A Yagotyn, nell’Oblast di Kiev, sono in arrivo 250 migranti dalla Siria, in fuga dal feroce conflitto armato, innescato dai fondamentalisti salafiti cari a turchi, statunitensi e sauditi, che ha devastato il paese.
A riportare la notizia è stato il canale televisivo “112 Ucraina”.
Per ospitare i rifugiati provenienti dal Medio Oriente, si sta provvedendo a completare un dormitorio non finito, inizialmente progettato per accogliere gli sfollati di Chernobyl.
Il suo direttore Tatiana Belchenko ha detto di voler accogliere solo quei rifugiati ai quali è stato riconosciuto tale status dalle autorità ucraine.
I residenti hanno espresso insoddisfazione per l’arrivo dei profughi dalla Siria. Si temono comportamenti anti-sociali, malattie ed aumento del tasso di criminalità. Preoccupazioni che sono state espresse anche alle istituzioni locali.
La notizia è rimbalzata subito sui social network ed è stata percepita negativamente dall’utenza.
“Perché non si soffermano sulla Bankova (la strada del potere politico ed economico nel cuore di Kiev, ndr)?”, ha scritto sulla sua pagina Facebook il giornalista Vitaliy Nazarenko.
Sempre sul social fondato da Mark Zuckerberg, la giornalista Ksenia Yakushko ha messo in luce le contraddizioni di un paese come quello ucraino che non riesce a garantire una giusta collocazione ai profughi interni ma si preoccupa di ospitare quelli provenienti dalla Siria.
Le conseguenze del salto sul carrozzone euro-atlantico iniziano a farsi sentire. A tutti i livelli.

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