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Argomento: Theresa May

Brexit: arranca il dialogo fra Theresa May e Jeremy Corbyn, mentre i Comuni votano contro il No Deal

Brexit: nessun accordo May Corbyn

La situazione di caos che la politica inglese sta vivendo in questi giorni non sembra migliorare. Tanto i conservatori quanto i laburisti, sul tema Brexit, sono infatti profondamente divisi anche al loro interno e l'impressione generale è che si tiri a campare fino a ritrovarsi a dover fare le Europee, costringendo almeno per un bel po' l'Inghilterra a rinunciare alla Brexit.

Inghilterra: questa Brexit “non s’ha da fare, né domani né mai”

Con l'ultima votazione alla Camera dei Comuni, l'Inghilterra precipita nel caos politico ed istituzionale, con un governo a cui nessuno più ripone fiducia, cominciando dallo stesso Parlamento, e senza la capacità da nessuna parte di individuare una soluzione su come condurre la Brexit.

Brexit: Theresa May verso la proroga, a costo di distruggere anche la sua carriera politica

Pur di scongiurare la Brexit, o quantomeno di ritardarla il più possibile, Theresa May è disposta persino a sacrificare la propria popolarità e carriera politica. Ciò però può solo rafforzare le incognite per il prossimo futuro, anziché dissiparle. Forte è il nervosismo in Europa, ed in particolare in Germania, mentre l'Italia recupera, in questo scenario, un piccolo spazio d'iniziativa che andrà però gestito oculatamente.

Brexit, il governo May perde pezzi, Farage annuncia protesta

Nigel Farage

Nell'esecutivo May quinto abbandono dell'incarico a causa dei contrasti con il premier sulla Brexit. Intanto Farage promette battaglia in una quattordici giorni di proteste: "Leave means leave" lo slogan dell'ex leader dell'Ukip.

Brexit, Regno Unito e Theresa May nel caos

Theresa May

Allo scadere dei due anni dall'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, manca un accordo tra il Regno Unito e l'Ue sulla Brexit. Per Londra c'è il rischio di cadere nel caos politico e istituzionale. Bruxelles si dice favorevole a un'estensione dei trattati, mentre alcuni partner europei spingono per un accordo definitivo. E spunta l'ipotesi di un secondo Referendum.

Londra, il parlamento affonda il piano Brexit di Theresa May: a rischio il suo premierato

Con 432 no e 202 sì, il governo di Theresa May s'è ritrovato senza una maggioranza al parlamento di Westminster, ed il suo piano per una soft Brexit, concordato a novembre con l'UE, è stato dunque silurato. Ora sulla premier inglese grava la minaccia di una mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn, e non sono impossibili anche in questo caso sorprese dell'ultimo minuto.

Tra favorevoli e contrari alla Brexit, per Theresa May si prospettano giorni duri

Col suo governo sempre più traballante e la sua leadership nel Partito Conservatore messa sempre più in discussione, il futuro di Theresa May non sembra dei più rosei. La bocciatura del suo accordo sulla Brexit, peraltro, potrebbe concludere in maniera irrevocabile la sua biografia politica.

Incontro Trump-Putin: scoppiano le proteste in America

Donald Trump e Putin, bilateral a Helsinki del 17 luglio 2018

Il 16 luglio, a Helsinki, si è tenuto il primo incontro ufficiale tra Donald Trump e Vladimir Putin. I due leader hanno discusso di diverse questioni, come il Medio Oriente, il nucleare e il Russiagate. Proprio quest'ultima, però, ha fatto infuriare gli americani.

Ecco perché nessun deposito di armi chimiche è stato colpito in Siria

Armi chimiche Siria

Donald Trump e gli alleati europei hanno addotto come motivazione dell'aggressione alla Siria, l'obiettivo di distruggere i depositi di armi chimiche. Scientificamente però la tesi delle cancellerie occidentali non regge: tentare di disinnescare le armi chimiche con dei missili da crociera non è la metodologia adatta.

Siria: Trump volubile, da Mosca parole di scherno sul presidente Usa

Putin, Trump

Donald Trump ritratta i suoi propositi di guerra alla Siria, mentre il presidente francese Macron, come nel 2011 Sarkozy, spinge per l'attacco bellico contro Assad. Da Mosca si fa ironia: "I rapporti internazionali non dovrebbero dipendere da come ci si sveglia la mattina".

   

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