggenda che ha ispirato quest’opera è narrata nelle Metamorfosi di Apuleio, uno dei più famosi romanzi dell’epoca classica (II Secolo d.C.). In questo testo si racconta la storia di Psiche, una giovane talmente bella da attirare su di sé l’invidia della dea Afrodite. Per questo motivo decise di inviare suo figlio Eros (o Amore) per farla innamorare dell’uomo più brutto e rozzo del mondo. Il giovane dio tuttavia commise un errore e, dopo essersi punto da solo con una delle sue frecce magiche, si innamorò perdutamente della fanciulla. Preso dalla passione, Amore disobbedì alla madre e rinchiuse Psiche in un castello magico andando a farle visita ogni notte, ma facendole giurare di non guardarlo mai in volto. La ragazza, incuriosita dallo strano divieto ed istigata dalle sorelle, ruppe il giuramento e spiò le sembianze del suo amante con una lampada ad olio. Amore, accortosi del tradimento, abbandonò la povera fanciulla alla più totale disperazione. Afrodite sottopose quindi Psiche a numerose e difficili prove per farla ricongiungere al suo amato. L’ultima prova fu di scendere sino agli inferi per chiedere a Proserpina, sposa di Ade, di darle una parte della sua bellezza. La dea consegnò a Psiche un’ampolla contenente un liquido soporifero che la fece cadere in un sonno profondo. Quando Amore venne a sapere delle crudeli prove che la sua amata aveva superato per lui, scese negli inferi e la risvegliò con un bacio.

L’artista decise di immortalare proprio il momento del bacio tra Amore e Psiche, raffigurandoli in quell’istante in cui si cingono in un eterno abbraccio ricco di delicata passione. Che Storia curiosa vero? Ora vi racconto qualcosa in più su Amore e Psiche di Canova. Ma non preoccupatevi: sarò breve…

Non tutti sanno che di “Amore e Psiche” esistono diverse copie, di cui solo due furono realizzate da Canova. La prima è conservata al Museo del Louvre di Parigi, mentre la seconda è all’Hermitage di San Pietroburgo. A chi erano destinate queste copie?

La prima copia di “Amore e Psiche” di Canova fu commissionata dallo scozzese Thomas Campbell. Il gruppo, tuttavia, fu presto acquistato da Gioacchino Murat e trasportato a Parigi. La seconda copia invece fu commissionata dal russo Nikolaj Jusopov, inviato dall’imperatrice russa per convincere lo scultore a trasferirsi alla sua corte. L’artista rifiutò l’incarico e rimase in Italia ma acconsentì a scolpire una seconda copia che poi venne trasportata a San Pietroburgo. Inoltre Adamo Tadolini, uno dei migliori allievi di Canova, ricevette dal maestro il permesso di scolpire altre copie di Amore e Psiche.

La scultura di Amore e Psiche di Canova ci sorprenderà principalmente per due motivi. Il primo è la dimensione: quando la si vede in foto sembra molto grande ed imponente mentre in realtà è di 155x168cm. La cosa positiva di questa scelta è che ci è possibile girare tutto intorno all’opera ed osservarla così da ogni angolazione possibile. La seconda ragione è che il marmo sembra vivo tanto che le carni appaiono morbide e non di pietra. La posa languida, un po’ teatrale, e la bellezza idealizzata tipica del neoclassicismo si fondono nella significativa espressività dei volti.

La pietra è splendidamente levigata e lucente oltre ad essere bianchissima. In quest’epoca si tendeva infatti ad esaltare il candore delle sculture perché si pensava che le antiche statue greche fossero bianche: per imitarle si cercava quindi di rendere la pietra il più possibile chiara. Ma era proprio così? In realtà sappiamo che la scultura classica era al contrario molto colorata. Non so a voi, ma per me immaginare Amore e Psiche tutto colorato fa davvero impressione! Per fortuna che Canova non aveva gli strumenti per sapere che le statue antiche fossero piene di pigmenti di colore!

Amore e Psiche influenzò notevolmente gli intellettuali dell’epoca in cui fu scolpita. Da alcuni fu fortemente criticata in quanto ancora “barocca” mentre da altri fu lodata. Ad alcuni ispirò persino dei sentimenti travolgenti, come accadde a Gustave Flaubert che confessò poi: “Non ho guardato nulla del resto della galleria; ci sono ritornato in diverse riprese e, l’ultima, ho baciato sotto l’ascella la donna in deliquio, che tende verso l’amore le lunghe braccia di marmo. E il piede! E la testa! E il profilo! Mi si perdoni, dopo molto tempo è stato il mio solo bacio sensuale; era qualche cosa di più ancora, baciavo la bellezza stessa“.

Questa Scultura è una delle più belle e popolari di tutta la storia dell’arte. Le statue di Canova hanno riportato i suoi contemporanei agli splendori delle antiche statue romane e greche, e proprio per questo, lo scultore è stato soprannominato “il nuovo Fidia”.
Vediamo anche perché è considerata il più grande capolavoro di Antonio Canova, scopriremo i particolari ed i dettagli che rendono eccezionale questo lavoro e altre informazioni utili ad avvicinarci a questo capolavoro e perché è così famosa.

Innanzitutto la data di produzione sta fra il 1788 ed il 1793, mentre le dimensioni sono pari a 155 cm di altezza come già descritto in precedenza. Mentre, come dicevamo, la storia di Amore e Psiche ci viene invece raccontata nell’Asino d’Oro (o Metamorfosi) di Apuleio. Sono molti i momenti di quella storia che la Scultura di Canova avrebbe potuto rappresentare al meglio, ma lo scultore ha scelto, tra le varie immagini di Amore e Psiche, proprio quella del bacio che sancisce la loro unione, e che segna il lieto fine per loro. Anche questa scelta non è del tutto casuale.

Era il 1788, e fu il colonnello John Campbell a richiedere esplicitamente una scultura raffigurante gli amanti di cui parla Apuleio. Lo scultore si mise immediatamente all’opera per realizzare una delle più grandi immagini di amore e passione, e così cominciò a studiare anche i precedenti lavori con protagonisti i due amanti. Scoprì un antico affresco di Ercolano, e guardandolo da vicino, ebbe la straordinaria intuizione per la posizione definitiva dei protagonisti della sua futura opera. Nel 1788 gli studi preparatori erano completati e l’opera di Canova era pronta per essere realizzata nel marmo. Nel 1793 la statua era completa, ma ci fu un problema: il colonnello Campbell, che aveva commissionato l’opera, non aveva abbastanza denaro per far trasportare il capolavoro in Inghilterra, e così venne acquistata da Gioacchino Murat, che la trasportò nel suo palazzo vicino Parigi. Nel 1808, tutti i beni di Murat vennero prelevati dalla Corona francese, e così anche l’opera di Antonio Canova Amore e Psiche divenne proprietà dello Stato, venendo trasferita al Museo del Louvre, dove si può ammirarla tutt’oggi.

Ora immaginiamo di guardare con attenzione questa scultura. L’istante “catturato” per sempre nel marmo è quello in cui il dio ha appena risvegliato con un bacio la sua dolce amante. Mentre lui le tiene dolcemente tra le sue braccia e la sorregge, lei si avvicina ad Amore tenendolo per la testa. Potete notare che le loro labbra, seppur vicinissime, ancora non si sono toccate, bloccate nell’eternità. Amore, per avvicinarsi alla donna, mette il ginocchio sinistro a terra e si avvicina alla protagonista e con la mano destra le regge il seno, simboleggiando il desiderio sessuale ma non osceno.

Avete notato che le ali di Amore sono spiegate? Si tratta di un particolare interessante, poiché sembra quasi che il dio sia atterrato per soccorrere la ragazza che era in grave difficoltà per via delle prove di Venere. In questa immagine di Amore si percepisce appieno il gusto neoclassico tipico di Canova: per far risaltare la perfezione delle forme ed il richiamo alle antiche statue greco-romane, i protagonisti sono completamente nudi e c’è solo un piccolo velo che copre il ventre di Psiche.

Ci sono anche altri elementi che rendono “Amore e Psiche” di Canova un eccellente esempio di scultura neoclassica: i movimenti dei due protagonisti formano una croce molto leggera. Immaginate di tracciare una linea che parte dall’ala destra del dio fino al suo piede sinistro e poi un’altra invece che ha la sua origine nell’altra ala di Amore e si conclude nel corpo di Psiche. Riuscite a vedere la X? Ho cercato di renderla evidente al meglio. Questa croce infatti è molto importante, poiché nel centro dove le due linee si intersecano, c’è anche il centro focale dell’opera, ovvero dove il nostro sguardo si posa appena davanti all’opera. Si deve poi anche sapere che le braccia di Psiche, posizionate in questo modo, formano due piccoli cerchi, i quali, nell’esatto punto in cui si toccano, ci sono le labbra dei due protagonisti che stanno per toccarsi. Anche questo ve li ho evidenziati, in modo che si possano meglio individuare tali dinamiche.

Canova non ha concepito questa straordinaria opera solo per essere guardata davanti: girandole attorno, si possono apprezzare molti dettagli interessanti. Se si va dietro ai due amanti, si può ammirare la faretra di Amore, in cui tiene le frecce che scocca per far innamorare i suoi obiettivi, poi ci sono anche i lunghi capelli della ragazza ed un piccolo vaso.

Già, ma cosa c’entra questo vaso? Come ricorderete dalla storia di Apuleio che prima vi avevo raccontato, Psiche affrontò una prova in cui fu costretta a scendere negli Inferi per prendere un po’ della bellezza di Proserpina. Per prendere questa “essenza” utilizzò un piccolo vaso, nel quale però, come ben immaginerete, la dea inserì ben altro, facendo cadere la ragazza in un profondo sonno. Ecco, il vaso realizzato da Canova è proprio quello che la ragazza utilizzò per completare l’ingannevole prova.

Si tratta di una statua straordinariamente complessa nella sua semplicità: i dettagli in marmo dimostrano la grande abilità dello scultore, il quale, nonostante la perfetta resa di ogni singolo particolare, vuol farci notare che la cosa più importante è il bacio che stanno per scambiarsi i due ragazzi. Scolpendoli in questa posizione, Canova vuole coinvolgerci nel profondo abbraccio che avvolge i due amanti, facendoci “immergere” completamente nell’opera. Tutto ciò è una piccola parte di quello che si deve conoscere quando ci troviamo davanti a questo straordinario capolavoro.

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