L’agglomerato di sigle terroristiche che hanno formato il ‘Jaysh al-Fateh’, ha recentemente rinnovato la propria offensiva contro le cittadine sciite di Fouaa e Kafraya, che da mesi resistono circondate nel Governatorato di Idlib.

Il continuo assalto contro queste posizioni é portato avanti soprattutto dai gruppi Ahrar Sham e Fronte Al-Nusra, il che spiega come, nel corso della conquista di Zabadani (portata avanti da Esercito Siriano e uomini di Hezbollah, anch’essi Sciiti), i capi di queste organizzazioni abbiano cercato di usare Fouaa e Kafraya come ‘pedina di scambio’ per bloccare l’attacco contro la cittadina sul confine libanese, senza però riuscirvi.

Fouaa e Kafraya sono difese strenuamente da unità della milizia popolare NDF che ha mobilitato praticamente l’intera popolazione maschile dei due centri.

Nella notte tra venerdì e sabato i terroristi takfiri hanno lanciato ben sette autobombe contro diversi punti della cintura difensiva delle due cittadine, nella speranza di ottenere uno sfondamento decisivo, tuttavia l’alto grado di prontezza e di vigilanza dei difensori non ha permesso al piano degli attaccanti di andare a buon fine.

Tra i terroristi uccisi negli intensi scontri che si sono susseguiti per tutta la notte va conteggiato anche lo ‘sceicco’ Abu Hassan al-Tunisi, leader di grande rinomanza in quanto ‘compagno’ di Osama bin Laden e ‘veterano’ dell’Afghanistan.

L’associazione di questo personaggio con Al-Qaeda dimostra più eloquentemente di qualunque discorso la continuità che esiste tra il fenomeno del wahabismo alimentato negli anni ’80 da CIA e servizi segreti sauditi (allora in funzione antisovietica in Afghanistan) e le attività di più ‘moderne’ organizzazioni estremiste come appunto Al-Nusra o l’ancor più recente ISIS.

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