Marra

Una nuova grana per Virginia Raggi. Raffaele Marra, ex vice capo di gabinetto del Campidoglio, ora alla guida del personale del Comune di Roma, è stato arrestato in mattinata dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, guidati da Lorenzo D’Aloia.

Il provvedimento restrittivo per il fedelissimo del sindaco Virginia Raggi, è stato emesso dal gip Tomaselli su richiesta della procura della Capitale. In manette anche il costruttore e immobiliarista Sergio Scarpellini.

Marra è accusato di aver intascato una tangente per l’acquisto di un appartamento di oltre 150 metri quadri dell’Enasarco, l’ente di assistenza dei rappresentanti di commercio, nel quartiere di Prati Fiscali. Una casa che sarebbe stata pagata con due assegni per complessivi 360mila euro provenienti da un conto di Scarpellini. Marra è tuttora residente in questo appartamento mentre la moglie con il resto della famiglia risiede a Malta dal 2015. All’epoca dei fatti, Marra era dirigente del Campidoglio e il sindaco era Gianni Alemanno.

Virginia Raggi, in questi mesi, ha difeso con le unghie e con i denti la sua scelta di puntare sull’ex finanziere già direttore (nel 2006) dell’Area galoppo dell’Unire, l’ente per l’incremento delle razze equine allora guidato da braccio destro di Alemanno Franco Panzironi.

Una scelta che potrebbe pagare a caro prezzo. Dopo l’arresto di Marra e l’ acquisizione di atti da parte delle Fiamme Gialle in Campidoglio, nel Movimento l’atmosfera è da resa dei conti. “Mi dispiace. Per i romani, per il Movimento e per Beppe Grillo, che aveva avanzato perplessità. Ci siamo fidati e probabilmente abbiamo sbagliato, ma Marra non è un esponente politico, ma uno del 23 mila dipendenti del Comune di Roma”. Così Virginia Raggi nella sua breve conferenza stampa. Un’ammissione di responsabilità che difficilmente placherà la rabbia di chi nel M5S ritiene la misura colma da tempo. Il suo “noi andiamo avanti, con serenità”, è solo un tentativo estremo e disperato di spegnere un incendio che è ormai divampato. I giorni degli elogi e dei sorrisi smaglianti sono ricordi di un passato lontano. Dalle copertine delle riviste di mezzo mondo alla polvere di queste ore, il passo è stato breve. Con le parole di una famosa canzone italiana a fare da beffarda e profetica colonna sonora: “Ti brucerai, piccola stella senza cielo”.

 

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