Autori Articoli di Filippo Bovo

Filippo Bovo

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.

Benzina sul fuoco: l’Europarlamento di Bruxelles riconosce Juan Guaidò come legittimo presidente del Venezuela

Continua ad inasprirsi, soprattutto a livello internazionale, la crisi venezuelana, con Juan Guaidò riconosciuto come legittimo presidente del paese anche da parte del Parlamento Europeo di Bruxelles. M5S e Lega, tuttavia, si sono astenuti dalla votazione. Juan Guaidò, nel frattempo, sembra sempre più un fantasma più visibile negli USA o nell'UE che nel suo paese: ma intanto le autorità occidentali stanno intestando a lui i conti e i beni del governo venezuelano all'estero, un po' come avvenne con la Libia nel 2011.

Incontro fra i ministri degli esteri di Eritrea ed Ungheria: una sorpresa

Piena identità di vedute fra il ministro degli esteri eritreo e il suo omologo ungherese. Eritrea ed Ungheria intendono marciare unite su questioni d'interesse comune.

Scomparso Giuseppe Zamberletti. La sua Protezione Civile fu un modello per tutto il mondo

Giuseppe Zamberletti, il padre della Protezione Civile, fu l'uomo che seppe sempre assicurare una pronta e completa gestione delle varie calamità che colpirono il nostro Paese, dal terremoto in Friuli del 1976 a quello in Campania e Basilicata del 1980, fino a tutte le altre tragedie che purtroppo si verificarono anche in seguito. A lui dobbiamo un modello di Protezione Civile che ha fatto scuola nel mondo.

Rapporti sempre più stretti fra Italia ed Eritrea: nuovi investimenti all’orizzonte

Sono già numerosi gli imprenditori italiani che si stanno affacciando in Eritrea, attratti dal suo grande potenziale, dato soprattutto dal disporre di tanti giovani che hanno ricevuto una buona preparazione scolastica e professionale e che conoscono bene la lingua italiana.

Golpe in atto in Venezuela. Il problema è che tutto intorno è cambiato

La crisi in atto in Venezuela avviene sullo sfondo di nuovi e diversi equilibri internazionali. Sono questi a fare la differenza: comunque vadano le cose, i tempi per la Restaurazione sono ormai finiti. E Guaidò, da questo punto di vista, potrebbe avere buone opportunità per diventare una buona imitazione di quel Carmona che ugualmente tentò un misero golpe contro Chavez nel 2002.

Il Franco CFA (e il colonialismo), pomo della discordia fra Francia ed Italia

Il Franco CFA è uno degli elementi più chiari del grande dominio coloniale della Francia sui paesi che un tempo erano sue colonie in Africa, e su questo c'è poco da discutere. Forse, più che pretendere le nostre scuse, Parigi dovrebbe scusarsi con gli africani che ancora continua a saccheggiare.

Il premier etiopico Abiy Ahmed in visita in Italia: tanti gli argomenti sul tavolo

L'attuale governo italiano, guidato da Giuseppe Conte, sembra dimostrare una grande sensibilità ed attenzione alle questioni africane, e non soltanto per via della questione migratoria. La visita del giovane premier etiopico Abiy Ahmed ne è un'ulteriore conferma.

117 morti al largo di Tripoli: in nome del libero mercato, quello delle ONG

I 117 morti causati dal naufragio nel Golfo di Sirte di ieri non ci sarebbero stati, se non ci fosse stato l'incentivo dato dalle navi ONG che aspettano le bagnarole dei migranti in acque internazionali, per poi "stoccarli" nei porti europei, italiani in primis. E' una legge di mercato, tremendamente drammatica, di cui i beneficiari del cosiddetto "business dell'accoglienza" sono perfettamente consapevoli. Ma ben si guardano dal condannarla, preferendo molto più semplicemente cercare capri espiatori altrove, a cui affibbiare l'etichetta di "razzisti".

19 gennaio 2000-19 gennaio 2019: ricordando Bettino Craxi

Diciannove anni fa moriva Bettino Craxi, nel silenzio di una politica italiana dalla coscienza assai sporca. Oggi, al di là del giudizio che si possa avere del grande statista socialista, sappiamo di sicuro che una figura come la sua manca ancor più di prima alla nostra politica.

Londra, il parlamento affonda il piano Brexit di Theresa May: a rischio il suo premierato

Con 432 no e 202 sì, il governo di Theresa May s'è ritrovato senza una maggioranza al parlamento di Westminster, ed il suo piano per una soft Brexit, concordato a novembre con l'UE, è stato dunque silurato. Ora sulla premier inglese grava la minaccia di una mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn, e non sono impossibili anche in questo caso sorprese dell'ultimo minuto.

   

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