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putin apec 2017

Nel corso del Summit dell’APEC in Vietnam c’è stato il tempo per i leader di Russia e Stati Uniti di avere un colloquio informale. Vladimir Putin e Donald Trump nell’originale mise tradizionale vietnamita si sono stretti la mano e hanno affrontato alcuni temi dell’attualità internazionale.

Donald Trump nella consueta conferenza con i giornalisti e inseguito all’incontro con presidente russo, è tornato sul Russiagate. Il tycoon ha dovuto ricorrere ad alcune giravolte retoriche per non sconfessare gli apparati amministrativi degli Usa, ma ha sostanzialmente dichiarato di credere a Putin quando dice che Mosca non ha mai interferito con le elezioni americane dello scorso anno.

“Io sostengo – ha rivelato Trump alla stampa – i nostri apparati di intelligence quando parlano dell’influenza della Russia alle scorse elezioni presidenziali”. Trump aveva poche ore prima dichiarato alo stesso tempo frasi in difesa del presidente russo Putin: “ogni volta che vedo Putin mi dice di non c’entrare nulla con le attività di hackeraggio delle scorse elezioni”. Una giravolta del presidente americano, che testimonia tutte le sue difficoltà nel sostenere le idee politiche per il quale è stato eletto, soprattutto a causa delle pressioni che il cosiddetto Deep State gli sottopone da quando è entrato alla Casa Bianca.

Il presidente Usa e i suoi diplomatici hanno anche più volte rilasciato dichiarazioni in direzione di una collaborazione tra Mosca e Washington sulle principali crisi politiche internazionali, tuttavia è sembrato abbastanza palese che soltanto sulla questione siriana sia riscontrabile un punto di contatto tra le due amministrazioni. Durante il summit è stato infatti redatto un documento congiunto sulla Siria che impegna i due paesi nella lotta contro il terrorismo, nessun accordo è invece stato trovato su temi come l’Ucraina e la Nord Corea. Su quest’ultima come sappiamo gli Usa continuano a fare pressioni sulla Cina, mentre i russi sostengono un piano alternativo proprio con Pechino su una soluzione che preveda una collaborazione economica e commerciale tra la Corea del Nord e gli altri paesi dell’area del Pacifico.

Nessun passo avanti quindi nei rapporti tra la nuova amministrazione Usa e la presidenza Putin, nonostante alcune agenzie abbiano provato a far credere il contrario pubblicando virgolettati del presidente russo di dubbio riscontro, dove avrebbe manifestato la propria soddisfazione per l’incontro con il presidente Usa. A mettere altro pepe sul difficoltoso rapporto tra Mosca e Washington ci ha pensato il Senatore McCain, che ha biasimato il comportamento di Trump: “ormai le opinioni di un ex agente del KGB hanno la meglio su quelle della nostra intelligence” ha dichiarato il repubblicano, acerrimo nemico del tycoon.

D’altro canto per Mosca l’APEC ha un’importanza che ha reso il summit prioritario rispetto alle altre tematiche, che interessano molto la stampa e l’opinione pubblica di massa, ma meno gli interessi economici e strategici del paese eurasiatico.

Putin ha infatti redatto alla viglia del Summit un documento scritto di proprio pugno che illustrava l’importanza che una regione come quella rappresentata dall’APEC può avere per una potenza eurasiatica come la Federazione Russa, soprattutto guardando al cosiddetto Far East russo, regione piena di risorse che da anni è un punto di riferimento per gli intrecci geoeconomici che il territorio ha costruito con i paesi sia dell’Estremo Oriente che del Sud-Est asiatico.

Secondo il presidente russo l’area dell’Asia-Pacifico può diventare un mercato proficuo per l’alta tecnologia. Inoltre, mentre Trump ha invitato i vietnamiti a comprare più prodotti Made in Usa, la Russia, attraverso Putin, ha auspicato che si formi finalmente un mercato libero dell’area, per il quale i russi avrebbero in mente un modello simile a quello del Belt Road cinese a all’Unione Economica Eurasiatica dei russi stessi. Area nella quale la posizione dell’Estremo Oriente russo con le sue risorse e i suoi porti avrebbe una rilevanza fondamentale per i commerci ad esa connessi.

Infine nella sua missiva il presidente russo ha sottolineato come negli ultimi anni l’import-export della Russia nei confronti dei paesi dell’APEC sia aumentato considerevolmente. È chiaro, quindi, come in questa occasione a Vladimir Putin interessassero gli incontri con Xi Jinping e Tran Dai Quang, piuttosto che uno dei poco proficui incontri con il nemico-amico Trump.

UN COMMENTO

  1. Questa vicenda dimostra ancora una volta la diversa statura politica tra Putin e Trump , che e’ andato solo a fare il piazzista in asia dei prodotti americani,mentre Putin e’ andato a parlare di politica e di nuove strategie in Asia.
    D’altronde separano secoli di storia tra stati uniti d’America e Russia.
    E questa di differenza si vede in maniera evidente soprattutto ora con Putin alla guida della federazione russa.

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