Andrea Carletti, del Pd, è stato sospeso dalla carica di sindaco di Bibbiano, da quella di consigliere provinciale e dalla delega alle politiche sociali che aveva all’interno dell’Unione dei comuni della val d’Enza. A stabilirlo, con decreto, è stata la Prefettura di Reggio. Una decisione legata alla misura cautelare disposta per il primo cittadino.

Carletti si trova al momento agli arresti domiciliari ed è accusato di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Secondo i magistrati il sindaco avrebbe affidato alcuni spazi comunali a un’associazione coinvolta nell’inchiesta in maniera non regolare.

Il “dem” ha ricevuto anche un’altra brutta notizia. Il gip Luca Ramponi ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari avanzata dall’avvocato difensore Giovanni Tarquini il giorno dell’interrogatorio di garanzia. Per il giudice, l’impianto accusatorio che ha portato il sindaco, ora sospeso, ai domiciliari rimane in piedi e continua a sussistere il rischio dell’inquinamento delle prove.

Intanto il Pd ha deciso di costituire un pool di legali per difendere la sua immagine del Pd. Una squadra di avvocati ha avviato infatti azioni legali a tutela del partito e della sua comunità, “infangati da numerosi attacchi perpetrati sui social allo scopo di creare un’equazione tra i casi di cronaca di Bibbiano e le polemiche sui migranti seguite al caso Sea Watch”.

Una scelta, quella del partito di Zingaretti, che sta facendo discutere molto. L’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ ha fatto emergere logiche e condotte orribili nel sistema di affidamento dei bambini ad altre famiglie. Se le accuse fossero confermate, ci troveremmo di fronte ad un grosso giro di mercificazione dell’infanzia. E’ questo il vero scandalo. Il Pd e le associazioni che per vicinanza politica o ideologica agli accusati, gridano allo sciacallaggio, farebbero bene a pensare innanzitutto ai bambini e alle loro famiglie, uniche e vere vittime di un inferno spacciato per modello evoluto di tutela dell’infanzia.

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