Ucraina: laboratori Usa

Sullo sfondo della pandemia di Coronavirus, le pubblicazioni riguardanti le attività dei bio-laboratori statunitensi hanno iniziato ad apparire sempre più spesso sulla stampa ucraina. Questi laboratori sarebbero stati creati nei territori dell’Ucraina e della Georgia e avrebbero agito secondo il principio di extraterritorialità, ovvero non rispettando le leggi di questi Paesi.

Informazioni su questi laboratori sono apparse da diversi anni sui media di Ucraina, Georgia e Russia, ma lo scoppio del coronavirus ha posto un’enfasi su questo fenomeno. Inoltre, i governi di Ucraina e Georgia, legati agli Stati Uniti, hanno evitato di rispondere a domande scomode. I giornalisti del principale quotidiano dell’opposizione in Ucraina, Strana, hanno avviato un’indagine indipendente, ma sia loro che il giornale hanno ricevuto minacce. L’interesse di questi giornalisti era volto a tentare di capire se le attività di questi laboratori fossero correlate alla preparazione di armi biologiche. I giornalisti hanno anche pubblicato documenti che affermano che il Pentagono avrebbe finanziato i laboratori di Kharkov e Dnepropetrovsk. Il primo di questi avrebbe ricevuto 1,5 milioni di dollari e il secondo 2 milioni, dal 2010 al 2012.

Secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano Strana “nel gennaio 2016 a Kharkiv (la seconda città più grande in Ucraina – ndr) 20 militari sono morti a causa di un virus simile all’influenza, e oltre 200 sono stati ricoverati in ospedale. Due mesi dopo, 364 decessi sono stati registrati in Ucraina”. Stando alle analisi dei giornalisti del quotidiano, autori della pubblicazione, il lavoro dei laboratori potrebbe essere volto a creare armi batteriologiche (vietate dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 1972) in alcune regioni del mondo. Il timore è che quest’arma possa essere potenzialmente diretta contro i russi, il che spiegherebbe l’apertura dei laboratori in Ucraina, la cui popolazione è etnicamente quasi indistinguibile dalla popolazione russa.

A seguito dei giornalisti indipendenti, anche alcuni politici dell’opposizione si sono uniti alle indagini. Il 14 aprile scorso, il deputato della Verkhovna Rada Viktor Medvedchuk, leader del partito Piattaforma di opposizione – Per la Vita e il suo collega Renat Kuzmin, ex vice procuratore generale dell’Ucraina, hanno inviato una richiesta di chiarimenti al presidente Volodymyr Zelensky. In un appello al presidente, i due politici, facendo riferimento alle pubblicazioni di media serbi e bulgari, hanno riferito che gli Stati Uniti avrebbero più di 400 laboratori batteriologici in tutto il mondo, di cui almeno 15 in Ucraina. Solo gli americani lavorano lì e il Pentagono li finanzia. I laboratori si trovano a Odessa, Vinnitsa, Uzhgorod, Lviv (3), Kiev (3), Kherson, Ternopol e non lontano dalla Crimea e Lugansk.

Allo stesso tempo, secondo gli autori dell’appello, le autorità ucraine hanno già riscontrato violazioni nel lavoro dei laboratori che potrebbero aver portato ad una fuoriuscita del materiale dai laboratori. Zelensky non ha risposto ai deputati e i suoi impiegati hanno inoltrato l’appello all’Ambasciata americana.

Il 24 aprile scorso, UNIAN, una delle principali agenzie di stampa ucraine, ha pubblicato materiale che per la prima volta fornisce risposte ufficiali ad alcune delle domande poste: “L’altro giorno, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina ha risposto a una dichiarazione dei deputati di Piattaforma di opposizione – Per la Vita, Renat Kuzmin e Viktor Medvedchuk, che hanno inviato una richiesta a Volodymyr Zelensky riguardo a 15 laboratori biologici americani in Ucraina che sono supervisionati dal Pentagono”. Il documento citato dalla pubblicazione (accordo tra il governo ucraino e il Pentagono del 2005) contiene la clausola: “Le parti hanno concordato di mantenere segrete le informazioni sui risultati delle loro attività”. La pubblicazione UNIAN contiene schermate di documenti e mappe della posizione dei laboratori segreti statunitensi in Ucraina. Tutti questi risultati sono stati ottenuti grazie al lavoro dei giornalisti bulgari e dei giornalisti ucraini di Strana.

Il giorno prima, sulle pagine della stessa pubblicazione, l’Ambasciata degli Stati Uniti aveva commentato il lavoro dei laboratori americani in Ucraina. In questo commento, i diplomatici americani hanno parlato in dettaglio e con fervore della cooperazione tra organizzazioni americane e ucraine (incluso il Dipartimento della Difesa) e hanno assicurato che il lavoro svolto nei laboratori è sicuro per la popolazione. La risposta ufficiale dell’Ambasciata americana è culminata nella conclusione che i dati forniti da Kuzmin e Medvedchuk all’Ambasciata sono frutto della “disinformazione russa”.

I leader dell’opposizione ucraina (il partito di Medvedchuk, che è la seconda frazione più grande del parlamento ucraino) hanno trovato la risposta non convincente, mentre la posizione delle autorità ucraine e del presidente Zelensky è stata ossequiosa nei confronti degli americani. L’accusa di “disinformazione russa”, oltre ad essere ormai diventata un cliché, in questo caso è anche un tentativo maldestro di evitare domande fastidiose e di chiudere definitivamente un argomento scomodo.

Come ha rivelato Medvedchuk, i lavori nei laboratori del Pentagono in Ucraina sono stati svolti al terzo livello (segreto). Ma è possibile che in questi laboratori vi sia anche un quarto livello – il livello delle armi batteriologiche segrete. Infatti, secondo Medvedchuk, citato dalla stampa russa, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina avrebbe rimosso le informazioni dal proprio sito web sul lavoro dei laboratori nel Paese riguardanti lo studio di agenti patogeni pericolosi per l’uomo.

Il 26 maggio, la pubblicazione online russa Eurasia Daily ha pubblicato il materiale proveniente dal quotidiano ucraino Ukrainskye Novosti, che ha fornito nuovi dettagli. La costruzione di otto laboratori biologici segreti statunitensi in Ucraina sarebbe stata effettuata dalla Defense Threat Reduction Agency americana (DTRA), che è direttamente subordinata al Pentagono. Ma la pubblicazione di queste informazioni sulle pagine della stampa ucraina non è molto confortante. Se il Pentagono supervisiona il lavoro dei servizi biologici, non è da escludere del tutto che possano potenzialmente verificarsi problemi non solo in Russia, ma anche nella stessa Ucraina.

Silvia Vittoria Missotti

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