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Mauro Borgato

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Dalla Falun Dafa ai Free Tibet, tutti i “dirittoumanisti” contro Xi Jinping in Italia

La visita di Xi Jinping in Italia ha destato non pochi nervosismi in tutti quegli ambienti un po' politici e un po' religiosi che guardano di cattivo occhio alla crescita della Cina a danno dei loro paesi occidentali di riferimento. I "diritti umani", come al solito, sono lo strumento dietro cui tutti costoro nascondono i loro attacchi e le loro vere ragioni di ben altra natura.

Il Falun Dafa e il Rapporto USA sui Diritti Umani: attacco totale e diretto contro la Cina

Pochi giorni fa è stato pubblicato il Rapporto sui Diritti Umani elaborato dagli USA. Neanche a farlo apposta, la Cina risulta come la principale minaccia ai diritti umani nel mondo. Ma non ci vuole molto per rendersi conto che si tratta solo dell'ennesima collezione di "fake news" a fini politici.

Il Tribunale di Milano, il Professor Xu Chao e la guerra fra Cina e Falun Dafa

L'atteggiamento seguito dai magistrati del Tribunale di Milano, quello da cui partirono le grandi inchieste sulla corruzione in Italia, nei confronti di un ex funzionario cinese arrestato per aver compiuto il medesimo reato, è decisamente contraddittorio. Anche se viene mascherato dietro apparenti ragioni umanitarie. La realtà è che Xu Chao, questo è il nome dell'ex capo del dipartimento finanziario dell'Università di Qingdao arrestato a Milano, è anche un militante della setta Falun Dafa. Pure questo ha indotto i magistrati milanesi, pressati persino a livello internazionale (Germania in primis), a liberare e negare l'estradizioni in Cina di Xu Chao malgrado l'evidenza dei reati compiuti.

La rivista in lingua inglese BMJ Open accusa la comunità scientifica di complicità con Pechino

Anche la British Medical Association, attraverso i suoi organismi BMJ e la rivista BMJ Open, sposa la campagna della crociata contro la Cina, sfruttando il tema non semplice delle donazioni di organi. Si arriva molto rapidamente a sposare le cause di fittizi tribunali londinesi che fanno una chiara politica contro Pechino, funzionale agli interessi di certi settori del mondo politico anglosassone, secondo una procedura di delegittimazione mediatica e politica che abbiamo già visto anche in tante altre occasioni in passato, e non solo contro la Cina.

Dai media francesi a quelli italiani, la strumentalizzazione sul Falun Dafa imperversa sempre

Il libero mercato nemico della libera (intesa come vera) informazione? E' quanto ci chiediamo vedendo alcuni esempi, che in ogni caso denotano l'appiattimento culturale dei media italiani a quelli stranieri, chiaramente solo se francesi, inglesi o americani...

Come il mondo culturale ed accademico italiano giudica la Cina e il Falun Dafa

Pur di contrastare una malintesa "colonizzazione" della Cina in Italia, che spazia dall'economia alla cultura, molti ambienti politici e culturali italiani finiscono con l'adottare le cause di qualsiasi gruppo in odor di sinofobia o di attività anticinesi, come ad esempio la setta Falun Dafa.

La sinofobia dei media italiani ed occidentali ben si presta agli interessi del Falun Gong

La vicenda di Wang Quanzhang, il noto avvocato "attivista per i diritti umani", viene usata in Occidente per continuare a mobilitare larghe quote d'opinione pubblica, completamente digiuna su temi riguardanti la Cina, contro le autorità di Pechino. Naturalmente tutti coloro che hanno conti in sospeso con la Cina ne traggono vantaggio, in primo luogo sette pericolose come il Falun Gong.

Come il Falun Gong cerca d’inquinare le analisi geopolitiche dell’Occidente sulla Cina e la Nuova Via della Seta

Quando il modo di ragionare fanatico e settario di chi appartiene ad una setta, che oltretutto è mossa da precise finalità anticinesi come nel caso del Falun Dafa, si scontra con la geopolitica, con l'economia e con la storia, i risultati sono sempre a dir poco pietosi.

Tra cure naturali, settarismi, social ed internet: il curioso caso del Falun Gong in Italia

Negli ultimi anni, grazie ad internet e ai social, le cure alternative a quelle medico-scientifiche hanno guadagnato molto terreno, soprattutto in certi ambienti per così dire "radical chic" e non solo. Le sette religiose o pseudoreligiose come il Falun Gong non hanno tardato ad approfittarne, riscuotendo fin da subito l'ingenua fiducia di questo vasto pubblico, non solo internettiano.

   

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