La Procura di Catania ha formulato la richiesta di archiviazione nei confronti di Salvini per la vicenda della Diciotti. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una diretta Facebook.

“Sarò assolto o indagato?”, si è chiesto il capo politico della Lega prima di aprire la busta gialla ricevuta.

“Pare che il ministro dell’Interno non sia un delinquente. La giornata inizia bene. Da persona libera e non più indagata torno al mio lavoro”, commenta Salvini dopo aver appreso la richiesta di archiviazione della Procura di Catania nei suoi confronti sul caso della nave Diciotti.

 

Mi è arrivata ora in ufficio una busta chiusa dalla Procura di Catania: sarò assolto o indagato???Dai che la apriamo insieme!Intanto buon Ognissanti a tutti voi Amici, e un abbraccio particolare a chi lavora.

Posted by Matteo Salvini on Thursday, November 1, 2018

 

La procura, si legge nel documento firmato dal procuratore Carmelo Zuccaro, letto da Salvini in diretta Fb, “ha trasmesso al collegio per i reati ministeriali presso il tribunale di Catania gli atti relativi al procedimento penale” per il reato di sequestro di persona ipotizzato dal procuratore di Agrigento Patronaggio per i fatti avvenuti tra il 20 e il 25 agosto. Il collegio ha dichiarato la propria “incompetenza per territorio” e ha disposto la trasmissione degli atti alla procura di Catania “per il tramite di quella di Palermo”. “Nel trasmettere gli atti”, Zuccaro ha “formulato richiesta motivata di archiviazione”.

”È una buona notizia, i gufi dei centri sociali saranno abbacchiati. Pare che il ministro dell’Interno non sia un delinquente, pare sia assolto dal reato di sequestro aggravato e continuato di persona. Dai, sono innocente”, ha aggiunto Salvini.

Alla procura di Catania hanno smontato il teorema accusatorio di Patronaggio, a cui si erano aggrappati il Pd e la sinistra parlamentare e di piazza per cercare di recuperare spazi politici che l’elettorato non gli riconosce più. Non manca chi, alla luce della richiesta di archiviazione, teorizza deliranti connessioni tra lo “scagionamento” del titolare del Viminale e l’inchiesta condotta dal procuratore di Catania che aveva fatto emergere le condotte opache di alcune ong.

“Il ritardo nel fare scendere i migranti dalla nave Diciotti ormeggiata al porto di Catania, ha spiegato Zuccaro, è giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale per il principio della separazione dei poteri, di chiedere in sede europea la distribuzione dei migranti (il 24 agosto si è riunita la commissione europea a Bruxelles), in un caso in cui secondo la convenzione Sar internazionale sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro”.

“Ma il procuratore di Agrigento perché ha indagato? Quanto è costata questa inchiesta? Quante persone ha coinvolto? Quanti uomini delle forze dell’ordine sono stati allertati per un reato che non esisteva?”, si chiede il ministro dell’interno mentre rilegge e sottolinea la richiesta di archiviazione della Procura. “Sono innocente, esclama, potevo e dovevo bloccare gli immigrati”.

“Spero che sarà accolta questa richiesta motivata”, chiosa il leader del Carroccio. Ora il tribunale dei ministri avrà novanta giorni per decidere. Anche se va ricordato che i giudici di Palermo avevano già messo nero su bianco che il vice premier, nel gestire il caso della Diciotti, aveva “tutelato l’interesse nazionale”.

Il leader del Carroccio ha anche invitato gli italiani alla mobilitazione, esortandoli a riempire piazza del Popolo a Roma, il giorno 8 dicembre, con un mega selfie finale da inviare a Juncker, presidente della Commissione europea, per fargli capire che l’Italia ha scelto di “crescere, correre e lavorare”.

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