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Simone Mela

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Brogli in Austria: si torna al voto

La Corte Costituzionale austriaca ha riscontrato irregolarità nelle recenti elezioni presidenziali austriache: sono state certificate irregolarità in 94 dei 117 distretti elettorali per un totale di 78 mila schede scrutinate non correttamente. Più del doppio dei voti che decisero l’esito finale. A settembre il popolo austriaco sarà chiamato nuovamente a pronunciarsi.

L’Unione Europea dopo il Brexit

Dopo il Brexit, altri paesi europei potrebbero seguire l'esempio del Regno Unito e chiedere una consultazione popolare sull'Euro e sulla permanenza nell'Unione Europea. In Francia, Olanda, Austria, Svezia, Germania e Italia i partiti euroscettici acquistano sempre maggiore consenso.

Elezioni in Austria: un voto d’autoconservazione delle élites

Come già accaduto per le regionali in Francia, anche in Austria i partiti europeisti sono riusciti a negare la vittoria degli euroscettici, facendo convergere i loro voti verso il candidato dei Verdi, Alexandr Van der Bellen. A salvarli, è stato il discutibile voto per corrispondenza, che ha ribaltato il risultato di domenica. A questo punto bisogna chiedersi se, anche la prossima volta, lo spirito di autoconservazione delle élites riuscirà a prevalere ancora sulle necessità dei popoli europei.

L’Unione Europea è in continua agonia

Nella prefazione al rapporto annuale della Banca Centrale Europea, per la prima volta Mario Draghi ha sconfessato il suo "whatever it takes" ed è arrivato a dire che "si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l’Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock". Anche il capo economista della Bce, Peter Praet, partecipando una conferenza in Germania alla BVI Asset Management, ha dichiarato che "l'Euro non funziona". Di fronte alla debole crescita mondiale e alla deflazione, l'ultimo rimedio per tenere in piedi un'Unione Europea sempre più in agonia sembra essere l'utilizzo dello strumento dell'helicopter money.

Referendum confermativo della riforma costituzionale: perché votare NO

La riforma costituzionale fatta dal Governo Renzi e da un Parlamento non legittimo potrebbe portare a un Parlamento di nominati, una maggioranza assoluta rappresentata da una sola lista, un Presidente del Consiglio legato a quella maggioranza e infine un capo dello Stato che è espressione di quella maggioranza senza nessun contrappeso od opposizione che possa avere un minimo di efficacia. Ecco perché votare NO al referendum confermativo.

Il conflitto inevitabile

“Costituzione italiana contro trattati europei. Il conflitto inevitabile” è l’ultimo libro di Vladimiro Giacché. In questo saggio si cerca e si ottiene di far risaltare le divergenze che ci sono tra la nostra Costituzione ed i trattati europei. Per spiegare i due tipi di società configgenti l’autore...

   

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