I sistemi di difesa aerea siriana hanno respinto un’aggressione missilistica attribuita da alcune fonti ad Israele nei pressi dell’aeroporto internazionale di Damasco. Diversi missili sono stati abbattuti. “Come risultato dell’aggressione israeliana non ci sono state vittime o feriti. Il danno è solo materiale”, riferiscono ancora fonti siriane.

 

 

Un attacco è stato segnalato anche nella zona di Latakia, una città costiera nella cui provincia sorge la base aerea russa di Khmeimim. Secondo quanto riportato, sette persone sarebbero rimaste ferite nell’attacco.
Secondo l’agenzia di stampa statale SANA, l’attacco ha preso di mira la sede dell’Agenzia delle industrie tecniche a Latakia, di proprietà dell’esercito siriano. Fonti militari siriane hanno riferito di attacchi diretti contro una centrale elettrica e una fabbrica di alluminio. L’attacco è iniziato poco prima delle 22:00 ora locale.

 

Negli ultimi minuti, alcuni media locali siriani hanno rilanciato l’ipotesi di attacchi condotti con droni arrivati dai jihadisti asserragliati ad Idlib. SANA ha riferito che i missili che hanno colpito Latakia “sono arrivati dal mare”.

La tensione torna a salire nel giorno in cui, a Sochi, i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, hanno deciso di creare una zona smilitarizzata nella provincia siriana di Idlib.

 

“Abbiamo deciso di creare una zona smilitarizzata di 15-20 chilometri in prima linea tra l’opposizione armata e le forze governative entro il 15 ottobre di quest’anno”, ha dichiarato Putin.
“Faremo insieme alla Russia tutto il possibile per eliminare tutti i gruppi radicali da questo territorio”, ha detto Erdogan durante.
Idlib è l’ultima provincia siriana non controllata da Damasco. La maggior parte del suo territorio è controllata dai miliziani salafiti di Hayat Tahrir al Sham che tengono in scacco tre milioni di civili.

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