Aquarius

Nelle ultime 48 ore, a causa dell’affaire Aquarius, e della fermezza mostrata da Salvini, stiamo assistendo a uno spettacolo surreale. Da una parte, il pianto greco delle sinistre condito del solito razzismo a base di “poi senza immigrati, i pomodori chi li raccoglie?”

Dall’altra, al naufragio (questo sì, reale) della sedicente solidarietà europea, e dei finti mea culpa, come quello della Merkel che, appena pochi giorni fa, ammetteva che l’Italia era stata lasciata sola sul fronte dell’immigrazione, e che l’Europa doveva fare di più.

Angela Merkel

La stessa Europa che, per inciso, blindava i propri confini a Ventimiglia (Francia) ci metteva il filo spinato (Austria), o direttamente sparava ai clandestini (Spagna, in particolare nelle exclave marocchine di Ceuta e Melilla). Ebbene, questa Europa che, per bocca della sua vera sovrana, la Merkel (non ce ne vogliano i poveri belgi) prometteva di cambiare rotta, continua a fare orecchie da mercante.

Sono piovute critiche e insulti, anche pesanti, da tutti i Paesi europei, compresa dalla Francia che respinge i clandestini a Ventimiglia, e fa i blitz a Bardonecchia, ma nessuna azione concreta.

I maltesi dicono di aver offerto alla Aquarius i propri porti; la nave scafista, pardon umanitaria, nega. Gli spagnoli proclamano a gran voce che prenderanno loro i clandestini, ma la nave si rifiuta di andare in Spagna, preferendo continuare a girare in tondo a Malta e nei pressi della Sicilia.

Poi pare che gli spagnoli comunque siano disposti a prendere solo un decimo del carico umano, e comunque la ONG proprietaria della nave rifiuta di farli sbarcare in Spagna, dicendo che ci vuole troppo tempo a raggiungerla. Mentre, ovviamente, girare in tondo non è una perdita di tempo.

Ecco cosa scriveva la Repubblica solo un anno fa

 

Ovviamente, ciò ha scatenato le reazioni scomposte dei soliti noti: soubrette, cantanti più o meno sconosciuti, cabarettisti, comici, intellettuali un tanto al chilo, giornalisti mainstream, politici trombati, opinionisti per tutte le stagioni, sindacalisti da tempo immemori dei lavoratori, e falliti di ogni tipo e specie. Immancabile, in un Paese in cui la laicità viene invocata solo a convenienza, l’intervento della CEI.

Quest’ultima, per bocca del cardinal Ravasi, ha permesso l’ennesima mutazione del benpensante italiano. Mentre, fino a qualche settimana fa, quest’ultimo si dilettava col costituzionalismo, cercando precedenti per il mezzo golpe (poi fallito) di Mattarella, adesso si cimenta con una nuova maschera, decisamente rara alle nostre sonnacchiose latitudini, e del tutto inedita sulla sponda sinistra: quella del predicatore biblico.

Da ieri, milioni di mangiapreti si sono affrettati a raddrizzare i crocefissi che tenevano rovesciati sin dai tempi dell'”odiato” Papa Ratzinger, e hanno cominciato a vomitare sui social frasi estratte a caso dalla Bibbia, attaccando tutti i contrari all’immigrazione selvaggia, accusandoli di essere pessimi cristiani.

Il che è un esempio di involontaria comicità: quando il Papa precedente osava dire la sua su aborto e relativismo, il benpensante laicista folgorato sulla via… di Malta, si affrettava a sottolineare (giustamente) che il nostro è un Paese laico, e che il parere della Chiesa, in materia politica, non deve avere alcun peso. Di colpo, quest’orda di spiriti liberi, di atei, di orgogliosamente scientisti e anticlericali, si è trasformata in un misto tra una setta evangelica americana della Bible Belt,  e i pasdaran iraniani.

E così non sono mancati richiami a Padre Pio, a Gesù, ai santi, al Vangelo, da parte di chi, fino a ieri, esaltava le vignette blasfeme del Charlie Hebdo, e voleva rimuovere non solo i crocefissi, ma pure tutti i cattolici.

Inutile dire che i soliti Orlando, Accorinti (ormai ex sindaco) e De Magistris – in una grottesca riedizione del Regno delle Due Sicilie – si sono affrettati a proclamare che i loro porti erano aperti, come se la decisione spettasse a loro. O che Saviano abbia tirato fuori il solito pianto greco a base di antirazzismo e reductio ad Hitlerum.

Ed è anche inutile far notare la doppiezza delle sinistre, PD in testa, che quando al governo c’era Berlusconi, se ne uscì così.

Del resto, lo stesso PD (allora PDS) non ebbe nulla da ridire quando vennero chiusi i porti alle navi provenienti dall’Albania. Certo, a chiuderli non fu quel razzista di Salvini, ma quel sincero democratico di Napolitano, quindi va bene così.

Giuliano Ferrara, noto sostenitore delle politiche umanitarie israeliane, ha addirittura invitato il presidente Mattarella a ordinare il salvataggio dei clandestini, e poi si è rivolto a tutti i giuristi d’Italia invitandoli a denunciare Salvini e a “fermare il bullo.”

Come disse qualcuno, in Italia “la situazione è grave, ma non seria.”

Giorgio Napolitano da Ministro degli Interni non si vergognava certo di respingere i barconi clandestini dall’Albania.

Passiamo quindi ai fatti del giorno.

La nave Aquarius – grazie alla quale, da circa 48 ore, i 4/5 degli italiani sono diventati esperti di Bibbia, diritto navale, e perfino di navigazione – con a bordo un carico di clandestini raccolti in Libia, raggiunge le acque maltesi, ma invece di attraccare, fa quello che hanno sempre fatto le altre navi negriere con i precedenti governi: punta dritta sull’Italia.

Colpo di scena: il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che sulla questione clandestini si gioca faccia e carriera politica, decide di chiudere i porti. Le motivazioni? Per le leggi e gli accordi internazionali, il carico umano va depositato nel più vicino porto sicuro. A ben vedere questo doveva essere in Tunisia, ma ormai è uno di quelli maltesi, non certo nel nostro Paese. Malta reagisce in maniera confusa, e prima accusa l’Italia, poi dice di aver aperto i porti, ma che il capitano dell’Aquarius si è rifiutato di usarli, poi minaccia denunce contro il nostro Paese.

In ogni caso, il capitano della nave negriera si è rifiutato di scegliere altre destinazioni che l’Italia, adducendo prima il cattivo tempo (ma su Malta il cielo era sereno) poi la mancanza di viveri e la presenza di donne e bambini. Allora il nostro Paese ha inviato delle navi di soccorso, rifornendo la Aquarius e offrendo di farsi carico di donne e bambini, ma la nave si è perfino rifiutata di rispondere, o perché non era vero che a bordo vi siano donne e bambini, o perché consegnarli alla Guardia Costiera avrebbe voluto dire che il committente del viaggio avrebbe ricevuto merce (perché di questo si tratta) in quantità inferiore a quanto pattuito, e di conseguenza anche il compenso sarebbe stato inferiore.

Cinismo? Cattiveria? No, semplice buon senso: ci sono, ormai è risaputo, numerosi interessi economici (e non) legati allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Fu lo stesso Buzzi, uomo del PD, a dire “i clandestini rendono più della droga.” Ma concediamo il beneficio del dubbio alla Aquarius e a Medici senza frontiere – la ONG proprietaria della nave. Supponiamo che Malta fosse troppo piccola, supponiamo quello che si vuole. A un certo punto, però, la Spagna ha dato la disponibilità ad aprire i propri porti alla nave.

Al che è successo qualcosa di strano: il razzista e spietato Salvini ha esultato, mentre gli umanitari, a parole preoccupati delle sorti dei clandestini, hanno reagito con rabbia, e con i soliti insulti contro il nostro Paese. Salvini esulta, proclamando la vittoria, e tale è, infatti. “Battere i pugni sul tavolo aiuta” dice il Ministro dell’Interno. Anche il suo collega alle Infrastrutture, Danilo Toninelli sottolinea che il business dell’immigrazione va fermato.

Storia finita? No, perché la Aquarius da allora, e sono passate circa 24 ore, è ferma dalle parti di Malta, sostenendo che il viaggio fino alla Spagna (la Spagna, non il Costa Rica o l’Australia) sia troppo lungo.

Facciamo un passo indietro.
Nell’immaginario collettivo dei benpensanti, la Auqarius è una specie di grosso gommone, sul punto di affondare. Ecco com’è per davvero questa nave, un tempo appartenente alla flotta militare tedesca.

 

Una nave solida, in ottime condizioni, come ribadito da più parti. E’ atta alla navigazione oceanica, ma il capitano indugia per 24 ore, sostenendo che le 60 ore per arrivare in Spagna siano troppe. Il che cozza con quanto fatto credere dalla sinistra, dalla Cei e dalle ONG, e cioè che la nave fosse sul punto di affondare: tu stai affondando, e stai fermo per tutto questo tempo, invece di puntare sul primo porto che ti ha dato la disponibilità?

La UE o tace o balbetta cose senza senso. La Francia, la stessa Francia che respinge le donne incinta, che fa i blitz a Bardonecchia, e che da tempo ha sigillato le frontiere, accusa il nostro Paese di atteggiamento vomitevole, di inumanità, di inciviltà. Sul tema, un giudizio equilibrato è stato dato da Enrico Mentana.

 

Per inciso, la Francia ha chiuso i propri porti, compresi quelli della Corsica, che pure sarebbero stati ottimi.

Analogo atteggiamento da parte di Spagna e Malta, con tanto di minacce di azioni penali presso le corti internazionali. La Spagna, giova ricordarlo, ha messo il filo spinato nelle sue exclave in Marocco (Ceuta e Melilla) e addirittura usa cannoni ad acqua e proiettili di gomma contro gli immigrati che provano a passare. Questo quando va bene. In altri casi hanno usato proiettili veri. Come testimonia un articolo di qualche tempo fa de Il Fatto Quotidiano.

Dal canto suo, il Ministro dell’Interno tedesco, da tempo in rotta di collisione con la Merkel, proprio sulla questione migratoria, si è congratulato con Salvini, il quale a sua volta si è detto in perfetta sintonia col suo omologo tedesco. Il terzo partito tedesco, l’AFD, si è addirittura congratulato con un “Grazie Mille!” (in italiano) per la fermezza nel chiudere i porti ai clandestini.

Nelle ultime ore, è infine cominciato il trasferimento di alcuni dei clandestini sulle navi italiane, che dovrebbero portarli in Spagna, assieme al resto, che rimarrà a bordo della Aquarius fino all’arrivo a Valencia.

Tutto è bene quel che finisce bene? Non è finita per nulla: ci sono decine di navi che – adesso o nei prossimi giorni – tenteranno l’impresa non riuscita alla Aquarius. E nel frattempo continueranno le manovre delle opposizioni e del clero per cercare di spaccare la coalizione di governo, facendo leva sull’ala più sinistra del Movimento 5 Stelle. Manovra che comunque probabilmente è destinata al fallimento, non fosse altro che le opposizioni sono comunque le prime ad avere il terrore di andare al voto, specie su un tema come questo.

 

Massimiliano Greco

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