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C’è aria di tempesta a Quarto. Nel Comune amministrato da Rosa Capuozzo, il sindaco espulso a gennaio 2016 dal Movimento Cinque Stelle, dopo che la sua amministrazione era stata travolta da un’inchiesta della procura partenopea su presunte infiltrazioni camorristiche, sarebbero state esercitate “illegittime pressioni” da parte del consigliere comunale Salvatore Di Mare su personale e funzionari del settore Patrimonio.

La vicenda, oggetto anche di un dettagliato esposto presentato in Procura dal consigliere comunale dimissionario grillino Ferdinando Manzo, viene seguita con la massima attenzione da Salvatore Piccolo, deputato del Pd e componente della Commissione Antimafia, che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti.

“Fare luce su quanto sta avvenendo al Comune di Quarto in relazione sia ad un grave episodio segnalato per iscritto da un funzionario del Comune, sia ad un esposto alla Procura di un consigliere comunale dimissionario”. Lo chiede Salvatore Piccolo, deputato del Pd, componente della Commissione Antimafia, primo firmatario di una interrogazione al Ministro dell’interno, insieme ai deputati Manfredi, Di Lello, Tartaglione, Carloni, Impegno, Valente, Palma, Palladino, Famiglietti e Cuomo .

“Nei giorni scorsi, si legge nell’interrogazione, alcune forze politiche hanno denunciato pubblicamente ‘illegittime pressioni’ del consigliere comunale Salvatore Di Mare su personale e funzionari del settore Patrimonio.  La vicenda riguarda la vendita degli alloggi ex demanio ai 174 assegnatari, tra i quali figura lo stesso Di Mare. La sindaca Capuozzo ha parlato ‘di illazioni’ infondate sostenendo che attendeva di conoscere ‘prove documentali inoppugnabili’. Le sue affermazioni a difesa del Di Mare risultano clamorosamente smentite dall’inequivocabile contenuto della segnalazione scritta del 4/10/2017 (prot. Gen. n.0034341) con la quale il responsabile del Patrimonio, Aniello Mazzone, denunciava i ‘comportamenti tenuti nei confronti dello scrivente e del personale in servizio nel Settore da parte del consigliere comunale Di Mare, ‘che hanno ingenerato un clima di poca serenità nello svolgimento delle mansioni di ufficio’ e lo hanno indotto  a chiedere di ‘essere sostituito ad horas nella sua qualità di Responsabile del settore Ici- Patrimonio’. La Giunta municipale, in data 8/11/2017, non volendosi assumere la responsabilità di sostituire il funzionario, in relazione ai fatti da lui denunciati, ha risolto surrettiziamente il problema provvedendo, con delibera 162, a modificare la macrostruttura organizzativa dell’Ente”.

“A questo episodio, continua il dem Piccolo, si aggiunge l’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Napoli, in data 2/11/2017, dal consigliere comunale dimissionario del movimento Cinque stelle, Ferdinando Manzo, nel quale si riferisce che la sindaca Capuozzo era stata tempestivamente informata da lui stesso, durante la campagna elettorale, della situazione che riguardava l’ex consigliere Cinque stelle Giovanni De Robbio, poi indagato dalla Dda per presunti accordi elettorali con esponenti del clan Polverino”.

Rosa Capuozzo, secondo quanto si legge nell’esposto, disse a Manzo, per iscritto, “di stare tranquillo perché sapeva tutto in quanto Giovanni agiva dietro sue direttive e che comunque controllava tutto e tutti”.

Ancora più inquietante è un altro passaggio messo nero su bianco dal consigliere dimissionario: “Addirittura mi disse, sempre scrivendo, che lei doveva raccattare tutti i voti possibili e che aveva bisogno dell’aiuto di De Robbio”.

“Sono circostanze molto gravi, conclude il parlamentare, che esigono un rigoroso approfondimento da parte di tutte le Autorità competenti”.

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