Norbert Feher, chiamato impropriamente “Igor il russo”, è stato arrestato. Il killer di Budrio è stato fermato in Spagna, a Teruel, nella comunità autonoma dell’Aragona.

Prima di essere catturato, ha ucciso durante un conflitto a fuoco due agenti della Guardia Civile e un agricoltore. Il serbo di Subotica, città al confine con l’Ungheria, era latitante dallo scorso primo di aprile. Nonostante il grande dispiegamento di uomini e mezzi, era riuscito a lasciare l’Italia.

Il procuratore della Repubblica di Bologna Giuseppe Amato, ha fatto sapere che sarà chiesta l’estradizione. Feher, alias Igor Vaclavic, nella giornata di domenica comparirà in videoconferenza davanti al giudice spagnolo Carmen Lamela.

Lo spietato serbo, capace di maneggiare qualsiasi tipo di arma e di sopportare condizioni climatiche avverse, si nascondeva all’interno di una fattoria. A trovarlo, verso le sette di sera, sono stati due agenti che stavano cercando l’autore di una sparatoria avvenuta giorni prima. Al loro arrivo Norbert Feher ha aperto il fuoco. Sotto i suoi colpi sono caduti Victor Romero Perez, di 30 anni, e Victor Jesus Caballero Espinosa. Nel conflitto a fuoco ha perso la vita anche un agricoltore della zona: José Luis Iranzo, 39 anni, sposato e padre di un bambino, che accompagnava gli agenti.

Secondo quanto hanno riportato i media iberici, Igor ha ferito a morte le guardie nonostante indossassero i giubbotti antiproiettile ed è stato così rapido da non dargli il tempo di sparare.

Dopo aver ucciso i tre uomini, sarebbe scappato a bordo di un pick-up: è stato fermato alle 2.50 di notte, diverse ore dopo a Cantavieja, nella provincia di Castellon. Non ha opposto resistenza agli agenti. Indossava un’uniforme ed stato trovato in possesso di tre pistole, di cui due appartenenti agli agenti della Guardia Civil uccisi.

Feher, era in fuga dal primo aprile del 2017, dopo aver ucciso Davide Fabbri, il titolare di una tabaccheria di Budrio. L’uomo è considerato responsabile anche dell’uccisione della guardia ecologica Valerio Verri di Portomaggiore, avvenuta l’8 aprile, ed è indagato per l’omicidio del metronotte Salvatore Chianese, il 30 novembre 2015 a Fosso Ghiaia.

“Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma”, ha commentato la vedova di Davide Fabbri, Maria Sirica.

“Non so più cosa sia la parola pace. Mi è rimasta paura, angoscia. Provo solo un po’ di sollievo perché dopo cinque vittime quell’uomo è stato preso. Ma continuo a domandarmi perché quella sera non ha ammazzato anche me. Ora spero che non esca mai più dalla prigione”, ha aggiunto.

“Un ringraziamento alle autorità spagnole, all’Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna”, ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti.

“È stata una situazione piuttosto drammatica, l’arresto è avvenuto a circa 200 chilometri da Saragozza, il tutto è frutto di un’attività investigativa che è partita dall’attività di indagine dell’Arma dei carabinieri. Di recente in Spagna c’era stato un reparto del Ros che aveva segnalato alla Guardia Civil il possibile luogo dove si poteva nascondeva Norbert Feher, a testimonianza di un’attività investigativa mai cessata. Abbiamo sempre detto dal momento in cui la vicenda è diventata drammaticamente presente nel nostro Paese che noi non avremmo mai mollato. Con i familiari delle vittime c’era un patto d’onore”, ha commentato Minniti.

“È stato arrestato in un’area che avevamo indicato noi. Non abbiamo mai mollato un giorno la ricerca di questo pericolosissimo individuo. Gli ultimi sviluppi dimostrano quanto sia pericoloso e che grosso peccato sia stato metterlo in libertà nel 2015, quando ancora doveva scontare degli anni di galera”, ha affermato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, mettendo in luce uno degli aspetti più inquietanti di questa vicenda. La lunga scia di sangue, poteva essere evitata.

 

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