Bashar al-Assad

Commentando le origini del terrorismo islamico che affligge il Medio Oriente, il presidente siriano Bashar al-Assad ha osservato che i gruppi terroristici, tra cui Al-Qaeda e ISIS, sono stati in grado di trovare terreno fertile in Iraq a causa dell’interventismo degli Stati Uniti, dei soldi sauditi e della loro ideologia wahabita: un vero e proprio composto velenoso usato per nutrire i gruppi terroristici e aiutarli a crescere.

Intervistato da RAI UNO, ad Assad è stato chiesto di rispondere alle accuse mosse da alcuni analisti occidentali i quali affermano che il suo governo sia almeno in parte responsabile per la creazione dell’ISIS.

«In realtà» ha risposto Assad «secondo quanto riferito da alcuni funzionari americani, fra cui Hillary Clinton, Al Qaeda è stata creata dagli americani con l’aiuto del denaro saudita e dell’ideologia wahabita. Naturalmente, molti altri funzionari [americani] hanno detto che la stessa… ISIS e al-Nusra sono emanazioni di Al Qaeda. Per quanto riguarda l’ISIS, essa è nata in Iraq, nel 2006… e l’attuale leader dell’ISIS – Abu Bakr al-Baghdadi – era nelle prigioni americane, a New York, e poi è stato rilasciato.

Così, non è nato in Siria, ma tutto è iniziato in Iraq… Tony Blair ha recentemente affermato che sì, la guerra in Iraq ha contribuito a creare l’ISIS. La loro confessione è la prova più importante per quanto riguarda la sua domanda.»

Inoltre, secondo Assad, l’ISIS non ha un incubatrice naturale in Siria, data l’ideologia del paese, da lungo tempo basata su nazionalismo laico, tolleranza e convivenza religiosa ed etnica.

«Se vuoi parlare della forza di Daesh, la prima cosa che ci si deve chiedere è se esso abbia a disposizione, in una certa società, di un’incubatrice naturale. Fino a questo momento, posso dirvi che Daesh [nome arabo con cui viene indicata l’ISIS, N.d.t.] non dispone di un’incubatrice naturale, un’incubatrice sociale, all’interno della Siria.»

Allo stesso tempo, Assad ha avvertito che se l’ideologia velenosa dell’ISIS dovesse crescere e piantare radici, diventando cronica, «questo tipo di ideologia può cambiare la società.» Nelle parole del presidente, i terroristi, che sono stati «sostenuti… in diversi modi dall’inizio della crisi» da parte di Turchia, Arabia Saudita e Qatar «e, naturalmente, dalla politica occidentale che li sosteneva in modi diversi dall’inizio della crisi», perderanno la propria forza una volta che perderanno il sostegno dei loro benefattori.»

«Possono essere forti, ma solo purché abbiano un forte sostegno da parte di diversi stati, sia in Medio Oriente che in Occidente» ha spiegato Assad.

Alla richiesta di commentare gli attacchi mortali che hanno avuto luogo a Parigi all’inizio di questo mese, il presidente ancora una volta ha inviato le sue condoglianze, condannando il “crimine orribile” e notando che i siriani come pochi altri siano in grado di capire il terrore generato dal vedere «innocenti uccisi senza alcun motivo e per niente… noi ne siamo colpiti da 5 anni.»

Assad ha sottolineato che “ci sentiamo vicini ai francesi, come ci sentiamo vicini ai libanesi per [l’attentato di, N.d.t.] un paio di giorni prima, e vicini ai russi per quanto riguarda l’aereo che è stato abbattuto sopra il Sinai, e vicini agli yemeniti [che vengono bombardati da mesi dall’aviazione saudita, nel silenzio generale, N.d.t.].»

Allo stesso tempo, il presidente ha espresso la sua speranza che il mondo occidentale possa provare compassione per le vittime del terrore di tutti questi attacchi, e non «solo per quelli francesi.»

Commentando la possibilità di una soluzione politica alla crisi siriana, il presidente ha sottolineato che è impossibile discuterne finché resterà in piedi la minaccia terroristica. Una volta debellata, saranno sufficienti 1,5- 2 anni per creare una nuova costituzione e stabilire delle linee guida su elezioni parlamentari e presidenziali.

Per quanto riguarda i disaccordi con le potenze occidentali su chi possa essere definito come la legittima opposizione, Assad ha spiegato che persone armate di mitra non possono essere considerate legittima opposizione.

«Questo è un assunto valido in ogni paese. Chi ha un mitra e terrorizza la gente e distrugge la proprietà privata o pubblica o uccide innocenti non è l’opposizione: opposizione è un termine politico; l’opposizione può essere definita tale non secondo pareri soggettivi, ma solo attraverso le elezioni, attraverso il responso delle urne.»

Secondo il presidente, solo il popolo siriano, attraverso le elezioni, in grado di determinare che essi considerano la vera opposizione. «Se si vuole parlare di mia opinione, si può essere opposizione quando si ha di base siriani, quando si appartiene solo al vostro paese. Non si può essere opposizione quando si viene addestrati e formati dal ministero degli esteri o dalle agenzie di intelligence di altri paesi. Non si può essere dei burattini delle potenze straniere, se si vuole essere degli oppositori siriani; occorre essere dei veri siriani, non dei mercenari surrogati. «

Alla richiesta di commentare le centinaia di migliaia di siriani fuggiti in Siria per l’Europa negli ultimi mesi, Assad ha sottolineato che «la fuga di tutti coloro che lasciano questo paese è una perdita per la Siria… ne soffriamo, perché ogni profugo ha una lunga storia di sofferenza all’interno della Siria, e perciò dobbiamo chiederci: «Perché se ne vanno?»

Secondo il presidente, i siriani lasciano «per molte ragioni. La prima [è] la minaccia diretta da parte dei terroristi. Il secondo è la distruzione, da parte dei terroristi, delle infrastrutture che coinvolgono direttamente la vita di queste persone. Ma la terza, è l’embargo occidentale contro la Siria.»

Assad ha sottolineato che molte persone «potrebbero tornare in Siria in un batter d’occhio, ma come fanno a tornare indietro quando la stessa base della loro esistenza è stata colpita in modo drammatico?… L’embargo occidentale e il terrorismo hanno messo queste persone tra l’incudine e il martello.»

Il suo intervistatore gli chiede se egli considesse la guerra siriana una guerra di religione. Il presidente ha chiarito che questa era in realtà una guerra con «le persone che hanno deviato dalla vera religione […] il vero problema è la guerra tra loro e il resto dei musulmani, la maggioranza dei quali sono moderati.»

Traduzione e adattamento di Massimiliano Greco

Fonte:

Sputnik

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Nato a Siracusa, si occupa prevalentemente di politica estera e strategia. Ha scritto "Battaglia per il Donbass" (Anteo Edizioni, 2014) https://pagineirriverenti.wordpress.com/