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Assad

“I membri dell’opposizione armata avranno la possibilità di usufruire dell’amnistia offerta dal governo”, ha dichiarato Assad in una intervista ai media francesi, pubblicata dalla SANA (Syrian Arab News Agency). “Da quanto abbiamo costruito nei passati tre anni, dato che si vuole sinceramente raggiungere la pace in Siria, il governo ha offerto l’amnistia a ogni combattente che consegna le armi, e ha funzionato. Hanno ancora la stessa possibilità, se vogliono tornare alla loro vita normale”, ha spiegato Assad aggiungendo che “l’amnistia è il massimo che si possa offrire”.

I colloqui di Astana e le elezioni

Il governo siriano è pronto a discutere con le opposizioni nella capitale del Kazachstan di ogni questione riguardante la pacificazione del conflitto.

Il presidente ha specificato che il problema del potere dovrebbe essere deciso dal popolo durante le elezioni e che l’opposizione rappresentata ai colloqui deve ottenere supporto dall’interno della Siria piuttosto che esprimere la volontà di altri Paesi.
“Quando parliamo di negoziazioni sulla fine della guerra e il futuro della Siria, non ci sono limiti a ciò di cui si può discutere” ha sottolineato Assad, “ma chi siederà all’altro lato del tavolo? Ancora non lo sappiamo.” “Dovrà essere la vera opposizione siriana, e quando dico “vera” intendo dire che dovrà avere le sue fondamenta in Siria, e non in Arabia Saudita, in Francia o in Gran Bretagna. Dovrà essere l’opposizione siriana a discutere dei problemi siriani. La fattibilità della cosa, o per meglio dire, il buon esito dei colloqui dipenderà da questo punto.”
Per quanto riguarda la propria disponibilità a discutere il suo ruolo di presidente, Assad ha chiarito: “Sì, ma la mia posizione rimanda alla costituzione, e la costituzione è molto chiara sui meccanismi che regolano l’insediamento o la deposizione di un presidente. Così, se vorranno discutere questo punto, dovranno discutere la costituzione, e la costituzione non è proprietà del governo o del presidente o dell’opposizione; deve appartenere al popolo siriano, per cui per ogni costituzione è necessario un referendum. E’ un punto che può essere discusso nel corso dell’incontro, certamente, ma non possono dire “vogliamo quel presidente” o “non vogliamo quel presidente” perché la questione presidenziale dipende dalle urne. Se non lo vogliono, si andrà alle elezioni. Sarà il popolo siriano a eleggere un presidente, e non una sua parte.”

Alla domanda se concorrerà ancora per la carica di presidente, Assad ha spiegato che dipenderà da due fattori. Il primo è la volontà del popolo siriano. Se vorrà essere presidente mentre il popolo non lo vuole, allora perfino se vincesse le elezioni non avrà un forte sostegno e non potrà portare a termine alcunché, particolarmente in una regione del mondo complicata come la Siria. “Il secondo fattore; se sentirò di voler ancora essere il presidente, nominerò me stesso, ma la cosa dipenderà dal primo punto.”

I rapporti USA-Russia e il futuro degli accordi di pace

“Un eventuale miglioramento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti dopo che il presidente eletto Donald Trump entrerà in carica potrà influire positivamente sulla situazione in Siria.” Così Assad ha commentato la dichiarazione che Trump ha rilasciato sabato, nella quale ha detto che “entrambi i Paesi, forse, lavoreranno insieme per risolvere alcuni dei grandi e pressanti problemi del mondo.” “Se parliamo realisticamente, sì, perché la questione siriana non è isolata, non riguarda solo noi siriani. In effetti, per molti aspetti il conflitto siriano è regionale e internazionale al tempo stesso. La parte locale e internazionale del conflitto dipende dai rapporti tra Stati Uniti e Russia. Quanto Trump ha detto è stato molto promettente”, “se ci sarà un onesto avvicinamento o iniziativa che migliorerà le relazioni tra i due Paesi, questo riguarderà ogni problema del mondo, incluso quello della Siria. Quindi, direi che sì, pensiamo che sarà una cosa positiva.”

Tratto dall’agenzia TASS.

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UN COMMENTO

  1. Quando si diceva che il Presidente Assad non fosse democratico, le presenti dichiarazioni dimostrano invece il contrario.
    Parla di referendum, di libere elezioni in cui I SIRIANI e non altri debbano contare … Sarebbe una cosa logica e chiara, invece per gli occidentali finti democratici non lo e’; hanno appoggiato gruppi che di democratico non avevano e non hanno nulla e che di democrazia non ne hanno mai parlato.
    Il loro obiettivo e’ sempre stato quello di istituire un regime teocratico salafita come i padrini che gli stavano dietro volevano.
    Ma gli occidentali su questo non hanno mai detto nulla, hanno appoggiato questi gruppi di criminali che ora lo sono solo preche’ colpiscono gli europei ma quando operavano e operano in Siria o Iraq non lo erano, anzi addirittura li chiamano ancora ribelli “moderati”.
    Moderati che ammazzano,decapitano,distruggono chiese moschee e i luoghi di culto a loro estranei ( si badi bene questi non sono musulmani) ma l’occidente e anche Obama continuano a dichiarare queste idiozie … Assad fa bene a proporre una amnistia e una proposta ci pace ma sarebbe bene vedere a chi la si da; quelli che hanno ucciso e commesso crimini contro l’umanita’ e soprattutto contro la popolazione siriana devono essere perseguiti e puniti.
    Va istituito un tribunale anche con osservatori internazionali seri(solo per verificare che le procedura di accusa e verifica delle stesse siano eque) e procedere alla pulizia della Siria da ogni finta pace. Chi si arrende pensando di riprendere un’altra guerra va eliminato subito.

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